NO dalle associazioni di categoria a una riforma del Catasto che odora di Patrimoniale

In base alle dichiarazioni del Sottosegretario del MEF Massimo Bitonci la riforma del Catasto dovrebbe prevedere il passaggio del calcolo delle rendite in base ai metri quadrati e non più ai vani.

Questa modifica si tradurrebbe in un aumento del 30-40% delle rendite con ricadute pesanti su Imu, Irpef e tasse sui trasferimenti immobiliari, determinando, in pratica, un consistente aumento dell’imposizione fiscale che la Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione Immobiliare (Fiaip-Fimaa-Anama), valuta “quanto mai pericolosa e inopportuna”.

La legge delega di riforma fiscale potrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri già dal 16 settembre, con lo spettro di una revisione delle rendite catastali che si tradurrebbe in un aumento della pressione fiscale sugli immobili già ai massimi livelli.

Le tre organizzazioni sindacali di categoria (Fiaip-Fimaa-Anama) sottolineano la necessità di scongiurare una inopportuna riforma del Catasto che mascheri una nuova patrimoniale mentre affermano quanto mai opportuna una riforma organica e strutturale della fiscalità che contempli un riordino e una riduzione del carico fiscale sull’immobiliare da sempre vero motore dell’economia Nazionale o in alternativa che tale riforma risulti ad impatto zero come gettito fiscale non determinando aggravio per i contribuenti ma solo una migliore e più equa distribuzione della tassazione.

Come dichiarato recentemente dal Premier Draghi questo non è il momento di prendere ma di dare” – dichiarano il Presidente di Fiaip Gian Battista Baccarini e Coordinatore della Consulta, il Presidente di Fimaa Santino Taverna e il Presidente Nazionale Anama Renato Maffey. “Riformare il Catasto con questi presupposti sarebbe un grave errore per il sistema Paese in un momento così critico e delicato a causa della pandemia.”

“Già il Parlamento – continuano i tre presidenti – tramite la Commissione Finanze, si era espresso per evitare ulteriori incrementi di tasse”.

“E’ necessario che il riequilibrio catastale sia valutato all’interno di una riforma organica e strutturale della fiscalità – concludono i tre Presidenti – che preveda una riduzione, e non un aumento, del carico impositivo sull’immobiliare al fine di agevolare l’accesso alla casa e rendere attrattivo l’investimento in un settore da sempre di strategica e fondamentale importanza per le famiglie italiane e per l’intera economia.”

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