Patarchi, WeAgentz: “Diversificare canali e comunicazione fa la differenza tra lavorare e chiudere”

WeAgentz, nato nel 2015, è un progetto di Francesco Patarchi, Daniel Casarin e Paolo Baita, tre soci che hanno voluto dar forma a un’idea semplice ma innovativa: creare un portale in cui chi vuole vendere, affittare o acquistare un immobile possa ricercare, tra migliaia di agenti immobiliari, il più adatto alle proprie esigenze.

Abbiamo intervistato uno dei tre soci dell’azienda pesarese, Francesco Patarchi, sui temi caldi di questa stagione.

Ecco cosa ci ha raccontato!

Ciao Francesco! Com’è nata l’idea di WeAgentz? Intravedo un parallelismo con il modello ‘all’americana’, che presta molta attenzione al personal branding e al posizionamento del professionista. Su Realtor.com, ad esempio, uno dei principali portali USA, esiste da tempo la sezione ‘Find a Realtor’ (Trova un agente immobiliare).

WeAgentz è nata dalla commistione di diverse esperienze e dalla ricerca di modelli alternativi, che si prestassero ad essere inseriti nel contesto immobiliare italiano, non ancora maturo.

Mi spiego meglio: arrivati a una certa età, quasi tutti possiamo dire di esserci trovati nella situazione in cui, ricercando una casa da acquistare o affittare, abbiamo dovuto rivolgerci ad un agente immobiliare.

Dall’esperienza (negativa) della ricerca di una casa tramite agenzia da parte del mio socio Daniel, unita alla sua padronanza nel mondo del marketing e ai miei trascorsi nell’immobiliare proprio in qualità di agente abilitato, è nata la voglia di cambiare le cose.

Volevamo rivoluzionare quella visione per cui il cliente vede il mediatore come un mezzo per il quale dover obbligatoriamente passare al fine di accedere all’immobile individuato su altri canali. E, anzi, fare in modo che il cliente potesse iniziare la ricerca proprio dal professionista, scegliendo di affidarsi a quello capace di guidarlo verso la scelta più idonea, con etica e competenza. Eravamo e siamo convinti che l’attenzione andasse spostata dall’immobile alla persona, al professionista appunto.

Il parallelismo con il mondo anglosassone è scontato, lì lo hanno già capito da tempo, e funziona.

Com’è cambiato il mondo WeAgentz alla luce degli ultimi sviluppi di mercato?

La piattaforma si è evoluta nel tempo, pur ruotando sempre attorno ai concetti di competenza e professionalità, che gli agenti immobiliari iscritti hanno finalmente la possibilità di mostrare al pubblico tramite un Profilo Agente personale, una sorta di vetrina informativa molto dettagliata che non aveva precedenti nel settore in Italia.

Nel frattempo il mondo si è stravolto, com’è ovvio, quello immobiliare un po’ più lentamente (in Italia) così com’è sempre avvenuto. Possiamo dire di essere stati i precursori dei concetti di web reputation e di personal branding nel settore immobiliare, tanto che WeAgentz è diventato negli anni un punto di riferimento per agenti ed agenzie moderni ed intelligenti, che volessero dare una svolta al proprio business tramite consulenza ed attività specifiche di digital marketing: nel 2017 WeAgentz è diventata una vera e propria business unit di web marketing immobiliare, culminata poi nella definitiva acquisizione da parte di Adv Media Lab, nota società di comunicazione digitale.

Quali voci prevede la scheda del professionista all’interno del DB WeAgentz? L’avete arricchita di campi nel corso degli anni? (possibilità di condividere profilo agente sui social, ultime novità, eventuali modifiche nel modello di business)

La scheda del professionista, denominata Profilo Agente, è nata al di fuori dell’influenza dei grandi marchi, il che ci ha consentito di fornire al consumatore una scheda imparziale e meritocratica, nella quale l’agente immobiliare ha piena libertà di inserire testo, link, contatti ed immobili, senza legarsi a portali terzi e senza precludere alcunché.

