Smartworking e nuove tendenze del mercato immobiliare

Secondo uno studio realizzato da Fondirigenti su 14mila aziende – e ripreso dal Sole24Ore più della metà delle aziende, il 54%, continuerà ad utilizzare lo smartworking in maniera permanente, anche ad emergenza sanitaria finita.

A conferma della permanenza di questo trend anche l’INAIL ha emesso di recente un’informativa con avvertenze e indicazioni generali sui comportamenti corretti da tenere per non compromettere la saluta durante il lavoro agile (a proposito di illuminazione naturale, aereazione, postura, … la trovi qui).

È chiaro che – se questo fenomeno diventa permanente – influenzerà in maniera significativa il mercato immobiliare, sia nel comparto residenziale che in quello commerciale.

Allo stato attuale quali sono i trend registrati?

Secondo un’indagine condotta dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, per il momento, le principali implicazioni del fenomeno sul marcato immobiliare sono:  

  • Sul segmento prima casa, lo spostamento verso l’hinterland di Grandi Città oppure verso altre province. Infatti, chi ha la possibilità di proseguire con il lavoro da casa, ha scelto di optare per una prima casa in zone con miglior qualità abitativa visto che ha l’opportunità di raggiungere la sede di lavoro situata in città solo se necessario o poche volte a settimana.
  • Sul segmento casa vacanza, non ci sono grosse variazioni. Infatti, chi aveva la casa vacanza al mare, in montagna o al lago l’ha sfruttata soprattutto durante il lockdown grazie alla possibilità di fare smartworking. Si tratta, però, di case di proprietà.
  • Sul segmento affitti brevi estivi, in questa ulteriore ondata di pandemia si stanno registrando richieste anticipate e per periodi più lunghi (che, ad esempio, includono maggio/giugno).

Per quanto riguarda le case vacanza, i valori hanno tenuto nel corso del 2020. La domanda è elevata e, dalle analisi condotte dall’Ufficio Studi Tecnocasa, si registra anche un aumento delle compravendite di casa vacanza passate del 5,8% del 2019 al 6,5% del 2020.

Dopo il primo lockdown tanti hanno espresso il desiderio di acquistare la casa in località turistiche spinti anche dal timore di non potersi spostare. Il turismo di prossimità ha aiutato questo segmento che ha espresso maggiori sofferenze dove c’era una domanda prevalentemente straniera. Come l’anno scorso anche quest’anno sul turistico, in cui si muovono acquirenti non residenti e stranieri, incombe il divieto di spostamenti tra regioni. In alcune regioni, già da gennaio è iniziata la ricerca della casa in affitto per la stagione estiva e non solo.

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