Holiday working: un nuovo modo di lavorare da remoto

Tra i – pochissimi – effetti collaterali positivi della pandemia, c’è lo sviluppo di una nuova tendenza: l’holiday working! Curiosi di scoprire di cosa si tratta?

La possibilità di lavorare da remoto senza doversi recare in ufficio, ha spinto molte persone, già dalla seconda metà del 2020, a cercare case in affitto in località turistiche. L’intenzione principale è quella di coniugare lo smart working alla possibilità di passare il tempo libero al mare o in montagna. Da qui nasce il termine holiday working, che per definizione unisce due parole opposte, ma che dal 2020 hanno trovato modo di convivere.

Coniugare lavoro e vacanza insieme è senza dubbio una novità che sta cambiando la vita di moltissime persone. Infatti, avere la possibilità di svolgere il proprio lavoro da qualsiasi luogo nel mondo, rispettando comunque gli orari d’ufficio o le scadenze dei vari progetti lavorativi, offre l’opportunità di gestire il proprio tempo in maniera molto più efficiente, un migliore raggiungimento degli obiettivi aziendali e soprattutto ha ottime conseguenze sull’umore.

Impatto della pandemia sulle prenotazioni di case vacanza

Il 26 Aprile 2021 è stata annunciata la riapertura delle regioni, e con la crescente fiducia nel green pass le prenotazioni hanno subito un’impennata.

Molti italiani, ripensando al primo lockdown, hanno iniziato a progettare fughe dalle grandi città senza aspettare l’arrivo dell’estate.

La maggior parte delle persone ha iniziato a cercare località in cui poter lavorare ma anche trascorrere il tempo libero all’aria aperta, possibilmente vicino al mare o in montagna. Le ricerca di case vacanze in cui poter lavorare da remoto e rilassarsi riguardano periodi di tempo anche superiori a un mese, in ambienti meno affollati delle città, in case con caratteristiche ben precise, adatte ad ospitare anche famiglie con genitori in smart working e figli che svolgono didattica a distanza.

Il Sole24ore ha riportato dei dati analizzati dal Centro Studi Italianway (azienda operante nel settore affitti turistici) che evidenziano come il 35% delle 43mila notti prenotate da gennaio ad aprile 2021, abbiano come finalità l’holiday working: la durata media dei soggiorni è di 19 notti con budget messo in campo pari a 3.243 euro per l’intero soggiorno (170 euro a notte). Nel 2020 la percentuale era del 20%.

Un’altra delle novità nel settore degli affitti turistici è stata quella di effettuare una diminuzione delle tariffe non rimborsabili per venire incontro ai nuovi bisogni e ai possibili imprevisti dell’ultimo minuto. Infatti, la flessibilità e il rimborso della prenotazione risultano essere un elemento di fondamentale importanza per effettuare la scelta.

Con la maggiore digitalizzazione nelle fasce di età più avanzate, sono aumentate anche le prenotazioni digitali anche da parte degli utenti over 50 e over 60, garantendo anche a essi la possibilità di prenotare facilmente e trascorrere periodi di lavoro in località di vacanza.

Requisiti delle case per l’holiday working

Per svolgere l’holiday working è necessario predisporre di un ambiente adatto sia per lavorare sia, nel tempo libero, per rilassarsi.

Il primo requisito fondamentale che determina la prenotazione di una casa vacanza è la presenza di una connessione Wi-Fi veloce. Le persone infatti, cercano ambienti in cui poter lavorare al meglio, con una connessione veloce e un Wifi illimitato e perfettamente funzionante.   L’ambiente abitativo ideale per gli holiday workers dovrà essere relativamente spazioso, con una cucina attrezzata, una zona living rilassante, e uno spazio da dedicare al lavoro, con scrivania, ottima illuminazione e, se possibile, uno sfondo adatto alle videocall.

Altri elementi super richiesti dopo la pandemia, sono la presenza di un giardino, una finestra o un balcone vista mare.
Un anno di pandemia ha portato tante persone a considerare la casa il luogo ideale per unire la vacanza al lavoro, uno spazio che permette di migliorare la qualità della propria vita, sia dal lato personale che professionale.

Ormai in tutto il mondo, a fronte delle nuove esigenze di smart working, le destinazioni turistiche hanno iniziato a riorganizzarsi, ridisegnando la propria strategia turistica puntando sempre di più sulla filosofia dell’holiday working, proponendo camere con postazioni scrivanie complete di tutto il necessario per lavorare, come se si fosse in ufficio.

Inoltre, anche molte destinazioni estere stanno iniziando a proporre dei pacchetti dedicati sia ai lavoratori sia alle loro famiglie, come baby-sitting e attività varie per i più grandi, nel pieno rispetto della sicurezza e dei protocolli di sanificazione.

Due termini molto legati all’holiday working sono il reshoring e il south working. Per chi ha voglia di approfondire è ne abbiamo parlato qui.

In conclusione, adottare l’holiday working può portare enormi benefici sia a livello lavorativo che di work-life balance e, quindi, di salute, mentale e fisica. E poi, potrebbe essere un buon modo per recuperare le vacanze e i viaggi mancati nel 2020!

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