Inizialmente avevamo pensato di inserire nella scheda anche le recensioni dei clienti, salvo poi accorgerci che questa scelta avrebbe dato adito ad azioni di screditamento, false recensioni, auto recensioni, critiche ingiustificate e personali, legate troppo spesso all’esito della trattativa che potrebbe anche non dipendere dall’operato del professionista.

Nel tempo il Profilo Agente è stato arricchito di nuove funzionalità, tutte al passo con l’evolversi dei social network e con le ultime tendenze del mondo digitale.

Quanto sono importanti oggi comunicazione e personal branding per un’agenzia immobiliare e quanto è pronto e reattivo il mercato degli agenti ad accogliere i nuovi trend?

Il personal branding, al di là del nome altisonante che può farlo sembrare riservato a pochi eletti, inizia dalle piccole cose ed è accessibile a tutti, con qualsiasi budget. Accrescere la propria reputazione all’interno del settore parte dalle azioni quotidiane che gli agenti possono compiere in agenzia, passando poi per tutte quelle attività più strutturate che si svolgono nel mondo prettamente digitale, sui social network, sui portali e siti web specializzati. E delle quali resta ogni traccia, lo sappiamo.

Ad oggi una buona fetta degli agenti immobiliari ha imparato ad apprezzare il mondo del “digital”, sfruttandolo a vantaggio del proprio business. Per fortuna si sono affacciate anche tante nuove tecnologie che accorrono in aiuto dei professionisti proprio in un momento tanto delicato per l’immobiliare, in cui trovare nuove soluzioni fa la differenza tra lavorare e chiudere i battenti. Credo che la pandemia abbia fatto capire una volta per tutte agli operatori quanto sia fondamentale coltivare una strategia nel mondo “parallelo” che viviamo ogni giorno sul web.

Il segmento dell’intermediazione immobiliare è abbastanza affollato (un mercato in crescita nonostante il periodo, come dimostrato dai report, +6% di operatori attivi nell’ultimo anno). Quali suggerimenti senti di dare alle agenzie a livello di posizionamento, comunicazione e creatività?

Il consiglio è quello di diversificare i canali e soprattutto diversificare il proprio approccio comunicativo a seconda del canale e del target a cui ci si rivolge in prevalenza. Essere presenti non ovunque, ma fare sempre un lavoro a regola d’arte in quei canali sociali digitali in cui si sceglie di “esistere”. Formarsi per padroneggiare le tecniche di posizionamento e comunicazione, dunque, e affidarsi a chi può davvero prepararti ad un mondo vasto e complesso come quello di internet, in cui ognuno pensa di poter fare da sé, ma in cui i passi falsi si pagano molto caro. La creatività è importante, ma la pianificazione delle strategie lo è senz’altro di più.

In Italia l’hub dell’innovazione per quanto riguarda i servizi informatici è Milano. La vostra azienda invece si trova a Urbania in provincia di Pesaro Urbino. Sempre nelle Marche sono nati altri servizi digitali legati all’immobiliare (es. Gestim). Si tratta di una coincidenza o c’è qualche fattore a livello distrettuale che favorisce l’innovazione?

Non credo mai alle coincidenze, ma in questo caso devo ricredermi. L’innovazione sta nelle persone e nell’incontro di persone che condividono passione e punti di vista, e che lavorano insieme per farli incontrare dando vita a qualcosa di nuovo e che possa soddisfare le esigenze di mercato latenti. Milano è sempre stato il fulcro trainante per l’innovazione in Italia, anche e soprattutto nel settore immobiliare.

Ma ci sono tante piccole realtà in cui le idee non mancano e che a volte, nonostante tutto, ce la fanno. Siamo una realtà estremamente aperta alla collaborazione, infatti abbiamo svolto attività di co-marketing sia con Gestim che con Gate-Away, due realtà marchigiane molto conosciute nell’immobiliare. Tuttavia la nascita del nostro progetto è del tutto slegata rispetto ad essi, e la dobbiamo soprattutto ad una sorta di “distretto dell’innovazione” che Daniel ha creato ad Urbania insieme ad altri soci: WeAgentz è nata all’interno di Adv Media Lab, una sorta di acceleratore digitale per startup e PMI, che sempre più imprese scelgono per far crescere i propri progetti.

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