Mediazione creditizia a rischio, approvato emendamento TUB in tema di regresso provvigioni

Il 22 luglio il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge n. 2320, convertendo in legge – con alcune modifiche – il Decreto Sostegni bis. All’interno della legge c’è anche l’emendamento all’art. 125 sexies del Testo unico bancario (Tub) in tema di “rimborso anticipato” dei contratti di credito ai consumatori. 

Secondo le associazioni di categoria dei mediatori creditizi, il nuovo dettato normativo potrebbe colpire gravemente l’intero comparto della mediazione creditizia, rischiando addirittura la sua scomparsa dal mercato.

L’emendamento, infatti, prevede che in caso di estinzione anticipata del finanziamento la banca, o l’intermediario finanziario, abbia diritto di chiedere in regresso le provvigioni che erano state corrisposte al mediatore creditizio intervenuto in quella pratica di finanziamento, mettendo a rischio così migliaia di posti di lavoro.

Questi i commenti di alcune delle principali associazioni dei mediatori creditizi, Fimaa, Assoprofessional e Ama.

Non si potrà più chiudere un bilancio – afferma Angelo Spiezia coordinatore della consulta mediatori creditizi Fimaa – Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia -. Tutte le società di mediazione creditizia – continua Spiezia – dovrebbero accantonare somme, per dieci anni, sulle provvigioni percepite per un servizio concluso con successo, soltanto perché ipoteticamente le stesse potrebbero essere restituite alle banche qualora il soggetto finanziato decidesse di estinguere il finanziamento ricevuto”.

A fronte della riduzione drastica del numero delle filiali bancarie presenti su tutto il territorio nazionale, i consumatori perderebbero anche il servizio di prossimità garantito dagli stessi mediatori creditizi” aggiunge Eustacchio Allegretti presidente Assoprofessional – Associazione italiana professionisti del credito.

L’emendamento approvato si pone in aperto contrasto con i principi sottesi dalla nota sentenza Lexitor, così come recepiti anche dalla nostra recente giurisprudenza andando nel senso diametralmente opposto a quello indicato dai predetti giudici” osserva Giancarlo Cupane, segretario generale Ama – Associazione mediatori e agenti.

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