29 Ottobre 2024, 12:07

Il disegno di legge di Bilancio approvato dal Consiglio dei Ministri è stato inviato al Parlamento per il suo esame. Il documento sta già facendo parlare di sé per le misure che riguardano i bonus edilizi.

Tra gli obiettivi della manovra economica che sta prendendo forma vi è quello di ridisegnare i confini dei bonus casa in maniera tutt’altro che marginale.

Vediamo di seguito, salvo eventuali variazioni dell’ultimo momento, quella che dovrebbe essere la nuova impostazione.

Come cambierà il bonus ristrutturazioni

La notizia che maggiormente ha suscitato l’attenzione dei cittadini e degli operatori del settore, è quella relativa al bonus ristrutturazioni, ovvero il bonus per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Si tratta dell’agevolazione pari al 50% delle spese effettuate per: manutenzione straordinaria, restauro, risanamento e ristrutturazione degli edifici residenziali.

Cosa cambia dal 2025? La detrazione pari al 50% resterà tale soltanto per le abitazioni principali di proprietà; escluse quindi le case che verranno date in affitto. Questa è già una buona notizia poiché, in base a quella che sembrava essere la previsione originaria della norma, anche per le prime case l’aliquota doveva essere modificata. Per le seconde case ci sarà già dal prossimo anno un ritocco considerevole. L’aliquota tornerà al 36% anche se dovrebbe restare immutato il limite di spesa pari a 96.000 euro che varrà per le abitazioni principali.

Il vero cambiamento avverrà nel 2026 quando per le prime case l’aliquota scenderà al 36% e per le seconde potrebbe arrivare addirittura al 30%.

Il merito dei bonus edilizi, sul quale tutti dovrebbero essere d’accordo, è certamente quello di aver fatto emergere molto del lavoro sommerso e di aver contribuito ad un sostanziale abbattimento dell’evasione fiscale. Ora a seguito della riduzione delle aliquote le soluzioni alternative potrebbero tornare in auge.

Bonus mobili

Confermato lo sconto pari al 50% per il bonus mobili, l’agevolazione fiscale riconosciuta a coloro che acquistano arredi e grandi elettrodomestici a seguito di un intervento di ristrutturazione della casa.

Anche il tetto di spesa massimo, pari a 5000 euro (ridotto negli anni), verrà confermato dalla prossima Legge di bilancio. Per il bonus mobili non è prevista alcuna distinzione tra prime e seconde case.

Come cambiano Ecobonus e Sismabonus

Restano in piedi Ecobonus e Sismabonus ma con alcune modifiche sostanziali.

Entrambi i bonus attualmente beneficiano di aliquote differenziate in base alla tipologia di lavoro che viene realizzata. Dal 2025 le cose cambieranno. Per ecobonus e sismabonus si potrà fruire di uno sconto fiscale pari al 50% se i lavori vengono realizzati in una prima casa senza alcuna distinzione e scenderanno al 36% in caso di seconda casa. L’attuale assetto andrà dunque in pensione e per il 2026 assisteremo ad ulteriori tagli. L’aliquota sarà pari al 36% per le prime case e pari al 30% per le seconde case.

Bonus barriere architettoniche

Non sono previste variazioni per ciò che concerne il bonus finalizzato all’abbattimento delle barriere architettoniche, almeno per il 2025. Resta ferma, pertanto, l’aliquota al 75% ma ricordiamo che ci si

potrà avvalere dell’agevolazione fiscale solo per lavori su scale, rampe, installazione di ascensori servoscala e piattaforme elevatrici.

Superbonus

Particolare attenzione occorre riservare al Superbonus, o meglio a quello che è rimasto della maxi detrazione introdotta con il Decreto Rilancio del 2020. Il Ddl Bilancio 2025 ha ridefinito il perimetro del Superbonus fino ad oggi pari al 65%, dopo che la tagliola ne aveva ridotta l’aliquota inizialmente fissata al 110%, dopo vari abbattimenti intermedi (90% e 70%). L’impatto negativo sui conti pubblici ne ha resa necessaria una revisione. Ecco che l’applicazione del 65% non basta. Secondo le ultime disposizioni infatti il Superbonus resterà disponibile soltanto per i cantieri che risultano avviati a partire dal 15 ottobre 2024.. L’agevolazione, per la quale assistiamo così ad un vero e proprio taglio a carattere retroattivo, resterà dunque in vigore solo in limitati casi e, come si può constatare, insieme al bonus ristrutturazioni, è la misura che ha destato più clamore tra quelle contenute nel pacchetto casa della manovra del prossimo anno.

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