Tra le spese da mettere in conto quando si decide di acquistare casa ci sono certamente quelle notarili. L’acquisto di una casa è un passo importante ed è bene avere chiaro quello che si dovrà spendere, in aggiunta al prezzo da corrispondere per l’acquisto dell’immobile, al fine di non avere spiacevoli sorprese in un secondo tempo.

Per una visione di insieme bisogna infatti mettere in conto quelle che sono le spese da versare al notaio, comprensive di imposte, in modo tale da avere consapevolezza del costo complessivo che si dovrà sostenere.

Nel momento in cui si acquista una casa l’atto notarile è una formalità dalla quale non si può prescindere per rendere effettivo il trasferimento della proprietà. La compravendita che abbia ad oggetto beni immobili deve concludersi con atto pubblico davanti a pubblico ufficiale, pena la nullità.

Di seguito ci soffermeremo sulle imposte che dovranno essere versate e che si aggiungeranno alla parcella da pagare al notaio.

Spese notarili: quali sono le imposte per l’acquisto della casa

Le imposte da versare in caso di acquisto di un’abitazione sono molteplici. In caso di compravendita tra privati si dovranno versare le seguenti imposte:

  • l’imposta di registro (da versare quando viene registrato l’atto presso l’Agenzia delle Entrate), pari al 9% del valore catastale dell’immobile; la percentuale si abbassa al 2% in caso di acquisto prima casa.
  • l’imposta catastale, pari a 50 euro e dovuta quando avviene una voltura catastale con un cambio di proprietario presso l’ufficio del catasto;
  • l’imposta ipotecaria (quando viene registrato l’atto presso i pubblici registri immobiliari) pari anch’essa a 50 euro.

Per poter calcolare le spese notarili per prima cosa è necessario calcolare il valore catastale dell’immobile.

Tra i vari documenti a disposizione dovrebbe esserci la visura catastale. Nella visura vengono riportati il proprietario, i metri quadri di superficie e la rendita, oltre ai dati catastali. Ricordiamo che il valore catastale di un immobile si calcola moltiplicando la rendita catastale per un coefficiente fisso pari a 115,5 in caso di prima casa e 126 in caso di trasferimento (compravendita o donazione) di seconda casa. Si otterrà il valore catastale che sarà maggiore se maggiore sarà il coefficiente fisso.

Da non dimenticare il fatto che sul prezzo della casa si dovrà versare l’IVA (l’imposta sul valore aggiunto che grava sulla cessione dei beni) se invece si acquista dal costruttore, la cui percentuale varia a seconda dei casi.

Essa sarà pari al 4% del prezzo in caso di acquisto prima casa. Arriva al 10% in caso di acquisto seconda casa e addirittura al 22% se si acquista un’abitazione di lusso. In questo caso le imposte di registro, catastale e ipotecaria sono tutte fisse e pari a 200 euro. Si deve inoltre aggiungere l’imposta di bollo. Constatiamo dunque che comprando casa dall’impresa di costruzione si pagheranno più imposte.

La parcella del notaio

La fattura rilasciata dal notaio per le spese notarili è composta da una parte relativa alle imposte e da una parte costituita dal suo onorario quale corrispettivo della prestazione da lui effettuata, cui si dovrà applicare l’IVA.

Le imposte verranno versate dal notaio allo Stato. L’onorario del notaio, quale compenso per l’attività da lui svolta, varia in funzione del valore dell’atto che si andrà a concludere e delle caratteristiche dell’operazione nel suo complesso.

L’onorario del notaio per la stipula del contratto deve essere preventivamente stabilito con la controparte. Ricordiamo che le spese notarili per l’acquisto della casa spettano al compratore.

Imposte in caso di contratto preliminare

In caso di contratto preliminare si dovranno pagare le imposte di registro e ipotecarie in cifra fissa. In aggiunta lo 0,50% delle somme corrisposte a titolo di caparra e il 3% di quelle versate come acconto sul prezzo. Tali imposte, versate in percentuale, al momento del rogito notarile definitivo potranno essere recuperate.

Spese notarili in caso di contratto di mutuo

Non è finita qui. Al notaio dovranno pagarsi ulteriori somme nel caso per l’acquisto della casa si debba stipulare un mutuo con la banca. Per il mutuo occorrerà infatti stipulare un ulteriore atto separato. La buona notizia è che parte delle spese notarili possono essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi in caso di acquisto prima casa così come le spese di intermediazione se ci si è avvalsi dell’operato di un’agenzia immobiliare.

Come funziona la detrazione delle spese notarili

La possibilità di detrarre le spese notarili è connessa al fatto che solitamente l’acquisto della prima casa implica la stipula di un mutuo. La normativa fiscale consente infatti la possibilità di detrarre il 19% degli interessi passivi del mutuo cui aggiungere anche, come oneri accessori, le spese del notaio. Tra queste ultime si considerano l’onorario per la stipula del contratto di mutuo e quelle versate dal notaio per l’iscrizione dell’ipoteca.

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