
La sostenibilità ambientale è un aspetto vitale delle attività umane, consumi domestici inclusi. Ma qual è il suo valore economico? Parliamo degli affitti delle “case green”.
Efficienza energetica e affitti: come cambia la domanda
La domanda di “case green” dal punto di vista energetico e ambientale è cresciuta. Gli inquilini sono sempre più attenti a questo aspetto, soprattutto le aziende. Queste ultime, infatti, debbono mostrare un riflesso dei valori che dichiarano di coltivare, per mantenere la credibilità agli occhi dei clienti. “Sostenibilità”, poi, significa “efficienza energetica”: un risparmio e un vantaggio sul lungo periodo.
Se ci riferiamo a singoli e famiglie, non possiamo tacere il fatto che le “case green” destinate agli affitti offrono un comfort abitativo decisamente più alto, rispetto a quelle “non green”. Le loro temperature interne, infatti, sono più stabili e anche l’atmosfera è più gradevole.
Quindi, gli affitti sulle “case green” possono crescere e in modo giustificato, dato che si tratta di beni immobiliari alquanto ambiti.
Non parliamo poi dell’aspetto legislativo. Le normative implementate da diversi Paesi europei richiedono sempre più miglioramenti nel campo dell’efficienza e della sostenibilità energetica. Meglio adeguarsi preventivamente, per evitare futuri aggiornamenti forzati, con i relativi costi. I consistenti affitti che si potranno richiedere per “case green” controbilanceranno le spese affrontate.
Incentivi e vantaggi per i proprietari
I vantaggi delle “case green” non consistono solo negli affitti che esse possono fruttare. Per rendere un immobile più efficiente dal punto di vista energetico, sono a disposizione interessanti incentivi e agevolazioni fiscali: detrazioni, finanziamenti a tasso agevolato… I costi di ristrutturazione o di costruzione ne risulteranno abbattuti. Le “case green”, oltre che sul mercato degli affitti, saranno più appetibili anche su quello delle vendite. Per esempio, pensiamo all’Ecobonus della Legge di Bilancio 2025, che serve proprio ad incoraggiare la riqualificazione energetica degli edifici. Esso riguarda gli interventi di coibentazione che incrementano l’isolamento termico: i cosiddetti “cappotti”. Rientra in questa casistica anche la sostituzione degli infissi. Ha diritto all’Ecobonus anche chi fa sostituire gli impianti con altri più efficienti.
Per chi vuole far eseguire ristrutturazioni edilizie volte a installare impianti fotovoltaici, si può ricorrere al cosiddetto Bonus Casa.
Differenze di prezzo tra classi energetiche
Parlando degli affitti delle “case green”, dobbiamo specificare quanto la classe energetica influisce sul loro ammontare. L’efficienza energetica dell’immobile, nel complesso, incide sul suo valore economico fino al 40%. Per l’esattezza: la differenza di valore tra la classe E e la classe D si aggira intorno al 5-6%; dalla G alla D tra il 14 e il 18%; dalla C alla A tra il 18 e il 30%; dalla G alla A tra il 30 e il 40%.
Ricordiamo che, in molti Paesi, vi sono regolamenti che richiedono di precisare la classe energetica negli annunci di locazione. Essa ha quindi un ruolo notevole nell’attrarre potenziali inquilini. Se pensiamo agli anni scorsi, nel 2022 le ricerche online di abitazioni hanno visto aumentare quasi del 30% l’utilizzo di filtri legati alla classe energetica. Questa tendenza prosegue.
Erica Gazzoldi è giornalista pubblicista, insegnante e blogger. Ha conseguito una laurea magistrale all’Università degli studi di Pavia in Filologia, letterature e storia dell’antichità. Si è diplomata in Scienze Umane presso la Scuola Superiore IUSS nella stessa città. Scrive racconti, poesie e romanzi brevi. È appassionata di lingue straniere e ha frequentato corsi estivi di ceco presso l’Univerzita Karlova di Praga. Ha collaborato con diverse riviste cartacee e online.
Grazie a Wikicasa, si è appassionata al mondo immobiliare.
