Case cantoniere: cosa sono e a cosa servivano

Pre Saint Didier, Italia – La facciata di una casa cantoniera

Le case cantoniere sono degli immobili, di proprietà demaniale e gestiti dall’ANAS, caratterizzati dal tipico colore rosso pompeiano.

Recentemente è stato pubblicato un nuovo bando per l’assegnazione di 100 case cantoniere dislocate su tutto il territorio, il primo bando era stato pubblicato nel 2016.

Ma cosa sono le case cantoniere, per quale scopo venivano utilizzate, qual è la loro storia e da chi sono gestite? Ve lo spieghiamo qui!

Case cantoniere: la storia

La casa cantoniera prende il nome dai “cantonieri”, gli operai incaricati alla manutenzione delle strade. La civilizzazione, la storia e la cultura dei vari popoli è stata permessa anche dalla costruzione delle strade, che tuttavia necessitano di una costante manutenzione. Per questo motivo nel XIX secolo in Italia, vi fu la suddivisione delle strade in cantoni, tratti di lunghi 3/4 km.

In dettaglio, con il Regio Decreto del 13 aprile 1830, il Re di Sardegna Carlo Felice, ha istituito la figura del cantoniere, soggetto che aveva il compito di occuparsi della manutenzione e del controllo di un “cantone” della strada. Il cantoniere, per motivi lavorativi, aveva l’obbligo di risiedere sul luogo del servizio, in case situate ai margini di ciascun cantone, da qui il termine case cantoniere.

Gli edifici in cui alloggiavano i cantonieri sono caratterizzati dal colore rosso pompeiano e, generalmente, presentano la scritta “casa cantoniera” accompagnata dal numero della strada statale e del chilometro corrispondente, sulla quale si affacciano.  Generalmente erano vicine ad autorimesse o depositi, e in alcuni casi venivano costruite al confine tra due cantoni o sulle reti ferroviarie (in questo caso prendevano il nome di casello ferroviario.)

Nel corso degli anni ‘80, a causa dei costi eccessivi, molte  case cantoniere sono state abbandonate e dismesse. In particolare, nel 1982 è stato introdotto il Regolamento dei Cantonieri, con lo scopo di eliminare il vecchio concetto di “cantone” e introdurre quello di squadre, nuclei e centri di manutenzione dotati di personale e mezzi. Inoltre, dopo il processo di declassificazione di varie strade statali del 2001, ne sono state dismesse molte altre: alcune completamente chiuse, altre sono passate in mano agli enti regionali o provinciali.

Per questo motivo oggi, le case cantoniere sono immobili di proprietà del demanio, ma sono gestite dall’Anas (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade, che dal 2018 è entrata a far parte del gruppo Ferrovie dello stato). Attualmente esistono circa 1244 case cantoniere su tutto il territorio nazionale, di cui la metà sono destinate a essere sedi operative dell’Anas, per il personale di servizio, magazzini o altre funzioni. La regione che ne conta di più risulta essere la Sicilia, con 149 case cantoniere.

Nel 2015 è stato stipulato un accordo di collaborazione tra ANAS, Mibact, MIT e Agenzia del Demanio per definire le linee guida per un progetto di riqualificazione di alcune case cantoniere di ANAS con la possibilità di sviluppare servizi sinergici con i piani di valorizzazione turistico-culturale.

L’accordo ha previsto una fase pilota su 30 case cantoniere in cui l’obiettivo principale è stato quello di offrire ospitalità e ristorazione a un rapporto qualità/costo standard, oltre a prevedere altri servizi per una valorizzazione del territorio circostante.

Case cantoniere Bando 2021 Anas

Il bando 2021 dell’Anas relativo alle case cantoniere, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. L’amministratore Massimo Simonini ha spiegato che l’intenzione è quella di riqualificare, rendere accessibili e fruibili gli immobili di proprietà Anas. Infatti, tramite il recupero di questi edifici, si vuole promuovere un modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale e socio economico per i territori dove sono ubicati, andando a rivitalizzare l’economia locale, incentivare un turismo diffuso di qualità e offrire all’utenza stradale più servizi possibili.

Inoltre, un altro obiettivo è quello di restituire una nuova dimensione al patrimonio architettonico delle case cantoniere.

Con il passare degli anni le case cantoniere abbandonate e messe in disuso sono state messe in vendita, all’asta, in affitto o concesse in comodato.

In particolare, per recuperare una parte importante della storia italiana sono stati ideati due diversi progetti:

  • Progetto del 2016, che prevedeva la riqualificazione di 30 case cantoniere e la loro concessione a privati
  • Progetto del 2021 che prevede l’assegnazione di 100 case cantoniere dislocate su tutto il territorio nazionale.

Sono state numerose le richieste di concessione di case cantoniere, per questo è stato introdotto il bando 2021 dell’Anas. Il bando 2021 raggruppa diverse aree geografiche delle case cantoniere, in particolare:

  • Sardegna, 30 (regione con più fabbricati richiesti)
  • Lombardia, 12
  • Abruzzo, 10
  • Toscana e Lazio, 7
  • Puglia, Emilia Romagna, Calabria e Piemonte, 5
  • Valle d’Aosta e Sicilia, 3
  • Marche, Campania e Veneto, 2
  • Liguria e Umbria, 1

Le richieste depositate sono avvenute da parte di vari soggetti: 41% società, 31% privati, 15% enti, amministrazioni pubbliche e protezione civile, 8% associazioni e cooperative, 5% aziende agricole.

Il progetto ha l’obiettivo principale è quello di offrire ospitalità e ristorazione a un rapporto qualità/costo standard, oltre a prevedere altri servizi per una valorizzazione del territorio circostante. Così, le nuove case cantoniere saranno auspicabilmente caratterizzate da un’attività ricettiva di qualità e funzioni complementari come ristorazione, bar o punti di ristoro, centri informativi e didattici, stazioni per la ricarica dei veicoli elettrici.

Le offerte digitali, dotate della documentazione richiesta, dovranno essere fatte pervenire dai soggetti interessati sul Portale Acquisti Anas, pena esclusione, entro le ore 12.00 del 15 giugno 2021.

Su Wikicasa, invece, trovi altre tipologie di case tipiche regionali, come baite, trulli, dammusi, sassi, … Se desideri approfondire l’argomento ne abbiamo parlato qui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts