Come funziona lo sconto in fattura? In molti se lo chiedono, ma nei fatti è piuttosto semplice il funzionamento di questo meccanismo che, se si riesce a sfruttare in maniera corretta, è davvero molto comodo. Comodo e semplice, insomma, ma conviene affrontare passo dopo passo ciò che il contribuente è tenuto a fare per ottenerlo.

Prima di vedere i dettagli più tecnici, occorre precisare che lo sconto in fattura è legato ai bonus edilizi: parliamo di Superbonus, bonus facciate, bonus mobili, bonus verde, ecobonus, sismabonus… la lista è lunga e tutti questi bonus sono piuttosto noti ai cittadini, dato che ormai sono al centro delle cronache da anni. Vediamo dunque come funziona la detrazione e l’eventuale alternativa dello sconto in fattura.

Come funziona e quanto conviene?

Lo sconto in fattura è un’opportunità, non un obbligo, sia per il contribuente che vuole usufruire del bonus sia per l’imprese che realizza i lavori. L’opportunità consiste in una forma alternativa per godere dei bonus edilizi; in genere, infatti, essi fanno maturare una detrazione Irpef che viene poi “spalmata” su dieci anni a quote costanti.

La detrazione Irpef rende il bonus non liquido, non immediato. Infatti, l’Irpef non è altro che un’imposta che tutti i cittadini si ritrovano a pagare ogni anno, con la detrazione che è praticamente uno sconto su questa cifra da pagare. Il fatto che sia spalmata su dieci anni, poi, rende il tutto ancora più complesso.

Con lo sconto in fattura, infatti, si ottiene il bonus in forma molto più immediata. Se la detrazione è prevista al 50%, per esempio, lo sconto sarà proprio del 50% e sarà applicato direttamente in fattura. L’impresa che ha svolto i lavori potrà poi recuperare tale somma direttamente dallo Stato con l’iter di domanda previsto, che naturalmente non ha nulla a che vedere con chi fruisce del bonus. Si capisce quindi come sia più comoda questa modalità piuttosto che la normale detrazione Irpef.

Sì, lo sconto in fattura conviene parecchio, ma come detto in precedenza l’impresa non è costretta ad applicarlo. Infatti, prima di svolgere i lavori, bisogna far presente all’impresa la volontà di utilizzare lo sconto in fattura ed attendere la conferma, in modo da non avere dubbi o problemi.

Sconto 50: come funziona – esempio

Proviamo a fare un breve esempio per comprendere come funziona questo tipo di possibilità. Immaginiamo di dover fare dei lavori sull’abitazione e che siano compatibili con l’ecobonus che, come noto, ha una detrazione pari al 50% se permette di diminuire l’impatto ambientale della casa. Sempre per esempio, immaginiamo che la spesa totale sia pari a 50.000 euro.

Questa spesa è stata ricavata dai preventivi che alcune delle aziende a cui ci siamo rivolti ci hanno fatto avere. Una volta a conoscenza della spesa totale e della compatibilità con il bonus, contattiamo l’azienda e chiediamo se effettivamente si può usufruire dello sconto in fattura. Se otteniamo una risposta positiva, non resta che far iniziare i lavori ed assicurarsi che tutto avvenga secondo le norme previste, naturalmente anche attraverso l’aiuto e la consulenza di un professionista.

Una volta fatto ciò, si deve solo attendere la fine dei lavori e, in seguito, effettuare il pagamento all’impresa che ha svolto i lavori: se la cifra era di 50.000 euro, il nostro pagamento potrà essere banalmente di 25.000 euro. Gli altri 25.000 li recupererà l’impresa dallo Stato secondo l’iter previsto.

Quando scade lo sconto in fattura del 50%?

Molti cittadini si chiedono effettivamente se e quando scadrà lo sconto in fattura, ma alle condizioni attuali lo sconto in fattura resta attivo finché sono attivi i bonus con cui può essere utilizzato, come previsto dalla Legge di Bilancio 2022.

Parliamo di bonus in scadenza a fine anno, come nel caso del bonus facciate, ma anche di bonus che potrebbero (e dovrebbero) durare fino al 2024, come nel caso di Ecobonus, Superbonus e bonus mobili ed elettrodomestici.

Possiamo però fare comunque qualche considerazione a tal proposito, perché in questi mesi ci sono stati diversi passi avanti su questo tema, ma anche qualche passo indietro. Il Governo ha tentato prima di semplificare questi bonus e di renderli più diretti (anche con lo sconto in fattura, appunto), ma ha poi fatto anche dei passi nella direzione opposta per impedire che avvengano frodi, come nel caso del Decreto Antifrode arrivato nel novembre 2021.

Allo stato attuale lo sconto in fattura è attivo ed è piuttosto semplice da ottenere, ma ci sono diversi adempimenti per ogni bonus che prescindono dalla modalità con cui se ne usufruisce, come per esempio avviene con l’asseverazione dei costi e la documentazione SAL (Stato di Avanzamento Lavori).

Sconto 50: altre cose da sapere

Ultimi aspetti utili per quanto riguarda lo sconto in fattura, in modo da fornire una panoramica completa sul funzionamento di questa opportunità data ai cittadini. Innanzitutto, è bene ricordare che oltre allo sconto in fattura, sempre in alternativa alla normale detrazione Irpef in dieci anni, c’è anche la cessione del credito, che però è burocraticamente più complessa.

Inoltre, ricordiamo anche che lo sconto in fattura necessita di una dichiarazione all’Agenzia delle Entrate da fare entro il marzo dell’anno successivo rispetto a quello in cui le spese vengono sostenute. Il resto degli oneri e degli obblighi sono invece a carico dell’impresa che ha concesso lo sconto in fattura e che riceverà il 50% che gli spetta sotto forma di credito d’imposta.

Per qualsiasi altra informazione specifica, come spesso accade con i bonus edilizi, suggeriamo di rivolgersi ad un professionista per avere la certezza di adempiere a tutti gli obblighi previste dalle normative, che per altro cambiano di frequente.

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