Il bonus idrico è assimilato ai bonus edilizi, ma ha in realtà un funzionamento diverso. La detrazione Irpef, comune a tutti gli altri bonus edilizi, non viene infatti applicata a questo bonus che funziona in maniera differente, come spiegheremo nel corso di questo articolo.

In sostanza, si tratta di un bonus che permette di ottenere fino ad un massimo di 1.000 euro di rimborso per le spese sostenute per elementi idrici, appunto, sostituiti ed installati all’interno della propria abitazione. Proprio come gli altri bonus edilizi, però, non richiede alcun requisito in termini di Dichiarazione ISEE, ma solo la proprietà dell’immobile (o altro diritto di godimento su di esso) e la dimostrazione delle spese sostenute.

Bonus idrico 2022: come funziona?

Il bonus idrico è sostanzialmente pensato per migliorare i consumi di acqua a livello domestico; infatti, rubinetti e sanitari che hanno alcuni anni consumano più acqua rispetto a quelli moderni. Per questo motivo, il Governo ha pensato a questa modalità per incentivare gli italiani a fare una scelta più sostenibile dal punto di vista ambientale.

Il bonus ammonta a 1.000 euro e occorre richiederlo direttamente al MiTE, il Ministero della Transizione Ecologica, in quanto come detto in precedenza non si può ricevere in detrazione Irpef come invece accade per tutti gli altri bonus edilizi.

Il vantaggio è però che questo bonus viene ricevuto direttamente sul proprio conto corrente, con un importo che può arrivare fino a mille euro. In sostanza, è molto più immediato rispetto agli altri bonus e per questo motivi i beneficiari possono esserne contenti.

Bonus idrico 2022: proroga e fondi

Un aspetto molto importante di questo bonus, funzionando come detto in maniera diretta, è legato ai fondi a disposizione. I fondi stanziati proprio dal MiTE ammontano infatti a 20 milioni di euro. Ciò significa che una volta erogati tutti i 20 milioni, gli altri italiani non hanno più possibilità di accedere al bonus. Un bonus ad esaurimento fondi che in generale è molto gradito, dunque conviene arrivare il primo possibile.

L’altro aspetto riguarda la proroga: si conferma la proroga per il 2022? Possiamo già dire di sì senza troppi indugi, perché il bonus sarà valido anche per l’intero 2023. Insomma, nonostante la bufera che ha travolto i bonus edilizi, questo bonus regge e viene addirittura rinnovato per due anni.

Ovviamente, la motivazione risiede anche nella minor spesa che comporta rispetto ad altri suoi “colleghi” ben più impegnativi, come per esempio il Superbonus 110%. In ogni caso, nel resto dell’articolo diamo tutte le informazioni utili sul bonus idrico in questo 2022, attivo ormai già dal 17 febbraio.

Al momento però ricordiamo che non è ancora noto quanto verrà stanziato per il bonus di quest’anno, anche se è probabile che si tratti della medesima cifra.

Bonus idrico 2022: ecco le spese ammesse

Si è dunque capito che gli interventi legati a questo bonus riguardano gli elementi del sistema idrico dell’abitazione, ma quali sono esattamente le spese ammesse? Le vediamo in questo paragrafo, tenendo presente che l’importo massimo del bonus è in ogni caso pari a 1.000 euro.

Gli interventi possono riguardare la sostituzione dei vasi sanitari in ceramica, oppure possono riguardare la rubinetteria, i soffioni della doccia e le colonne doccia, purchè sostituiti con dispositivi moderni a scarico ridotto.

Nel caso dei sanitari in ceramica il volume massimo di scarico deve essere uguale o inferiore a 6  litri; possono rientrare nel bonus anche tutte le spese connesse, come per esempio piccoli interventi murari, lo smontaggio del vecchio dispositivo ed il montaggio di quello nuovo.

Per quanto riguarda invece la rubinetteria la soglia è fissata a 6 litri di portata al minuto, per i soffioni della doccia è pari a 9 litri al minuto. Anche in questo caso possono rientrare nel bonus tutte le spese connesse tra montaggio, smontaggio, piccole opere idrauliche o murarie.

Si capisce quindi che la motivazione alla base del bonus è legata al consumo di acqua; permette infatti di incassare i 1.000 euro solo a chi effettivamente va verso una soluzione più sostenibile.

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