14 Maggio 2025, 16:42

Gli impianti presenti nelle abitazioni sono una faccenda delicata da gestire, anche sul piano della documentazione richiesta. Quest’ultima è importante in particolar modo quando dobbiamo vendere casa, perché vanno presentate le certificazioni di conformità per gli impianti. Esse fanno parte dei documenti che testimoniano l’agibilità e l’abitabilità dell’edificio.

Certificazioni di conformità per gli impianti: guida pratica alla documentazione

Le certificazioni di conformità per gli impianti sono documenti rilasciati dai tecnici installatori. Attestano, per l’appunto, la conformità di ciascun impianto alle norme vigenti e le specifiche tecniche richieste. In questo modo, si tutela la sicurezza domestica, spesso compromessa proprio da impianti malfunzionanti. Ci riferiamo ai seguenti: elettrico; impianti d’automazione; termico; idraulico e sanitario; riscaldamento; condizionamento e climatizzazione; ventilazione; radiotelevisivo; cottura ed evacuazione dei fumi; gas; antincendio; allarme; sollevamento (ascensori, montacarichi, scale mobili).

Le imprese installatrici devono rilasciare le certificazioni di conformità per gli impianti sia in caso di nuova costruzione di un edificio, sia in caso di rifacimento o manutenzione straordinaria di un impianto già esistente. Esse sono obbligatorie per tutti i tipi di immobili e per tutti gli impianti elencati poc’anzi.

Vengono redatte sulla base di un modello, contenente una serie di dati necessari secondo quanto prevede il Ministero del Lavoro. Tra questi, ci sono: il tipo di impianto, i dati del responsabile tecnico dell’impresa installatrice, i materiali impiegati nella realizzazione, la certificazione della rispondenza alle norme vigenti.

C’è anche una serie di allegati senza i quali le certificazioni di conformità per gli impianti sono nulle. Occorrono infatti: progetto o schema dell’impianto; elenco dei materiali (relazione tipologica); eventuali dichiarazioni di conformità precedenti o parziali; il certificato d’iscrizione alla Camera di Commercio della ditta.

Bisogna redigere tale documentazione in più copie, da consegnare all’utilizzatore e al committente. Quest’ultimo deve firmare due copie per ricevuta. L’installatore dovrà presentare una di queste allo Sportello Unico dell’Edilizia comunale.

Le certificazioni di conformità degli impianti sono importanti non solo per vendere casa, ma anche per la locazione, il comodato e qualsiasi genere di utilizzo dell’immobile. Serve anche in caso di nuovi allacciamenti.

Certificazione impianti per la compravendita: cosa controllare e come procedere

È importante che a redigere le certificazioni di conformità per gli impianti sia un professionista qualificato. Le aziende incaricate delle installazioni devono essere autorizzate a rilasciare questi documenti.

Il mancato rilascio può comportare sanzioni dai 100 € ai 1000 €. Le eventuali violazioni vengono poi annotate nei registri competenti e incidono sulla credibilità e sull’operatività delle imprese installatrici.

In caso di vendita dell’immobile, locazione, comodato, ecc., le certificazioni di conformità per gli impianti andranno allegate al rogito. Nel caso in cui non fossero disponibili, sarà necessario indicarlo nell’atto. Infatti, in tal caso, l’acquirente dovrà impegnarsi a far adeguare gli impianti a proprie spese. Ciò renderà legittima la richiesta al venditore di uno sconto sul prezzo d’acquisto.

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