23 Gennaio 2023, 12:43
Bonus infissi 2023

Bonus infissi 2023: cosa c’è da sapere

Con l’inizio del nuovo anno in molti si sono chiesti quali sono i bonus dei quali si può ancora usufruire e quali invece non saranno più disponibili. Nello specifico, oggi andremo ad illustrare tutti i bonus relativi a finestre e infissi, accessibili nel 2023.

Posto che non esiste un vero e proprio “Bonus infissi” ecco quelle che sono le agevolazioni fiscali a favore di coloro che vorranno acquistare, installare o sostituire gli infissi della propria abitazione.

Si potrà dunque stare tranquilli poiché per tale tipologia di intervento sussiste un pacchetto di misure idoneo a soddisfare le esigenze di chi intende rendere la propria casa più sostenibile da un punto di vista energetico.

Tra l’altro gli infissi potranno essere sostituiti anche senza una vera ristrutturazione della casa.

Vediamo come scegliere l’incentivo fiscale più adatto in base alle proprie esigenze.

Superbonus 110%

Per prima cosa è bene sapere che in caso di sostituzione degli infissi (non nuova installazione) si può far rientrare l’intervento nell’ambito del Superbonus che ricordiamo vedrà ridurre l’aliquota al 90% a partire dal 2023. Nel DDL Bilancio infatti il Superbonus viene confermato ma con alcune modifiche tra le quali il cambio della percentuale di detrazione.

Sarà necessario effettuare una completa ristrutturazione dell’immobile che implichi la realizzazione di un intervento trainante. Se l’immobile nel quale sostituire gli infissi si trova nell’ambito di un condominio, la sostituzione degli infissi rientra tra quelli che sono gli interventi trainati.

Si ricorda che i lavori trainati devono essere realizzati congiuntamente ai lavori trainanti e nel loro complesso devono comportare il miglioramento di due classi energetiche.

La spesa per il lavoro nel singolo appartamento condominiale deve essere sostenuta nell’intervallo di tempo che va dalla data di inizio e alla data di fine lavori per gli interventi trainanti.

Bonus ristrutturazioni

Nel caso in cui i lavori eseguiti non possiedano i requisiti tali da giustificare l’accesso al Superbonus, la sostituzione degli infissi nel proprio appartamento potrà beneficiare comunque della detrazione pari al 50% con un limite massimo di spesa pari a 96.000 euro, in presenza di interventi di recupero del patrimonio edilizio (Bonus ristrutturazioni).

La sostituzione dei serramenti oppure degli infissi esterni dovrà essere finalizzata al miglioramento del risparmio energetico della propria abitazione.

Il rimborso fiscale ottenibile sarà poi ripartito in 10 quote annuali di pari importo.

Per quanto concerne le date di scadenza che dovranno essere tenute a mente si specifica che il bonus ristrutturazioni potrà essere utilizzato ancora nel 2023 e per tutto il 2024.

È necessario, per poter rientrare nel bonus suddetto, che finestre, tapparelle infissi presentino una diversa tipologia di materiali, dimensioni o struttura rispetto a quelli precedentemente installati.

Si può usufruire di tale bonus in presenza di lavori di:

  • manutenzione straordinaria
  • restauro
  • risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia

Bonus infissi ed Ecobonus

Ai bonus che abbiamo sopra menzionato si aggiunge la possibilità di fruire dell’Ecobonus che, come il Bonus ristrutturazioni, consente di usufruire di una detrazione pari al 50% delle spese sostenute, con un limite massimo di spesa pari a 60.000 euro. Si potranno sostituire gli infissi esterni e sarà necessario il miglioramento della classe energetica. In particolare è necessario che le parti sostituite o modificate delimitino un volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati. E’ inoltre necessario che garantiscano un valore di conduttività termica minore o uguale al limite stabilito per le fasce climatiche delle differenti zone.

Anche per l’Ecobonus valgono gli stessi termini di scadenza sopra menzionati per il bonus ristrutturazioni, in quanto anch’esso prolungato fino al 31 dicembre 2024.

Come usufruire del Bonus infissi?

Per poter fruire del Bonus Infissi, in primo luogo, a prescindere dalla tipologia di agevolazione della quale ci si avvale, si potrà effettuare la detrazione in sede di dichiarazione dei redditi, nel rispetto dei requisiti e delle regole proprie dell’agevolazione per la quale si è optato.

In alternativa si potrà optare per lo sconto in fattura applicato dall’impresa che ha eseguito i lavori oppure per la cessione del credito di imposta ad un soggetto terzo.

Sconto in fattura e cessione del credito

Lo sconto in fattura è un vero e proprio sconto applicato dal fornitore dei lavori fino ad un importo non superiore al costo stesso dei lavori. In sostanza, con lo sconto in fattura, la ditta esecutrice anticipa al committente il costo detraibile e può cedere, in un secondo momento, il credito maturato a banche o altri istituti finanziari.

La cessione del credito consiste nella cessione della somma detraibile da parte del contribuente a favore di un terzo, a fronte della restituzione di un importo massimo corrispondente alla somma che diversamente sarebbe stata portata in detrazione. In pratica, il committente paga il prezzo pieno all’impresa esecutrice e cede il credito nei confronti del Fisco ad una banca o altro istituto finanziario che rimborsa la somma equivalente al credito.

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