Questione “manovra Airbnb”: la cedolare secca verrà approvata?

manovra Airbnb: cedolare secca

L’ultima regolamentazione sulla cedolare secca, anche detta “manovra Airbnb”, fa parte dell’insieme di novità recentemente approvate dalla Camera.

I provvedimenti proposti toccano vari aspetti molto interessanti per i cittadini: il bonus per i 18enni, il congedo per i neo papà e il tpl gratis per i disoccupati sono solo alcuni esempi.

Ma in cosa consiste nello specifico la norma Airbnb? In breve, si tratta di un emendamento che prevede una cedolare secca con l’aliquota del 21% per tutto il mercato relativo agli affitti brevi, siano essi in strutture extralberghiere o riguardanti i privati e gli intermediari online. In aggiunta, si prevede anche l’istituzione di un apposito Registro Unico Nazionale di privati nell’Agenzia delle Entrate, insieme ad una clausola anti evasione che vedrà il privato e l’intermediario avere la responsabilità “in solido” sul pagamento delle tasse.

Come mai questo cambiamento? Come sappiamo bene, il mondo dell’affitto online (in cui Airbnb è player fondamentale) è costellato dai cosiddetti “fantasmi affittacamere”, che minano alla professionalità e alla trasparenza dei servizi, facendo perdere spesso tempo e denaro a chi è in cerca di una casa o di una stanza. Grazie a questo emendamento, firmato Pd, il numero delle truffe potrebbe subire una sensibile diminuzione e rendere più serena le ricerca di molti utenti.

Non solo quindi l’assoggettamento ad una cedolare secca automatica al 21%, il decreto prevede anche l’obbligo da parte dell’intermediario (ad esempio, appunto, Airbnb) di versare l’imposta per conto di chi affitta, rendendo entrambi responsabili così dell’imposta stessa. L’ultima disposizione, come già accennato, non permetterebbe più all’affittuario di “nascondersi” dietro ad un portale online ma lo obbligherebbe a registrarsi al Registro Unico Nazionale delle attività extralberghiere non imprenditoriali, in modo che all’Agenzia delle Entrate siano ben chiare le sue generalità e le caratteristiche degli immobili messi in affitto.

Renzi, d’altra parte, dichiara in un suo tweet: “Nessuna nuova tassa in legge di bilancio, nessuna. Nemmeno Airbnb. Finché sono premier io, le tasse si abbassano e non si alzano #avanti». Quale sarà pertanto l’esito? Non resta che aspettare il responso in Commissione Bilancio.

3 Comments

  • Franco

    Quindi credo che bisognerebbe inserire all’interno dell’articolo una domanda importante. Come può una norma chiamarsi, definirsi anti Air Bnb se gli stessi operano sul mercato con una iscrizione in camera di commercio non da intermediari ma da gestori di banche dati? Consultando il sito pubblico registroimprese.it si evince questo. Pertanto loro non saranno mai solidali non essendo sulla carta intermediari. Operano come agenti immobiliari senza esserlo. La norma allora è nella direzione di premiarli perché obbligando gli agenti immobiliari alla norma questi eviterebbero di occuparsi di locazioni turistiche.

  • Franco

    Gentili, come potete scrivere che AirBnb è un intermediario se opera come tale? Sono forse degli agenti immobiliari? Semmai sono degli abusivi! E come tali non potrebbero essere solidali! Rettificate per cortesia.

    • Gentile Franco,
      ovviamente noi siamo dalla parte degli agenti immobiliari. In questo caso con il termine “intermediario” si intende la sua definizione da vocabolario, ovvero “mediatore tra due parti”.

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