Cosa è stato stabilito nel nuovo decreto bollette per quanto riguarda i condizionatori ed il loro utilizzo? Lo vediamo in questo articolo, perché si tratta di una novità piuttosto atipica, ma figlia dei tempi sicuramente particolari che stiamo vivendo, tra la guerra in Ucraina e le scorie della crisi dovuta alla pandemia.

Infatti, in questi mesi abbiamo visto diversi effetti negativi della pandemia, accentuati dal conflitto su suolo europeo; questo ha di fatto interrotto le possibilità di vedere un vero e proprio ritorno alla normalità a livello sociale e soprattutto economico.

L’inflazione, che già stava salendo, ha continuato a farlo ed ha toccato alcuni beni in particolare che hanno a che fare con Russia ed Ucraina in maniera più diretta: dalla benzina al gas, passando anche per cereali ed altri beni che provengono proprio da quei paesi.

Ecco che il Governo ha deciso di intervenire, ancora, per limitare i danni e mantenere la situazione sotto controllo; gli interventi sono di natura pratica ma anche psicologica, per mandare un segnale ben chiaro che tranquillizzi cittadini e mercato.

Decreto bollette 2022: che cosa prevede?

Il decreto bollette, così ribattezzato perché vede le sue novità principali proprio nell’ambito dei costi per l’energia, ha decisamente dato un colpo secco in questa direzione. Parliamo non solo di tagli sulle bollette e sul gas, ma anche sulla benzina; simbolicamente è stata anche istituita una giornata nazionale del risparmio energetico (il 16 febbraio), soprattutto per sensibilizzare su questa tematica.

Inoltre, il decreto prevede anche importanti novità per quanto riguarda il Superbonus ed i bonus edilizi, ancora in aria di novità in queste settimane. Al netto di ciò, le novità principali riguardano sicuramente le bollette e la benzina; per le prime sono previste diverse agevolazioni, mentre per la seconda (e per i carburanti in generale) è in arrivo una conferma di quanto già deciso a fine marzo, attraverso lo sconto sulle accise e sull’IVA che fa risparmiare ai cittadini fino a 30 centesimi al litro.

Il gas e l’energia elettrica, comunque, sono un grosso problema per tante famiglie e per tante imprese, soprattutto quelle energivore. Queste sono le novità previste in questo specifico ambito:

  • Approvazione dell’azzeramento degli oneri generali delle bollette nel secondo trimestre 2022;
  • Approvazione dell’abbattimento dell’IVA al 5% e degli oneri generici nel settore del gas;
  • Nuova approvazione dell’implementazione del bonus sociale elettrico e gas.

Tutte novità positive che indicano la volontà del Governo di non “sparire” in questa fase davvero molto delicata.

Per quanto riguarda invece la benzina ed i carburanti, il taglio delle accise (e dell’IVA sulle accise) dovrebbe essere confermato almeno fino ad inizio giugno. Un altro passo avanti, anche se sappiamo perfettamente che prima o poi il Governo dovrà fare un passo indietro anche su questo fronte. A meno che, ma è solo un’ipotesi, non arrivi una riforma che cambia il modo in cui le accise sono concepite ed applicate.

Nuove norme per condizionatori e caldaie: cosa succede negli edifici pubblici?

La parte più “anomala” del decreto bollette è sicuramente quella legata all’utilizzo di condizionatori e caldaie negli uffici pubblici; si tratta infatti di una novità che solo due o tre mesi fa era completamente inconcepibile e che invece ora diventa realtà.

L’obiettivo è, rendersi il più possibile autonomi rispetto alle risorse russe, insomma non dipendere dal gas russo in questo caso. Come si può non dipendere dal gas russo? Mentre il Governo studia l’alternativa siglando accordi con vari Paesi che possono sostituire la Russia nelle forniture di gas, questa stretta sull’utilizzo di condizionatori e caldaie va a regolare i mesi che vengono, in particolare a partire da maggio fino ad arrivare a marzo 2023 compreso.

Un anno in cui negli uffici pubblici ci saranno i seguenti vincoli: non si può superare la misura di 21° in inverno e non si può scendere sotto i 25° in estate. Il testo, all’articolo 19-quater, specifica in realtà rispettivamente 19° e 27°, ma con due gradi di tolleranza che permettono di salire appunto a 21 in inverno e scendere a 25 in estate.

Ciò significa una riduzione dei consumi che può sembrare insignificante ad un occhio inesperto, ma che permettono allo Stato di raggiungere due obiettivi contemporaneamente: ridurre i consumi che sono comunque un costo per lo Stato e, ovviamente, diminuire la dipendenza dal gas russo, come già spiegato in precedenza.

Resta difficile il calcolo ed il controllo di queste nuove specifiche, come si potrà fare in modo che vengano rispettati questi nuovi limiti? Difficile dirlo, ma in ogni caso è un segnale (anche simbolicamente) forte che mostra una delle azioni concrete con cui l’Italia è disposta a “sacrificarsi” pur di diminuire la dipendenza dalla Russia.

Vuoi approfondire la tematica relativa ai condizionatori? Leggi il nostro articolo sullo sconto in fattura condizionatori 2022!

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