Piano Casa Sardegna 2021: le ultime notizie del 2022

Il Piano Casa Sardegna, che rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2023, prevede un ampliamento volumetrico in determinate zone urbanistiche, per ciascuna unità immobiliare, per un massimo del 30% del volume urbanistico esistente (fino a un massimo di 180 metri cubi).

In questo articolo vediamo nel dettaglio come funziona il Piano Casa Sardegna.

Piano Casa Sardegna: ampliamento volumetrico edifici esistenti

L’ampliamento volumetrico degli edifici esistenti tramite il Piano Casa in Sardegna è consentito nelle seguenti zone urbanistiche:

  • Zona urbanistica A (insediamenti storici): risulta possibile effettuare l’ampliamento volumetrico solamente in edifici che non presentano rilevanti segni dell’assetto storico e che siano in contrasto con i caratteri architettonici e tipologici del contesto. L’ampliamento può essere massimo del 25% del volume urbanistico esistente per ciascuna unità immobiliare (massimo 90 metri cubi).
  • Zone urbanistiche B (tessuti urbani consolidati) e C (espansioni urbane): in queste zone è previsto un ampliamento volumetrico di misura massima del 30% del volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 180 metri cubi (per ogni unità immobiliare). Inoltre, in determinati casi (es. intervento che porta a efficientamento energetico) è previsto un ulteriore incremento del 10% del volume urbanistico esistente. In queste zone è consentita la realizzazione o l’ampliamento delle verande coperte fino a un massimo di ⅓ della superficie coperta realizzabile.
  • Zona urbanistica D (insediamenti produttivi) con destinazione industriale o artigianale: in questi casi è possibile realizzare l’ampliamento volumetrico solo se connesso alla destinazione industriale o artigianale nella misura massima, per ciascuna unità immobiliare, del 25% del volume urbanistico esistente. Sono esclusi gli interventi per le destinazioni abitative, residenziali o commerciali, mentre per i fabbricati residenziali esistenti adibiti a prima casa sono consentiti gli interventi previsti per le zone B e C. Infine, è previsto un incremento della superficie utile del 40% per i capannoni con destinazione industriale o artigianale ubicati nella zona urbanistica D che non deve eccedere il 40% di quella originaria.
  • Zona urbanistica D con destinazione commerciale e G (servizi generali): può essere realizzato un ampliamento volumetrico per ciascuna unità immobiliare, nella misura massima del 20% del volume urbanistico esistente (massimo 400 metri cubi). Nei capannoni con destinazione commerciale ubicati nella zona D sono ammessi incrementi della superficie utile del 30% a condizione che l’aumento complessivo della superficie utile non superi il 30% di quella originaria.
  • Zona urbanistica E (usi agricoli): in aggiunta alla fascia di 1.000 metri dalla linea di battigia marina (ridotti a 300 metri nelle isole minori), è consentito l’ampliamento volumetrico di fabbricati che hanno destinazione abitativa o produttiva di un massimo del 30% del volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 180 metri cubi.
  • Zona urbanistica F: questa zona fa riferimento agli ambiti extraurbani che possono raggiungere incrementi volumetrici per strutture residenziali oltre i 300 metri dalla linea di battigia marina e non possono superare il 35% del volume urbanistico esistente e fino a un massimo di 150 metri cubi.

Piano Casa Sardegna: strutture turistico-ricettive

Per riqualificare e accrescere le potenzialità delle strutture destinate all’attività turistico-ricettiva, è possibile effettuare interventi di ristrutturazione e rinnovamento con incrementi volumetrici nella misura massima del 50% del volume urbanistico esistente, secondo le seguenti misure:

  • 25% per adeguare le camere agli standard internazionali (senza un incremento del numero complessivo delle stanze)
  • 15% per l’incremento del numero complessivo delle stanze
  • 10% per il miglioramento del livello di classificazione secondo le norme in materia di turismo
  • in alternativa o in aggiunta alle precedenti, fino al 50% del volume urbanistico esistente, è permesso l’ampliamento di zone nelle strutture ricettive turistico-alberghiere (hall, sale convegni, etc.); sono concessi ampliamenti anche per strutture socio-assistenziali o per la realizzazione di spazi protetti (“zone di isolamento”)

Inoltre, per determinati casi è concesso un incremento volumetrico del 10% del volume urbanistico esistente, fino a un massimo del 50% del volume urbanistico esistente nel caso in cui si verifichino almeno una delle seguenti ipotesi:

  • L’intervento determina efficientamento energetico dell’intera unità immobiliare
  • L’intervento include soluzioni per la riduzione degli effetti delle “isole di calore”
  • L’intervento prevede riutilizzo di acque meteoriche/reflue
  • L’intervento prevede l’impiego di materiali primari prodotti in Sardegna nella misura di almeno il 35%
  • L’intervento prevede l’impiego di tecniche costruttive che, nei casi di demolizione e ristrutturazione, prevedano recupero e riutilizzo di componenti dell’edificio nella misura di almeno il 20%
  • L’intervento prevede l’uso di materiali di bioedilizia e derivati da lana e sughero prodotti in Sardegna almeno per il 35%
  • Intervento con riqualificazioni ambientali aree pertinenziali
  • Intervento con eliminazione di pavimentazioni impermeabili delle aree cortilizie o altre superfici scoperte dell’immobile.

