Piano Casa 2022: le normative regionali

Il Piano Casa è il piano nazionale di edilizia abitativa introdotto con l’art.11 del DL 112/2008 e si pone l’obiettivo di incentivare gli investimenti per migliorare o implementare le abitazioni esistenti e rispondere al fabbisogno abitativo e prevedere costi ridotti rispetto all’acquisto di una nuova casa.

Il Piano Casa è una disposizione transitoria realizzata con l’accordo tra Stato e Regioni e serve principalmente per rilanciare il settore dell’edilizia e a ottimizzare il patrimonio edilizio esistente dal punto di vista delle prestazioni energetiche, della qualità architettonica e dell’eliminazione di barriere architettoniche.

Per fare una sintesi, il Piano Casa:

  • Prevede un incentivo per il settore edilizio in crisi;
  • Prevede un miglioramento della qualità del patrimonio edilizio esistente;
  • Favorisce gli interventi per l’adeguamento sismico delle strutture;
  • Agevola la demolizione e ricostruzione di edifici in aree a rischio;
  • Promuove lo smaltimento dell’amianto.

Il Piano Casa è nato come un accordo per un periodo “eccezionale” di un anno e mezzo, in cui i privati cittadini avevano la possibilità di usufruire del bonus volumetrico per svolgere interventi volti a migliorare edifici esistenti. Il bonus poteva essere del:

  • 20% per gli ampliamenti
  • 35% in caso di demolizione e ricostruzione
  • 50% per le aree degradate con riconversione di aree industriali dismesse da almeno 3 anni

Tuttavia, durante gli anni il Piano Casa è stato prorogato di volta in volta in diverse regioni.

Destinatari Piano Casa

Il D.L 112/2008 (art. 11 comma 2) prevede che possano usufruire del bonus volumetrico le seguenti categorie:

  • Famiglie a basso reddito, monoparentali o monoreddito
  • Giovani coppie a basso reddito
  • Anziani svantaggiati socialmente o economicamente
  • Studenti fuori sede
  • Soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio
  • Altri soggetti in possesso dei requisiti di cui all’art. 1 della legge n. 9/2007 (con reddito annuo lordo complessivo familiare inferiore a 27.000€)
  • Persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66%, a condizione non siano in possesso di altra abitazione adeguata al nucleo familiare nella regione di residenza, o avere, nel proprio nucleo familiare, figli fiscalmente a carico);
  • Immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni nel territorio nazionale e da almeno cinque anni nella stessa regione.

Piano Casa: proroghe regionali

Come detto precedentemente, inizialmente l’accordo Stato-Regioni che prevedeva il Piano Casa aveva la durata di un anno e mezzo (18 mesi), a esclusione di una diversa disposizione regionale. Negli anni, le varie amministrazioni regionali hanno prorogato il bonus volumetrico e attualmente è ancora operativo in tutta Italia (ad eccezione dell’Emilia Romagna).

Le varie regioni hanno col tempo modificato alcuni criteri inizialmente stabiliti dal Piano Casa: sono stati inclusi ulteriori edifici oltre a quelli residenziali (edifici agricoli o produttivi non utilizzati), sono stati incrementati i premi volumetrici; in altri casi sono stati previsti meccanismi perequativi e compensativi, inclusa la delocalizzazione di cubature (prevedendo così la possibilità di demolire e ricostruire altrove superando la volumetria esistente). Inoltre, alcune regioni hanno introdotto anche incrementi premiali per aumentare la dotazione di verde pubblico, di servizi, di spazi pubblici e migliorare in questo modo la qualità urbana.

In particolare, il Piano Casa è stato prorogato nelle seguenti regioni:

  • Abruzzo fino al 31 dicembre 2022;
  • Campania fino al 30 settembre 2022;
  • Calabria fino al 31 dicembre 2022;
  • Marche fino al 31 dicembre 2022;
  • Molise fino al 31 dicembre 2022;
  • Puglia fino al 31 dicembre 2022;
  • Sicilia fino al 31 dicembre 2023;
  • Toscana fino al 31 dicembre 2022;
  • Sardegna fino al 31 dicembre 2023.

Piano Casa: documenti necessari

Per poter richiedere il bonus volumetrico previsto dal Piano Casa occorre presentare la SCIA o il permesso di costruire, in base alla tipologia di intervento da eseguire. Questo primo movimento serve per dimostrare l’efficacia del titolo abilitativo e dev’essere fatto insieme alla valutazione della sicurezza dell’intero edificio che prevede la dotazione di un fascicolo del fabbricato, contenente i seguenti documenti:

  • Esiti della valutazione di sicurezza
  • Certificato di collaudo
  • Aggiornamenti di informazioni progettuali, strutturali, impiantistiche e geologiche

Per ottenere il titolo abilitativo ed essere autorizzati a svolgere gli interventi previsti dal Piano Casa, occorre disporre del Protocollo Itaca. Quest’ultimo serve a valutare il livello di sostenibilità energetica e ambientale degli edifici e permette di verificare le prestazioni di un edificio riguardanti:

  • Consumi
  • Efficienza energetica
  • Impatto sull’ambiente
  • Impatto sulla salute dell’uomo.

L’obiettivo è quello di creare edifici sempre più innovativi, a energia zero, a ridotti consumi, e con utilizzo di materiali che nella loro produzione garantiscono bassi consumi energetici ma anche un elevato comfort.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts