Immobiliare: le proposte di FIMAA per il rilancio del settore

In audizione alla 10ª Commissione del Senato (Industria, commercio, turismo), Fimaa-Confcommercio ha presentato le sue proposte per favorire la ripresa del settore, a partire dalle imposte sugli immobili.

Le previsioni relative al mercato immobiliare 2020 indicano un calo di circa 200mila compravendite rispetto allo scorso anno, a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Nel 2021 la ripresa delle compravendite sarà lenta e faticosa se non verranno avviati interventi strutturali in grado di ridare ossigeno all’intera filiera immobiliare. Ecco perché è un importante un’azione decisa da parte delle istituzioni.

Per Fimaa, la federazione che rappresenta gli agenti immobiliari e conta oltre 12.500 imprese associate, occorre dar vita ad una riforma fiscale strutturale in grado di riattivare il comparto e il suo indotto, partendo dalla riduzione delle imposte sulle compravendite degli immobili, con ritorni positivi per l’occupazione e l’economia del Paese.

Questi i 4 interventi proposti da Fimaa in audizione presso il Senato, per il rilancio del settore:

1. Equiparare l’imposta di registro dovuta per l’acquisto della seconda casa (9%) a quella dovuta per l’acquisto della prima casa (2%). Ciò – secondo la Federazione – permetterebbe di dare ossigeno al mercato delle seconde case, correlato al comparto turistico. “L’esigenza di un rinnovato slancio verso questo settore – commentano i portavoce della Federazione – soggetto a stagnazione per gli alti costi fiscali relativi ai trasferimenti di proprietà, è avvertita sia dai cittadini che dalle imprese e, in particolar modo, dagli operatori del comparto. Soprattutto nella fase attuale dove sarebbe auspicabile invogliare gli italiani a trascorrere le vacanze nel Belpaese, contribuendo così anche alla ripresa dei consumi”. Il gettito in termini di imposte sarebbe garantito dal maggior numero di scambi. Inoltre, verrebbe alimentato anche l’indotto delle ristrutturazioni e degli interventi di efficientamento energetico. Con quasi l’80% di famiglie italiane proprietarie di una abitazione è fondamentale contenere le imposte conseguenti al mercato di scambio, costituito per la maggioranza da immobili che necessitano di interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica. Interventi che investono artigiani ed imprese e che alimentano nuovi posti di lavoro. 

2. Una riduzione delle aliquote faciliterebbe anche le permute immobiliari coinvolgendo le imprese di costruzione ad acquistare per rigenerare e riqualificare gli immobili permutati che sarebbero poi reintrodotti nel mercato, generando un circolo virtuoso tanto per la riqualifica del patrimonio edilizio quanto per l’efficientamento energetico. Fimaa ritiene che, nei casi di permuta di abitazioni tra privati ed imprese di costruzione, la cessione dell’immobile ristrutturato o di nuova costruzione da parte dell’impresa debba avvenire sempre in regime di esenzione Iva, con l’applicazione delle imposte di registro pari al 2% e in misura fissa per quelle ipotecarie e catastali.

3. Dare la possibilità per chi affitta (locatore) di optare per il trattamento fiscale di cedolare secca per gli immobili ad uso ufficio e studi privati, negozi e botteghe, magazzini e locali di deposito, laboratori per arti e mestieri, alberghi e pensioni, sia per quanto riguarda i nuovi contratti di locazione sia per quelli da rinnovare, a condizione che il nuovo contratto preveda una riduzione del canone annuo rispetto al precedente.

4. Rinnovare il beneficio del credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali estendendo le agevolazioni pure per gli immobili (strumentali) di nuova costruzione (capannoni, negozi, ecc.), ricomprendendo anche quelli che saranno coinvolti da progetti di ristrutturazione. 

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