Agenzie immobiliari e digitale: storia di una relazione contrastata – Parte II: L’MLS

Il cambiamento del settore immobiliare, accelerato dagli ultimi eventi, coinvolge il contesto e i player in gioco ed esige una risposta ed un’evoluzione che non possono tardare ad arrivare. Prima però c’è bisogno di una presa di coscienza da parte degli operatori del settore.

Tra i temi affrontati all’evento INTEGRAtoRe, organizzato da ‘Confederazione Reti MLS’ e andato in diretta Facebook Venerdì 16 Ottobre, c’è anche l’eterna diatriba sull’MLS, o meglio sul perché uno strumento tanto utile faccia tanta fatica ad affermarsi a livello operativo e culturale tra gli agenti immobiliari italiani.

Per Santino Taverna – Presidente Fimaa – che insieme ad altri ospiti di spicco del settore, ha partecipato come relatore all’evento, moderato da Gianluca Capone, “la collaborazione è un fattore propedeutico alla crescita professionale della categoria.”

Per Taverna, il fatto che l’Italia risulti ancora fanalino di coda per numero di compravendite intermediate in Europa sarebbe riconducibile in parte alla carenza di collaborazione.

“Lo scambio di informazioni – spiega Taverna – concorre ad incrementare la professionalità ed alimenta modelli operativi evoluti e al passo coi tempi. Inoltre, è un modello operativo che giova anche al consumatore che tramite il proprio operatore di fiducia potrà avvalersi di un portafoglio illimitato e contrarre i tempi di compravendita. Una grande opportunità per tutti.”

E a chi ha timore che la collaborazione – che prevede una spartizione delle provvigioni tra i due agenti – possa erodere la marginalità di agenzia, Taverna risponde: “Il 50% di qualcosa vale sempre di più del 100% di niente.”

“All’interno della collaborazione, ovviamente – prosegue Taverna – è importante adottare regole di ingaggio prestabilite con un codice comportamentale adeguato a cui attenersi con correttezza e trasparenza, basi imprescindibili per l interazione.”

Si torna a parlare, infine, del tema del cliente e della capacità di proporre un servizio customer – centrico, ossia che ponga il cliente al centro, superando la definizione neutrale di cliente come acquirente o venditore e arrivando alla definizione del cliente come persona.

Vittorio Zirnstein, giornalista e fondatore di Requadro, nonostante la tecnologia a disposizione, il motivo per cui l’agente immobiliare italiano fa fatica ad adottare un metodo operativo collaborativo dipende da una questione di etica e di capacità di guardare al futuro, di guardare alla capacità del servizio e al cliente”.

Si insiste inoltre sulla necessità non solo di puntare su preparazione e formazione ma anche di rendersi disponibili a condividere il proprio sapere col cliente: finché col cliente non ci si comporterà come se si stesse effettuando la transazione per stessi, difficilmente ci sarà un’evoluzione e una crescita in termini di autorevolezza per la categoria.

Parola degli esperti!

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