Piano Casa Sardegna: interventi per il riuso e recupero di sottotetti esistenti

Gli interventi relativi ai sottotetti, previsti nel Piano Casa Sardegna, possono avvenire senza incremento di volume oppure prevedere un incremento di volume.

Iniziando dai primi, gli interventi per il riuso dei sottotetti esistenti senza incremento di volume sono consentiti nelle zone urbanistiche A, B, C, E e F per il solo scopo abitativo. Il riuso di sottotetti con ottenimento dell’agibilità è ammesso a condizione che vengano rispettate le prescrizioni igienico-sanitarie previste dai regolamenti vigenti e che sia assicurata per ogni vano di ogni unità immobiliare un’altezza media ponderale uguale o maggiore di:

  • 2,40 metri per spazi a uso abitativo
  • 2,20 metri per spazi accessori e servizi

In particolare, si considerano sottotetti:

  • Spazi e volumi delimitati inferiormente dall’ultimo solaio di chiusura di un volume urbanisticamente rilevante e il solaio di copertura dell’immobile o unità immobiliare
  • Terrazze coperte e aperte su uno o più lati, non rilevanti ai fini volumetrici dalle vigenti disposizioni delle leggi regionali o regolamenti comunali
  • Spazi e volumi anche non rilevanti dal punto di vista urbano
  • Spazi e i volumi delimitati da altezza di imposta delle falde nulla.

Per quanto riguarda la seconda categoria (recupero con incremento volumetrico di sottotetti esistenti), è consentita nelle zone urbanistiche A, B, C E e F per il solo scopo abitativo. Anche in questo caso sono da rispettare determinate condizioni:

  • Prescrizioni igienico – sanitarie riguardanti l’agibilità
  • Altezza uguale o maggiore a 2,70 metri per spazi a uso abitativo e 2,40 metri per spazi accessori e servizi.

In questo caso sono permesse modifiche interne riguardanti lo spostamento di solai e esterne nella variazione di varie altezze (colmo, gronda, linee di pendenza delle falde, apertura di finestre e lucernari). Si può raggiungere un valore massimo di altezza interna al colmo di 3,60 metri e alla gronda di 1,80 metri.

Il recupero con incremento volumetrico dei sottotetti è permesso solo per i sottotetti che rispettino una delle seguenti condizioni:

  • Altezza interna alla gronda non inferiore a 0,60 metri e falde con una pendenza minima del 20%
  • Falde con una pendenza minima del 25%

Entrambe le tipologie di interventi per il recupero con ampliamento volumetrico dei sottotetti esistenti sono realizzate mediante SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

Piano Casa Sardegna: interventi di recupero di seminterrati, piani pilotis e locali a piano terra

Questa tipologia di interventi ha lo scopo di contenere il consumo di nuovo territorio e di favorire gli interventi tecnologici per il contenimento dei consumi energetici.

In particolare, il recupero dei seminterrati è consentito ad uso residenziale o direzionale, commerciale e a condizione che abbiano un’altezza non inferiore a 2,40 metri (tolleranza max del 2%), previo ottenimento di titolo abitativo idoneo e nel rispetto di determinate condizioni (aperture ventilazione naturali non inferiori a ⅛ della superficie utile, adeguati livelli di illuminazione).

Per i piani pilotis è ammesso il riuso solo se esteso all’intero piano e a condizione che siano rispettate le superfici minime destinate a parcheggio.

Per quanto riguarda invece il recupero dei porticati e dei locali a piano terra o rialzato, è consentito ad uso direzionale, commerciale, socio-sanitario e residenziale a condizione che venga rispettata l’altezza minima interna di 2,40 metri.

Anche questo gruppo di interventi previsti dal Piano Casa Sardegna sono realizzati mediante SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

Piano Casa Sardegna: interventi per riuso di spazi di grande altezza (soppalchi)

La realizzazione di soppalchi è sempre permessa nelle zone urbanistiche A, B, C, D, E ed F, e possono essere ottenuti tramite la traslazione di partizioni interne orizzontali, non più funzionali all’organismo edilizio.

Il Piano Casa Sardegna ammette i soppalchi nella misura non superiore al 40% della superficie sottostante e per le unità abitative che abbiano altezze libere di interpiano minime di 4,10 metri, in modo da garantire una ripartizione di altezze per gli spazi sottostanti non inferiore a 2,40 metri, e per la parte soprastante un’altezza media non inferiore a 2 metri.

Le superfici in aumento create con la realizzazione di soppalchi rientrano nel calcolo delle superfici finestrate e, nelle zone urbanistiche A, vengono ammesse ulteriori nuove aperture finestrate solo se previste in sede di piano particolareggiato adeguato al Piano paesaggistico regionale (per le altre zone è possibile nel rispetto delle regole compositive del prospetto originario).

Infine, anche gli interventi per il riuso degli spazi di grande altezza (soppalchi), previsti dal Piano Casa Sardegna, sono realizzati mediante SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

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