Comparto uffici: come sta andando in Italia nel 2021

L’Osservatorio del mercato immobiliare ha pubblicato dei dati che confermano il calo previsto nel 2020 nei volumi di compravendita dei segmenti uffici, commercio e produttivo.

Da quanto emerge dal Rapporto immobiliare 2021, a cura dell’Osservatorio del mercato immobiliare, in collaborazione con l’Associazione italiana leasing (Assilea), prendendo in considerazione i settori aggregati, la ripresa degli scambi iniziata nel 2014 si è arrestata prima ancora di recuperare i livelli che aveva prima delle misure fiscali del governo Monti, che avevano portato la seconda grande flessione, dopo la crisi di fine anni 2000. Questo caratterizza i tre principali gruppi in cui il settore si struttura: uffici, commercio e produttivo. I tassi negativi sono tutti sopra al 10%; in termini di stima monetaria vi è stato un crollo superiore al 20%, passando da 15,9 miliardi di euro a 12,5 miliardi di euro, con un picco negativo nel settore produttivo del -27%.

Il mercato degli uffici

Il comparto uffici comprende tutte le unità immobiliari appartenenti alla categoria catastale A/10. Questo segmento è stato quello che nel 2020 ha segnato un calo dei volumi compravenduti inferiore (-10,3%).

In particolare, il Nord, area in cui si concentra oltre il 60% dell’intero mercato ha mostrato un allineamento rispetto ai tassi nazionali (Nord Est -13,9% e Nord Ovest -9%), mentre il Centro ha un tasso aggregato pari a -3,8%.

Il calo delle compravendite ha avuto un impatto simile sui comuni capoluogo e comuni minori, con l’eccezione del Centro Italia che ha registrato un tasso positivo del +4,6% . In particolare, a livello di singole regioni, ci sono tre eccezioni con un tasso positivo: l’Umbria (+13,3%), il Lazio (+8,3%, con un numero di compravendite che si avvicina al 10% del totale nazionale) e la Puglia (+7,5%).

Le quotazioni

Sulla base delle quotazioni OMI medie comunali rilevate nel I e II semestre del 2020, per la tipologia edilizia uffici è stata calcolata una quotazione media, pesata con il relativo stock comunale, per regione e per area territoriale.      

A livello nazionale, la quotazione media annuale di riferimento, per unità di superficie per gli uffici risulta pari a 1.335  €/m2; vi è un continuo andamento negativo che era già in atto: -1,5% il tasso medio nazionale, negativi tutti i tassi aggregati delle macroaree territoriali, e solamente due eccezioni: Lombardia +0,8% e Valle d’Aosta +0.5%.

Le quotazioni più alte rimangono quelle del Nord Ovest e stabile rispetto all’anno precedente -0,1% in particolare con Lombardia +0,5% e Valle D’Aosta +0,4%.

La Liguria rimane comunque la regione con la quotazione media più elevata 1.981 €/m2, seguita dal Lazio, 1.845 €/m2.

Le regioni con una quotazione media inferiore sono sei:  Friuli-Venezia Giulia nel Nord Est; Abruzzo, Basilicata, Calabria e Molise al Sud; la Sicilia nelle Isole con 1000€/m2.

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