C’è un quartiere a Milano che, in qualche modo, non è proprio Milano. Ci spieghiamo meglio: il quartiere dell’Ortica, piuttosto periferico se si pensa alla grandezza di Milano, è una vera e propria chicca che non in molti conoscono, anzi.

Infatti, è un quartiere particolare che secondo chi ci abita e chi lo vive abitualmente è una sorta di paradosso: da una parte è l’anima di Milano e dei milanesi, dall’altra è un po’ un mondo a sé che esce dal “marasma” della città moderna e in continuo movimento. Una sorta di oasi in cui si respira un’aria diversa, con la comodità della città e la quiete del piccolo paese, dove ci si conosce l’un l’altro.

Secondo i suoi abitanti il quartiere dell’Ortica è un posto speciale, ma perché? Proviamo a scoprirlo in queste parole e nella storia di chi ci è passato, a partire dalla sua anima operaia fino ad arrivare ai VIP che in questa zona del capoluogo milanese si sono sentiti veramente a casa.

Ortica Milano: un quartiere diverso

È vero che i milanesi sono mediamente fieri di esserlo, che hanno un amore incondizionato per la città viva, moderna, attiva e sempre in movimento, ma è anche vero che chi vive nel quartiere dell’Ortica ha uno sguardo un po’ diverso.

Si tratta di un quartiere quasi immerso nel passato, dove la vita va ad un ritmo leggermente diverso. Non è solo nel DNA di chi vive questa zona, perché è stato fatto un vero e proprio lavoro per riscoprire questa origine e fare in modo che non andasse assolutamente perduta.

Lo spirito di chi vive la zona dell’Ortica è quello di chi ricerca buona compagnia, della buona cucina e luoghi accoglienti, quasi “di casa”. Infatti, il quartiere è noto per le sue balere ed i locali in cui già qualche decennio fa si cantava liberamente, si suonava e si ballava. L’altra tipicità sono certamente i murales, ma ci torneremo dopo.

In ogni caso, il quartiere dell’Ortica non è solo un esempio di milanesità d’altri tempi, ma anche di resilienza e riscoperta delle origini, di vecchie abitudini, dello spirito operaio. Da queste parti infatti gira tutto intorno ai binari del treno (basti pensare che il quartiere è sostanzialmente un grande triangolo delimitato dai binari), con tantissimi abitanti che ancora oggi lavorano per le ferrovie dello Stato o fanno gli operai per alcune delle fabbriche del quartiere.

Un polo industriale del passato che ha mantenuto la sua vocazione operaia e che oggi è davvero pronto per essere riscoperto.

Dal verde ai murales, passando per la cucina tipica

Un quartiere a suo modo unico e certamente meraviglioso… ma cosa si può fare da queste parti? Innanzitutto, parliamo di un quartiere atipico, anche al colpo d’occhio: niente palazzi giganti ma case mediamente basse, tanti piccoli negozi (come quelli di paese), numerose fabbriche ed i binari che sono praticamente una costante di questo quartiere operaio. Oltre, naturalmente, a tanto verde: è infatti proprio l’ortica, la pianta erbacea, a dare il nome al quartiere.

Tra le attività spicca sicuramente la festa dell’Ortica, una vera e propria festa di Paese tra settembre ed ottobre, fatta appositamente per respirare l’aria di questo quartiere e viverlo al suo massimo. Inoltre, si possono osservare i meravigliosi murales che lo caratterizzano.

Si tratta del progetto OrMe, sigla per Ortica Memoria, pensato proprio per ridisegnare il quartiere e dargli un nuovo aspetto, con murales che richiamano la storia di questa zona ed i suoi tratti tipici, come per esempio il cavalcavia Buccari all’inizio del quartiere, ma anche diversi personaggi storici in particolare volti importanti nel tema della legalità.

Un’altra interessante attività non può che essere un giro al Circolino, il punto centrale del quartiere. Si può bere un semplice caffè o partecipare ad uno dei tanti eventi incentrati sull’arte (ed ovviamente i murales), il cibo, la musica e molto altro ancora. È il cuore pulsante del quartiere e chi passa da queste parti non può davvero perderselo.

In ultimo, abbiamo già citato la buona cucina ma un’altra menzione è d’obbligo: in onore della storia e della profonda anima milanese di questo quartiere, non possono mancare i piatti tipici della tradizione milanese e lombarda, in genere in formato piuttosto casalingo e spesso negli stessi posti dove poi si balla e canta, le già citate balere.

Ortica Milano: il quartiere proletario dei VIP

Sembra una contraddizione, ma è veramente significativo l’apporto dato da alcuni “VIP” ad un quartiere così proletario, così legato per la sua storia ai lavoratori semplici, agli operai. Parliamo di figure del calibro di Jannacci e Dario Fo, per esempio, da sempre vicini alla gente e istintivamente legati ai posti popolari, proletari appunto.

Basti pensare che Jannacci non era nemmeno originario dell’Ortica, ma ci aveva trovato un ambiente perfetto per il suo stile, la sua musica, il suo intrattenimento. Soggetti di questo spessore hanno dato tanto al quartiere Ortica, ma anche il quartiere ha dato tantissimo a loro, a partire proprio dalla passione della gente “semplice”.

Si sa, l’arte affiora proprio in questi ambienti ed è un tratto caratteristico degli anni ’80, per esempio, ma anche per la riscoperta culturale che si sta facendo proprio ora. Conservare, valorizzare e divulgare la bellezza di questi luoghi non è solo un piacere, ma anche un dovere.

Ora, quando si vuole fare una gita atipica a Milano, si sa che il quartiere Ortica è veramente una validissima opzione.

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