Fiscalità: dal 1 Luglio nuova soglia per uso del contante e credito d’imposta per pagamenti effettuati con mezzi tracciabili

Due previsioni contenute nell’art. 18 del Decreto Fiscale mirano a limitare l’uso del contante e ad incentivare quello della moneta elettronica al fine di contrastare l’evasione fiscale.

Dal 1 Luglio e fino al 31 Dicembre 2021 la soglia dei pagamenti in contanti si abbassa da 3.000 a 2.000 euro, quindi solo fino a 1.999 euro sarà possibile dare soldi in contanti ad un’altra persona o ad un’azienda. La soglia sarà ulteriormente ridotta a 1.000 euro a partire dal 1 Gennaio 2022.

Inoltre, il pagamento in contanti per cifre superiori ai tetti previsti è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti, inferiori alla soglia, che appaiono artificiosamente frazionati.

 

La previsione è contenuta nell’art. 18 del decreto Fiscale – D.L. n. 124/2019 – che ha modificato la normativa Antiriciclaggio (D.Lgs. n. 231/2007).

Cosa cambi su versamenti e prelievi?


Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha chiarito invece che si possano effettuare i versamenti e i prelievi fatti sul proprio conto corrente, perché non trattandosi di trasferimento di denaro tra soggetti diversi non sono stati previsti dei limiti e non si incorre in sanzioni.  

Credito d’imposta

Ulteriore novità contenuta nel Decreto Fiscale è la previsione di un credito di imposta nella misura del 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate con carte di debito, di credito, prepagate o mediante altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili nei confronti di consumatori finali (persone fisiche che agiscono per scopi estranei all’attività eventualmente svolta).

La misura viene riconosciuta agli esercenti attività di impresa, arte o professioni con ricavi o compensi nell’anno precedente fino a 400mila euro e  ai  professionisti in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi resi nei confronti di consumatori finali ed è volta a incentivare l’utilizzo di mezzi alternativi al contante.

Come attivare il credito d’imposta

Le istruzioni operative per il credito d’imposta sono contenute nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 29 aprile e in quello della Banca d’Italia del 21 aprile.

Il credito d’imposta:

  • può essere usato esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa;
  • va riportato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e in quelle degli anni seguenti, fino a quando se ne conclude l’utilizzo;
  • non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, e del valore della produzione ai fini IRAP;
  • non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 (deducibilità degli interessi passivi) e 109, comma 5 (deducibilità dei componenti negativi), del TUIR, il testo unico imposte sui redditi;

Contante: modalità di utilizzo

Per quanto riguarda le modalità di utilizzo del contante non sono previsti cambiamenti e pertanto:

  • è vietato trasferire denaro contante e titoli al portatore in euro o in valuta estera, a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche, quando il valore oggetto di trasferimento, è complessivamente pari o superiore a 2.000 euro (soglia prevista dal 1° luglio);
  • non è ammesso neppure un pagamento complessivamente superiore alla soglia, artificiosamente frazionato in più versamenti di importo inferiore al limite;
  • è invece ammesso il pagamento parte in contanti (di valore contenuto nella soglia) e parte in assegno che costituisce un metodo tracciabile.

Sanzioni: cosa prevede la legge?

In caso di violazione dei nuovi limiti sono previste delle sanzioni amministrative pecuniarie:

  • fino al 30 giugno 2020 la sanzione andrà da 3.000 euro a 50.000 euro;
  • dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 la forbice è tra i 2.000 e i 50.000 euro;
  • a partire dal 1° gennaio 2022 il minimo edittale sarà di 1.000 euro e il massimo di 50.000 euro.
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