Sta prendendo forma la riforma del catasto e la maggior parte dei cittadini si domanda se i cambiamenti comporteranno un aumento delle tasse sulla casa. Dal Governo giungono voci tranquillizzanti poiché pare che non sia questo l’obiettivo della riforma e che dunque non si pagheranno più imposte.

Riforma del catasto: di cosa si tratta

Dopo tanto discutere finalmente si è giunti ad un accordo tra le parti politiche in merito ad un argomento così scottante. È infatti da parecchio tempo che la riforma del catasto ha fatto parlare di sé. Tuttavia i Governi che si sono succeduti nel tempo hanno sempre preferito un po’ sorvolare sull’argomento; hanno iniziato ad affrontarlo nuovamente a partire dall’ottobre dello scorso anno, suscitando certo non poche preoccupazioni e critiche.

Ad ogni modo la legge delega della riforma fiscale contenente la riforma catastale sta proseguendo il suo iter e il 20 giugno è previsto il suo esame sul tavolo della Camera.

Quali sono le novità? In sostanza il nodo cruciale di questa riforma è rappresentato dal valore patrimoniale che non sarà più il criterio fondamentale per la determinazione del valore catastale. Ogni unità immobiliare avrà un preciso valore di mercato al fine di rendere più reale il valore catastale degli immobili. È proprio questo aspetto che ha consentito ai vari gruppi politici di giungere ad un’intesa. Per portare a termine il progetto si dovrà aspettare fino al 2026.

Riforma del catasto: quali sono le finalità

Molti sono gli obiettivi che si pone la riforma del catasto, primo tra tutti la modifica del sistema di rilevazione catastale, con l’aggiornamento di un sistema che ormai si è dimostrato troppo vecchio.

Lo scopo della riforma è censire gli immobili cosiddetti fantasma ovvero quelli che non sono mai stati accatastati e dei quali pertanto non si ha conoscenza; rientrano in questa categoria anche quelli che non rispettano la giusta destinazione d’uso o comunque la categoria loro attribuita.

Riforma del catasto: come si determina il valore catastale

Per determinare il valore catastale è stato eliminato il riferimento al valore patrimoniale degli immobili. Ci si riferirà esclusivamente al valore di mercato e alla rendita catastale, così come determinata dall’attuale normativa. Doppio binario dunque. Da un lato la rendita catastale che continua a fungere come base imponibile per il calcolo delle imposte e il valore di mercato che non inciderà sull’imposizione fiscale. I calcoli delle tasse continueranno a basarsi sui vecchi criteri, senza alcuna modifica sostanziale.

Altro obiettivo è la lotta contro l’evasione fiscale immobiliare e contro l’abusivismo.

Come raggiungere gli obiettivi prefissati?

Sono stati messi a punto dei nuovi sistemi di controllo incrociato dei dati.

La riforma del catasto punta infatti a far emergere gli immobili sommersi. A tal fine vengono potenziati gli strumenti a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per mappare gli immobili che ad oggi sono sconosciuti.

Controlli più stringenti sono già partiti. Nel mirino i cittadini che non hanno una posizione regolare perché non hanno segnalato l’immobile o perché questo presentava delle irregolarità. Si vuole conoscere gli immobili presenti sul territorio e contrastare l’abusivismo.

Per dare attuazione alla riforma saranno chiamati all’azione anche i Comuni per il cui intervento di accertamento riceveranno degli incentivi. Tutto questo è reso possibile fotografando il numero degli immobili e dei terreni nonché accertando quello che è il loro valore.

L’attenzione del Governo è relativa anche ai terreni edificabili registrati come terreni agricoli e agricoli che sono stati edificati. Nel mirino anche gli immobili rivalutati nel corso degli anni ma che hanno mantenuto invariato il valore catastale. Si pensi agli immobili che un tempo erano dei ruderi e che oggi sono diventati abitazioni di lusso.

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