Firma elettronica: Agenzia delle Entrate conferma validità per registrazione scritture private

Con la pandemia e la gestione delle trattative di compravendita immobiliare a distanza si (ripro)pone con forza l’annosa questione della firma digitale dei contratti e della registrazione delle scritture private sottoscritte tramite FEA (firma elettronica avanzata).

Ecco che con la Risoluzione n. 23/E dell’8 aprile 2021 l’Agenzia delle Entrate si è finalmente espressa per redimere ogni dubbio relativo alla questione.

La risoluzione è stata emessa dall’Agenzia delle Entrate su istanza di un’agenzia immobiliare online che, provando a registrare tramite il proprio legale delle scritture private firmate con FEA aventi ad oggetto contratti preliminari di compravendita, aveva riscontrato delle ‘carenze formali potenzialmente ostative alla registrazione’.

L’Agenzia delle Entrate ha confermato: la firma elettronica avanzata è valida per la registrazione delle scritture private. Più nello specifico, è sempre possibile firmare con FEA e sottoporre a registrazione:

  • contratti di locazione;
  • contratti preliminari di compravendita;
  • proposte di acquisto di beni immobili;
  • scritture private in genere.

Si tratta di accordi che non implicano il trasferimento di proprietà dei beni immobili stessi.

L’istanza poneva rivolta all’Agenzia due diverse questioni interpretative:

  • la prima riguarda la validità ed efficacia degli atti sottoscritti tramite FEA
  • la seconda è la possibilità di procedere alla loro registrazione

L’Agenzia delle Entrate, senza entrare nel merito dell’effettiva validità ed efficacia degli atti sottoscritti tramite FEA – problematica di ordine civilistico – e nel presupposto che la FEA soddisfi i requisiti previsti dalla normativa (sicurezza, integrità, immodificabilità e riconducibilità del documento all’autore) conferma che le scritture private sottoscritte tramite FEA devono essere sottoposte a registrazione con il versamento della relativa imposta secondo le regole generali.

Infine, aggiunge che le scritture private soggette a registrazione dovranno scontare anche l’imposta di bollo, mediante contrassegno, procedendo al versamento ad un intermediario convenzionato, oppure tramite modalità virtuale.

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