L’impatto della pandemia sugli ambienti di lavoro: come cambierà lo spazio ufficio

La pandemia ha lasciato sicuramente un segno indelebile rivoluzionando la nostra vita sociale ma anche lavorativa. Gli spazi di lavoro dovranno essere reinventati e ridisegnati di conseguenza per garantire la sicurezza di tutti i lavoratori. Vediamo quali cambiamenti verranno adottati…

L’impatto della pandemia sugli ambienti di lavoro: come cambierà lo spazio ufficio.

Con l’obiettivo di garantire la sicurezza globale di tutti i lavoratori, l’Inail ha sottoscritto un testo il 14 marzo, aggiornato il 24 aprile, con le misure che devono essere adottate negli spazi di lavoro. Inoltre, è anche possibile vedere i filmati multimediali con i riassunti del contenuto del documento per agevolarne la comprensione. Considerando le necessità quali il distanziamento di almeno un metro, la sanificazione giornaliera e tutte le altre norme di sicurezza, i nuovi spazi lavorativi dovranno adattarsi a questi cambiamenti e reinventare il loro design e la loro struttura. Vediamo quali modifiche si stanno mettendo in atto:

Grandi finestre e niente più aria condizionata

L’aria condizionata in estate sembra essere un confort irrinunciabile ma l’Istituto superiore della Sanità ha riconosciuto il condizionamento come rischioso in quanto, se non pulito regolarmente e in modo adeguato, potrebbe contribuire alla diffusione del virus. Si preferisce quindi optare per spazi con grandi finestre per garantire la ventilazione dei locali.

Scrivanie distanziate e spazi più ampi

Per garantire la distanza di sicurezza si progettano spazi con scrivanie separate con pannelli in plexiglass e, di conseguenza, ambienti con una maggiore metratura. Molti uffici che prima avevano grandi openspace dove lavoravano molti dipendenti vedranno dimezzati i loro spazi.

Questo significa considerare altre opzioni come occupare la sale riunioni ed eventi per l’ordinaria attività lavorativa, continuare con lo smart working o cercare nuove location più grandi.

Pareti mobili

Da questa pandemia abbiamo imparato anche l’importanza di sapersi adattare in base alle necessità; per questo si sceglieranno sempre di più pareti trasportabili in grado di trasformare, dividere, ampliare lo spazio in cui si trovano. Si potranno rimuovere o riposizionare per creare aree più piccole e separate nel caso in cui, come adesso, sarà necessario isolare i lavoratori il più possibile. Si tratta quindi della possibilità di poter passare in poco tempo da uno spazio openspace ad uno multispace.

Niente più maniglie

Le classiche porte con le maniglie verranno sostituite da porte scorrevoli per limitare la trasmissione del virus e aiutare le persone a “toccare” meno oggetti possibili nell’ambiente di lavoro.

Percorsi divisi

Entrata e uscita dovranno essere chiaramente distinte: si entra solo da una parte e si esce solo da un’altra evitando la possibilità che due persone si possano scontrare all’ingresso.

Meno spazi fissi e più smartworking

L’emergenza ha imposto la necessità di adottare lo smartworking facendo luce su tutti gli aspetti positivi che questo comporta. È stato dimostrato come l’efficienza sia aumentata lavorando da casa, i livelli di stress si siano abbassati e sono stati ridotti di molto i consumi. Per questo molte aziende hanno deciso di portare avanti la modalità di lavoro agile e si sta pensando ad uno spazio lavorativo dove i dipendenti possano accedervi solo per determinate esigenze, come un call o una riunione, per poi proseguire la loro giornata lavorativa a casa o in qualsiasi altro spazio.

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