20 Ottobre 2022, 15:03

La cedolare secca è un regime semplificato che si può applicare in caso di locazione a privati e da parte di privati. Un mondo che non riguarda quindi chiunque operi come società o a livello professionale, banalmente come agenti ed agenzie. In sostanza, si tratta di una modalità alternativa all’Irpef per regolare il proprio debito nei confronti del Fisco a seguito di reddito da locazione.

Vediamo meglio come funziona la cedolare secca, in maniera semplice e trasparente. Vediamo, però, anche il motivo per cui rispetto a dieci anni fa i contribuenti che ricorrono a questa modalità sono aumentati in maniera praticamente esponenziale.

Infatti, la cedolare secca è sempre più sfruttata da parte dei contribuenti: sicuramente vantaggiosa dal punto di vista economico, ma non è tutto. Ecco tutto ciò che c’è da sapere per applicare la cedolare secca.

Cedolare secca 2022: ecco come funziona

La cedolare secca, come suddetto, è un regime opzionale che riguarda le locazioni di immobili e in particolare il regolamento fiscale dei redditi da locazione. Opzionale significa che, semplicemente, non vi è nessun obbligo di ricorrere a questo regime.

Se non si applica la cedolare secca, infatti, si può tranquillamente regolare la propria posizione fiscale attraverso dichiarazione dei redditi e pagare l’Irpef regolarmente sul totale dei redditi, compresi appunto quelli da locazione. Le aliquote Irpef, però, partono dal 23% e crescono secondo la logica degli scaglioni; la cedolare secca invece è fissa al 21% e dunque è evidente la sua convenienza.

Sui redditi su cui si applica la cedolare secca, però, non si possono applicare deduzioni e detrazioni. Per questo motivo tale regime è particolarmente conveniente se vi è anche un reddito da lavoratore dipendente (su cui invece si possono applicare deduzioni e detrazioni).

Un obbligo fondamentale è quello di dichiarazione, attraverso raccomandata, di volontà di applicare la cedolare secca all’inquilino. L’obbligo non è invece presente se il soggetto rimane all’interno dell’abitazione per un totale inferiore a 30 giorni all’interno di un anno.

Cedolare secca 2022: pagamenti e modalità

La cedolare secca si applica sostanzialmente come un’imposta sostitutiva, in quanto permette di non dichiarare il reddito all’interno della base imponibile Irpef. Essa permette anche di far decadere l’obbligo di pagare addizionali regionali e comunali Irpef, imposta di registro e imposta di bollo.

Per quanto riguarda il pagamento bisogna prestare attenzione all’imponibile dell’anno precedente (come accade per le tasse per chi opera in Partita IVA): la legge prevede che entro il 30 giugno si debba versare il 60% dell’imposta dovuta per l’anno d’imposta precedente, mentre entro il 30 novembre il restante 40%.

Ciò significa che il primo anno non si paga nulla, in quanto manca l’imponibile dell’anno precedente, mentre per i successivi si fa sempre riferimento all’anno passato. Dal punto di vista puramente pratico, i redditi assoggettati a cedolare secca sono indicati in F24 con il codice 1840, 1841 e 1842 (rispettivamente primo acconto, secondo acconto e saldo).

Affitti brevi: ecco perché conviene

La causa principale dell’enorme ricorso alla cedolare secca rispetto al passato è da ricercare nella tendenza ad utilizzare sempre più il modello degli affitti brevi. Si tratta di soggetti proprietari di un immobile che lo affittano in forma diversa rispetto alla classica locazione con un inquilino, rivolgendosi principalmente ai turisti.

Sfruttando le note piattaforme per la prenotazione di case ed appartamenti, si può aumentare notevolmente l’entrata mensile e sfruttare al massimo il vantaggio della cedolare secca: essendo previsti soggiorni di durata molto breve, non è necessaria neanche la comunicazione all’inquilino dell’applicazione della cedolare secca.

Il suggerimento, per chi volesse intraprendere un business di questo genere, è quello di controllare sempre attentamente le regole previste nella propria regione e nel comune di pertinenza, in modo da non incorrere in problemi o sorprese. Nel complesso, però, si tratta di una forma sicuramente conveniente per mettere a reddito un immobile di proprietà ed il trend degli ultimi anni (soprattutto post-covid) ne è un’evidente dimostrazione.

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