Airbnb vola in Borsa: il 2020 del gigante degli affitti brevi tra caos e rivincite

Dopo un 2020 turbolento, causato del brusco freno al turismo imposto dalla pandemia, Airbnb si quota in Borsa e il debutto al Nasdaq è da boom.

Una decisione coraggiosa quella di andare avanti con l’IPO nonostante il clima di forte incertezza, che è stata premiata dai mercati. Infatti, nel primo giorno di negoziazione delle azioni al Nasdaq di New York, il valore delle azioni Airbnb è più che raddoppiato, passando da 68 a 144 dollari per azione.

Ciò significa che la capitalizzazione di mercato di Airbnb è ora superiore a $100 miliardi, sebbene la società fosse stata valutata $18 miliardi ad aprile 2020. Con 3,7 miliardi di dollari raccolti, tra l’altro, Airbnb rappresenta la maggiore IPO di quest’anno negli USA.

Neanche il virus frena l’ascesa del Proptech

Nonostante il periodo incerto e poco favorevole, dunque, si conferma il forte entusiasmo del mercato nei confronti del settore Proptech. Un entusiasmo che conferma la validità del modello disruptive di Airbnb, la startup californiana che 12 anni fa ha rivoluzionato il settore degli affitti turistici. Un business model vincente che per il pubblico trascende la difficile contingenza economica.

Per i mercati Airbnb rimane un business model vincente, che tornerà ad essere ben posizionato quando passerà la tempesta e le cose torneranno alla normalità. 

Secondo alcuni commentatori, invece, il balzo del valore delle azioni potrebbe essere solo momentaneo, visti i precedenti di quest’anno per Airbnb – di cui parliamo in basso – e la seconda ondata della pandemia ancora in corso, col rischio addirittura di una terza. Una bolla temporanea foraggiata anche dall’intervento delle banche centrali (inclusa la Federal Reserve, la banca centrale americana) che ‘offrono denaro a tasso zero o negativo, a finanziare la festa delle Borse’.

Con l’IPO Airbnb chiude positivamente un annus horribilis

Airbnb ha attraversato mesi non facili durante questo 2020. Tra ostacoli normativi, licenziamenti, raccolta di capitali di emergenza e una modifica al proprio modello di business a causa dello stato di fermo del turismo, per Airbnb è stato un vero e proprio annus horribilis, che ha visto dimezzare i ricavi dei primi 9 mesi.

Di quale modifica al modello di business stiamo parlando? Per evitare che gli host (inserzionisti Airbnb) abbandonassero il progetto, l’azienda di San Francisco ha spostato il focus degli affitti dal breve al lungo termine, consentendo agli host di inserire case e appartamenti per affitti stabili, cercando così di rispondere ai problemi che sono sorti dai divieti a viaggi e spostamenti, quarantene e prenotazioni cancellate. 

Un IPO particolare… per un’azienda particolare

L’innovatività di Airbnb influisce anche sui rituali dell’Ipo – anche se ormai accade sempre più spesso che le aziende americane personalizzino e spettacolarizzino il tradizionale momento del ‘bell ringing ceremony’, il suono del campanello che accompagna il debutto al Nasdaq.

Invece del tradizionale suono della campana prima delle negoziazioni, Airbnb ha presentato un video dei propri host provenienti da tutto il mondo che suonano i loro campanelli di casa. In un messaggio video, l’amministratore delegato e co-fondatore Brian Chesky ha inoltre ringraziato i milioni di ospiti che hanno alloggiato negli appartamenti offerti sulla sua piattaforma.

Airbnb sbarca nel noprofit, lancia airbnb.org

Airbnb, non è più soltanto una questione di profitti. La startup ha annunciato il lancio di una piattaforma senza scopo di lucro per aiutare a proteggere i più soggetti economicamente più deboli. 

Chiamata Airbnb.org , l’idea si ispira alla storia vera di un host che in occasione dell’uragano Sandy, che colpì i Caraibi nel 2012, offrì gratuitamente la propria abitazione ai bisognosi colpiti dalla tragedia. Questo episodio funse da catalizzatore per gli host di Airbnb per iniziare a utilizzare i propri immobili per il bene comune. Airbnb ha notato questa tendenza e la sta ufficializzando nella propria suite di servizi, sfruttandola senza dubbio a scopi positivi, ma anche con un importante ritorno di immagine.

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