È ufficiale, la BCE ha decretato l’aumento dei tassi di interesse su mutui e finanziamenti a partire dal 1 luglio (+0,25 punti base). Si attendono ulteriori rialzi a settembre 2022 (+0,50 punti base).

Duro colpo per i cittadini dell’Unione Europea, i quali, già appesantiti dall’inflazione, dovranno far fronte al rialzo dei tassi di interesse su mutui e finanziamenti.

In questo articolo analizzeremo le cause che hanno portato la Banca Centrale Europea ad invertire rotta sancendo la fine ai finanziamenti a tasso zero e ad un decennio di tassi al ribasso.

Quali sono le cause?

L’inflazione è senza dubbio una delle cause principali dell’ascesa dei tassi di interesse, i quali, sono passati in poco tempo dai minimi storici, a +0,25 punti base previsti per luglio e a +0,50 punti base a partire da settembre 2022.

Il rilancio internazionale post pandemia registrato nella primavera del 2021, ha stabilito uno scenario di ripresa della domanda, la quale però non è stata supportata dall’offerta. Lo squilibrio tra domanda e offerta, ha portato ad un aumento dei prezzi che però, non ha fatto scattare alcun allarme da parte delle autorità bancarie, le quali, prevedevano un rientro in tempi brevi.

L’incertezza globale dovuta dallo scoppio della guerra in Ucraina, ha però ribaltato qualsiasi previsione. Lo stop dell’approvvigionamento di determinate materie prime, quali, prime fra tutte, l’energia, ha portato ad un ulteriore rincaro e ad un aumento dell’inflazione, portandola a +7,9% in Germania e a +8,5 in Spagna, come riporta il Sole 24 Ore.

Aumento dei tassi, ecco la risposta all’inflazione

I continui rincari ed il conseguente aumento dell’inflazione hanno spinto la BCE ad un rapido intervento. Quest’ultima, di tutta risposta, ha sancito l’aumento dei tassi su muti e finanziamenti per cercare di contenere l’aumento dei prezzi e di preservare il potere d’acquisto dei consumatori. Si prevede infatti che l’aumento dei tassi porti ad una diminuzione dei consumi della classe medio-bassa e ad un lento ristabilimento del poter d’acquisto.

A luglio è previsto il primo aumento di +0,25 centesimi e, a seguire, un ulteriore +0,25 centesimi nel mese di settembre. “L’inflazione elevata è una sfida agghiacciante per tutti noi. Il consiglio direttivo farà in modo che l’inflazione torni al nostro obbiettivo del 2% nel medio termine. In linea con la nostra politica, intendiamo aumentare i tassi di interesse della BCE di 0,25 punti base nella riunione di politica monetaria di luglio. Allo stesso modo, prevediamo di aumentare nuovamente i tassi di interesse a settembre”, ha spiegato Christine Lagarde, presidente della BCE.

L’impatto sui mutui, come correre ai ripari

L’impatto sui mutui è inevitabile e le conseguenze più gravose riguarderanno soprattutto i mutui a tasso variabile. Con l’aumento dell’indice di riferimento legato al costo del denaro, aumenterà anche la rata del muto. Per tutti coloro che hanno optato per questo tipo di tasso, è tuttavia possibile correre ai ripari rinegoziando il muto con la propria banca o valutando la possibilità di surroga.

Per quanto riguarda i mutui a tasso fisso, i contratti già aperti non subiranno alcuna variazione, mentre per i nuovi contratti, anche se già soggetti ad un rapido rialzo già da inizio anno, i tassi saranno soggetti agli ulteriori aumenti sanciti dalla BCE.

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