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È Pokemon Go mania. E la nuova tendenza si riflette anche sul mercato immobiliare. In America e in Australia, la vicinanza a Pokémon, PokéStop e palestre – per non parlare poi della prossimità di Pokemon rari – ha già iniziato ad influenzare i prezzi delle abitazioni. Su Craiglist, Zillow ed altri siti si vedono già annunci di case in affitto e in vendita che precisano “area disseminata di Pokémon” oppure “PokéStop in zona”. Un annuncio a Cincinnati, Ohio, recita “3 palestre e 5 Pokéstop. Confermato avvistamento Squirtle nel cortile di casa, e alcuni affermano di aver visto un Charizard nei capannoni vicini. Vedere per credere!”. E ancora, dopo aver menzionato il numero di stanze per gli ospiti, il riscaldamento al pavimento e la prossimità di una scuola di prestigio, un annuncio di San Francisco cita tra le varie attrattive dell’immobile “ottima posizione per Pokémon Go Master: la casa si trova tra 2 palestre e ha 8 PokéStop nelle vicinanze”.

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Per chi non si fosse ancora fatto prendere la mano, stiamo parlando di un app/videogioco per smartphone lanciato da Nintendo e uscita in Italia il 15 di luglio. Pokémon Go permette di giocare ai Pokémon sfruttando la realtà aumentata (utilizzando cioè la geolocalizzazione e la propria fotocamera per trovare e catturare i Pokémon nel mondo reale). In sostanza, ogni giocatore deve vagare per il mondo (quello vero) e cercare di catturare Pokémon, con l’obiettivo di farli diventare più forti così che possano sfidare altri Pokémon di altri giocatori.

C’è già chi si lamenta per i rischi sulla privacy e per le truffe. L’app di Pokémon Go è studiata per far giocare gli utenti con una realtà aumentata tramite mappe che si collegano direttamente a Google Maps. Per cui, l’applicazione si collega direttamente all’account Google dell’utente e ne ottiene tutte le informazioni. I vostri dati sensibili sono esposti a seri rischi se non prendete le giuste accortezze.

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In Missouri, per esempio, l’app è stata utilizzata per scopi differenti da quelli previsti dal gioco. Alcuni ladri si sono appostati nei punti dove era segnalata la presenza dei pokémon e dove sapevano si sarebbero recati i giocatori. Qui hanno poi derubato i malcapitati. Pokémon Go è un modo perfetto per essere derubati, dal momento che i giocatori sono concentrati sullo schermo e sul gioco e non prestano attenzione a chi o cosa gli sta intorno.

Anche i cybercriminali si sono accorti del successo di Pokémon Go, che prevede acquisti in-app, con i quali gli utenti possono spendere denaro reale per acquistare una valuta virtuale chiamata PokeCoins: si sono già verificati casi di truffe legate a PokeCoins gratuiti.

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