Lavorare da casa. Ecco le ripercussioni del trend sul mercato immobiliare

Negli ultimi anni si sta diffondendo sempre di più la tendenza a lavorare da casa per qualche giorno o per tutta la settimana. Tutto questo è possibile non solo per chi lavora in proprio, ma anche per tutti quei dipendenti che svolgono i loro compiti attraverso strumenti come il computer e una buona connessione ad internet. Lavorare da remoto è un’attività molto diffusa negli Stati Uniti, ma negli ultimi tempi si sta diffondendo sempre più anche in Italia.

Secondo un sondaggio della John Burns Real Estate Consulting, società di consulenza immobiliare, tra i 23 mila statunitensi che lo scorso anno hanno acquistato casa, circa il 30% lavora da casa da 1 a 4 giorni alla settimana, mentre il 13% tutta la settimana.

Lavorare da casa: ripercussioni sul mercato immobiliare

Benefici

I benefici sono molteplici sia per l’azienda che per i suoi dipendenti. Da un lato c’è un notevole risparmio di risorse e la possibilità di poter assumere professionisti particolarmente meritevoli anche se geograficamente distanti dalla sede di lavoro. Dall’altro, i dipendenti possono permettersi di trasferirsi lontano dai centri urbani, risparmiando sull’affitto o l’acquisto di una casa.

Conseguenze

Questa nuova tendenza sta sicuramente modificando anche le dinamiche del mercato immobiliare, che si deve adattare alle nuove richieste dei clienti: case adibite ad hoc non solo per vivere, ma anche per lavorare. Vediamo quindi che aumenta l’importanza data agli spazi di lavoro in casa, piuttosto che quelli dedicati all’intrattenimento e allo svago. Proprio per questo motivo, sempre più case vengono proposte già con uno spazio adibito ad ufficio.

Aumentano le richieste di affitto di stanze singole in case dove sono presenti ampi spazi da condividere con i coinquilini sia per lavorare che per socializzare.

Si ripopolano le aree abitative periferiche e le zone suburbane dove sempre più persone si stanno trasferendo per allontanarsi dai costosi e frenetici centri urbani.

Infine, diminuisce il numero di persone che si trasferiscono per lavoro, avendo quella flessibilità che gli permette di cambiare lavoro senza dover essere costretti a cambiare anche casa. Da tutto questo ne consegue un risparmio economico, ma anche la possibilità di evitare continui traslochi e tutto ciò che questi comportano.

Secondo una ricerca della John Burns Real Estate Consulting, se negli anni Ottanta gli statunitensi cambiavano casa in media ogni 6 anni, oggi questo dato cresce fino a 9 anni.

Per saperne di più.

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