Hi-Tech: costruire casa in 24 ore con le stampanti 3D

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Le stampanti 3D sono ormai una realtà, anche nell’immobiliare. In Cina, nella provincia di Jiangsu, una delle più ricche del Paese, localizzata sulla costa est vicino a Shangai, una villa di oltre 1.000 metri quadri è stata realizzata interamente con il sistema di stampa 3D.

La casa è stata costruita su iniziativa dell’azienda cinese WinSun, attiva nell’hi-tech e pioniera in questo tipo di applicazioni. Già nel 2014 la stessa azienda aveva realizzato le prime 10 case costruite con questa tecnologia, utilizzando una gigantesca stampante 3D costata circa 3 milioni di dollari.

Che caratteristiche ha una casa 3D?

Le case costruite dall’azienda cinese sono realizzate in tempi molto rapidi (meno di 24 ore), utilizzando materiali di riciclo. Le abitazioni si caratterizzano per essere particolarmente resistenti, addirittura il triplo rispetto alle abitazioni costruite con i metodi tradizionali, perché il materiale utilizzato è ben più solido del calcestruzzo. La sostanza di recupero viene innanzitutto filtrata da sostanza tossiche. Alla sostanza grezza ottenuta da questa prima fase della lavorazione viene poi aggiunta fibra, per rendere il tutto più consistente, col vantaggio di un risparmio dei materiali. Tutto ciò rende la costruzione ecocompatibile, oltre che economica.

Come funziona una stampante 3D?

Si parte da un file CAD in cui vengono definiti dettagli e dimensioni del prodotto da stampare. Il file viene poi trasferito al software di stampa. Il prototipo viene realizzato tramite modellazione a deposizione fusa. Le dimensioni della stampante e il materiale utilizzato per la stampa variano a seconda dell’utilizzo. La stampanti utilizzate in edilizia sono alte fino a 12 metri, con un diametro di 6.

Gli oggetti vengono costruiti depositando strati di materiale nella giusta sequenza, secondo le indicazioni del progetto di stampa.

Ma esistono anche macchine molto più piccole, destinate alla realizzazione di oggetti e utensili di comune utilizzo. Anche queste sono molto costose (decine di migliaia di euro), ma ci sono anche progetti molto più economici. In molti casi si tratta tra l’altro di macchine autoreplicanti. I materiali più comuni per questo tipo di impiego sono ABS e nylon, ma anche PET e pasta di legno.

I tempi di realizzazione variano in funzione del file da stampare.

Stampa in 3D: una rivoluzione!

Le case stampate in 3D  si presterebbero in maniera particolare a tutte quelle situazioni di emergenza in cui si richiedono soluzioni abitative in tempi brevi. Inoltre, hanno il pregio di ridurre consumi energetici ed emissioni.

Il sistema che rende del tutto automatizzata la costruzione di una casa pone però la questione del mancato utilizzo di forza lavoro. Il settore edilizio infatti costituisce da sempre un importante fonte di occupazione. Il rovescio della medaglia è che si creerebbero però nuovi posti di lavoro per la manutenzione e la gestione delle macchine.

Più in generale, questa tecnologia apre innumerevoli strade e possibilità, perché consente di abbattere tempi e costi di produzione, non solo in edilizia ma in tutti i campi di applicazione. Si prevede che nel giro di 10 anni, le stampanti più piccole, utilizzate per realizzare oggetti medio-piccoli saranno accessibili a tutti.

Si potrebbe obiettare che, nonostante la rapida diminuzione dei costi, non tutti sono in grado di utilizzare programmi di stampa come CAD. Tuttavia, esistono programmi da cui scaricare gratuitamente progetti di professionisti che lavorano in open source.


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