Portali immobiliari made in Italy e alta finanza: cosa bolle in pentola?

La società svedese di venture capital EQT che nei giorni passati ha acquisito il portale leader del mercato spagnolo Idealista per 1,3 miliardi di euro, ha da poco acquisito anche la società italiana che controlla Casa.it. Come leggere questi due avvenimenti importanti – che smuovono cifre stratosferiche – e che avranno senza dubbio conseguenze rilevanti per il settore proptech e per il mattone italiano? Proviamo a fornirvi qualche chiave di lettura.

Secondo il comunicato stampa rilasciato dal fondo svedese, EQT è rimasta colpita dalla crescita di Casa.it ed Idealista, ritenendo che ci siano “megatrend secolari favorevoli” nel mercato italiano che consentiranno una maggiore crescita nel prossimo futuro. Si fa riferimento a prolungate tendenze favorevoli, come il crescente passaggio dal marketing off line al marketing on line e all’importante ruolo di facilitatori delle transazioni immobiliari svolto dai portali web “supportando gli agenti immobiliari nel passaggio dalle transazioni off line a quelle on line e garantendo transazioni efficienti tra proprietari e venditori”.

Casa.it era precedentemente di proprietà di Oakley Capital, una società di venture capital con sede a Londra. Il valore dell’acquisizione di Casa.it non è stato divulgato e l’operazione dovrebbe essere completata, previa approvazione definitiva, a dicembre. Ciò che è certo comunque – guardando i multipli che EQT IX ha pagato per Idealista – è che Oakley Capital abbia fatto un buon affare e che qualcosa di grosso si sta muovendo nel settore dei classified italiani, sempre più orientato verso la concentrazione e l’internazionalizzazione.

I principali commentatori della stampa di settore, come Paola Dezza del Sole24Ore, parlano di ‘inizio di una fase di concentrazione nel settore dei portali immobiliari’. Vittorio Zirnstein, penna storica di Requadro, commenta così: “l’operazione muove pezzi importanti nel “Monopoli” europeo dei portali immobiliari e, in senso lato, del proptech. Che fosse in corso una fase di consolidamento del settore era chiaro ormai da tempo. Peraltro con le società italiane, da Immobiliare.it alla stessa Casa.it, attive come predatori di realtà internazionali, spesso più in crescita che già arrivate. Ora però, la doppia mossa di Eqt Ix potrebbe veramente portare a cambiare le regole del gioco, passando su tavoli a livelli superiori.”

A proposito di Immobiliare.it, l’accordo potrebbe rappresentare una cattiva notizia per l’attuale portale italiano leader di mercato, che da oggi si troverà a competere con dei player finanziariamente rinvigoriti e agguerriti. Ricordiamo che Immobiliare.it, di proprietà di Real Web SA, possiede anche il principale portale immobiliare greco Spitogatos e ha una partecipazione in Immotop in Lussemburgo.

Sui social sono tanti i commenti da parte degli agenti immobiliari sui gruppi di settore. Per lo più ironizzano in chiave ironica sul fatto che – viste le cifre eclatanti – sembra ormai sempre più lontana ed illusoria l’idea di raccogliere un gruzzolo per creare il portale degli agenti immobiliari: è ormai chiaro che servono competenze – tecnologiche e di marketing – e tante risorse finanziarie.

E le associazioni di categoria, come avranno preso la notizia? Già a luglio 2020 la notizia di un’acquisizione di entità ben più modeste come quella dei software gestionali Miogest e Gestim da parte di Idealista.it era stata commentata dal Vice Presidente nazionale di Fiaip Nicola Bombonati come un passo pericoloso che “contribuisce alla concentrazione di informazioni personali degli utenti nelle mani di pochi colossi del web immobiliare e rischia di portare conseguenze negative agli operatori e ai consumatori”. L’aggregazione del n. 2 e del n.3 dei portali immobiliari italiani avrà senz’altro un impatto ancor più forte.

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