12 Settembre 2022, 09:57

Sentiamo spesso parlare di Smart City, non dobbiamo però fare l’errore di pensare che queste “città del futuro” si limitino ad essere permeate da un alto tasso di tecnologia. Cosa prevedono dunque questi nuovi modelli abitativi? Abbiamo intervistato Francesco La Commare, Presidente Centro Studi Nazionale Fiaip su questo tema.

Come possiamo definire una “Smart City” e quali sono le sue caratteristiche?

La sostenibilità è una tematica sempre più sentita dal singolo ma anche dalle istituzioni. È accanto al concetto di sostenibilità che si è sviluppato quello di Smart City.

Ci sono però voluti anni per arrivare alla definizione di Smart City perché si tendeva a pensare che la Smart City fosse una città con un altissimo livello di tecnologia applicata in campo urbano. Questo però era molto limitante perché a trarne beneficio erano solo le società che si occupavano di tecnologia e non gli abitanti di queste aree.

Ne deriva quindi che si può definire una città “smart” quando è presente una struttura tecnologica avanzata unita a politiche sostenibili al fine di ottenere una migliore qualità della vita dei cittadini; una Smart City deve essere in grado di interagire con le persone che ci vivono.

Una Smart City deve poi essere adattabile, cioè in grado di modulare i processi in base alle esigenze dei cittadini e deve essere orientata all’utente in tutte le sue sfaccettature ottimizzando i processi. Un altro aspetto è la reattività legata alla pubblica amministrazione, che deve saper cogliere in tempi brevi le esigenze e le problematiche della comunità; deve essere poi sensibile alle varie tipologie di tecnologia utilizzata per raccogliere i dati e, naturalmente, innovativa.”

Affinché una città possa essere definita “smart”, quali parametri vengono presi in esame?

Convenzionalmente si tengono in considerazione molti parametri: smart governance, inteso come partecipazione popolare alle decisioni della comunità, erogazione di servizi, trasparenza, piano di previsione per i disastri; presenza di smart contact e blockchain, smart communication e smart mobility con un incentivo all’uso del trasporto pubblico o ai servizi di bike e car sharing; sistema di soste intelligenti per un uso ottimizzato dei parcheggi; una gestione intelligente dei rifiuti, inteso come richiesta ritiro on demand o “cestini intelligenti”; illuminazione pubblica smart e tanti altri parametri di questo tipo che, come detto in precedenza, coniugano tecnologia e attenzione al benessere dei cittadini.”

Quali sono le previsioni per il futuro e quali saranno le prossime città a diventare smart?

Secondo le previsioni, le prossime città che diventeranno Smart City saranno Roma, Modena, Bergamo, Torino, Trento, Cagliari e Parma. C’è bisogno che nel futuro ci sia maggiore consapevolezza su questa tematica, condizione necessaria per il benessere di chi ci abita ed è indispensabile fare in modo che queste città siano vivibili ancora per molti anni.

Un tema rilevante è la trasformazione del Sud Italia: ad oggi le Smart City nel mezzogiorno sono ancora poche, la prima è Palermo al 12esimo posto, Bari al 20esimo e Napoli al 26esimo. Il Sud Italia è un territorio meraviglioso e le Smart City non potrebbero che aumentarne il valore. Infatti, una gran parte del PNRR è stato stanziato per ridurre il divario con il Nord Italia, un esempio su tutti è l’alta velocità nei trasporti.

Anche i provvedimenti pensati dal governo – come il Bonus 110% o l’Ecobonus – vanno verso questa direzione: ridurre il bisogno di energia e riqualificare in modo da ridurre al tempo stesso il rapporto di dipendenza dalle forme di energia tradizionale.”

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