In via del Pratello, o spesso anche solo “al Pratello”, si respira l’aria di Bologna come in pochi altri luoghi della città; è una zona frequentata sì da giovani, ma anche da chi vuole scoprire la vera essenza della città.

Uno di quei microcosmi in cui è radunato tutto il bello ed il brutto, per assurdo, di una città intera. Come noto, Bologna è una città studentesca, sempre piena di giovani più o meno dediti allo studio e sempre “tagliati” per la vita notturna.

Si tratta di una zona viva, vissuta soprattutto di notte e densa di spirito bolognese, impossibile definirlo diversamente. Provare a vivere queste zone significa assaggiare l’essenza bolognese senza rischiare di andare nelle zone troppo borghesi. Scopriamo allora come sperimentare il bello di via del Pratello.

Via del Pratello, Bologna: molto più di un quartiere

Molto più di un quartiere, innanzitutto perché non è un quartiere. Spesso i bolognesi parlano di andare “al Pratello”, ma di fatto si tratta di una via che dà il nome alla zona. Infatti, il quartiere a cui appartiene si chiama Porto-Saragozza.

Si tratta di uno dei quartieri più belli e centrali , un vero e proprio punto d’incontro per tantissimi giovani esattamente nel centro della città. Bologna è una città giovane, dinamica, che vive e respira grazie a zone come il Pratello.

Parliamo di una via che si discosta praticamente del tutto da ciò che ci si immagina nel centro città di uno dei più importanti centri italiani; niente locali eleganti, niente negozi che vendono capi firmati, niente di tutto questo. Via del Pratello ha un’anima completamente diversa e proprio per questo rappresenta al meglio ciò che è Bologna: osterie alla buona, cibo di strada, anima multietnica e naturalmente tanti posti dove andare a bere.

Le serate in compagnia da queste parti sono un classico e senza locali dove andare a bere qualcosa non si può stare, motivo per cui i giovani finiscono sempre al Pratello, dove si sentono a casa e vivono anche la spensieratezza di non essere osservati. Al Pratello, infatti, lo stile è proprio questo e si può ammettere che anche un po’ di trasgressione è di casa.

Nel tempo il Pratello si è comunque un po’ “imborghesito”, accogliendo ad oggi anche locali un po’ più raffinati. L’anima del posto resta semplice e alla mano, il classico posto dove un giovane può sentirsi a suo agio in qualsiasi caso.

Respirare la storia di questo quartiere

Quando si percorre questa via si è immersi nella storia, come è inevitabile che sia nel centro storico di una delle più grandi ed importanti città d’Italia. La via è lunga oltre 600 metri ed è ovviamente porticata… senza portici non sarebbe una via di Bologna, si sa.

La via è comunque toccata da numerose vie traverse che fanno parte della zona “al Pratello”.a. La storia si respira anche nelle tante piazze che ci sono nella zona, tra cui piazza San Francesco (con la Basilica San Francesco), piazza San Rocco dove ha sede l’omonima chiesa con l’oratorio, ma anche la chiesa di Santa Maria e San Valentino della Grada in via Calari.

Insomma, le chiese sono “di casa” e raccolgono un po’ la storia di un luogo che ha cambiato ruolo tante volte nel corso dei secoli. Da zona centrale della città è diventata zona periferica nel Medioevo dopo la costruzione delle mura che di fatto la escludevano, fino addirittura a diventare una zona proletaria che ospitava operai ed artigiani. In questa fase, la nomea della zona non era delle migliori e spesso il Pratello ha accolto anche tanti ladruncoli e criminali.

Nell’ultimo secolo la zona è tornata ad essere viva e vissuta, di giorno e di notte, arrivando ad essere ciò che abbiamo raccontato in precedenza, il fulcro della vita notturna della città. Questa riscoperta ha reso il quartiere punto di partenza anche di tante iniziative politiche e culturali, immancabili in una Bologna che ha sempre avuto una spiccata coscienza sociale e politica.

Insomma, il Pratello è effettivamente uno di quei luoghi che hanno nel loro piccolo l’essenza dell’intera città, con i suoi pregi e difetti. Passarci, di giorno o di notte, è obbligatorio per chi viene da queste parti e vuole respirare lo spirito ribelle bolognese, passando per mille stili differenti e una forte vocazione multietnica che non può che arricchirne l’offerta ed il fascino.

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