
La domotica è sempre meno un sogno e sempre più una realtà. Oltre a rendere più comoda la nostra esistenza, tutta questo incide anche sul prezzo delle case? Quanto vale una smart home nel 2025?
Domotica e smart home: impatto sul valore immobiliare
L’anno scorso, il mercato della smart home ha registrato una crescita dell’11%, raggiungendo un fatturato di 900 milioni di euro. Questi sono i dati del rapporto 2024-25 dell’Osservatorio IoT del Politecnico di Milano. Si tratta quindi di un mercato con grandi potenzialità, soprattutto per quanto riguarda l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei dispositivi di sicurezza e i piccoli elettrodomestici.
Per chi intende comprare casa, investire in una smart home nel 2025 comporta un risparmio annuale del 20-30% sui costi di riscaldamento e di raffrescamento. Anche i sistemi d’illuminazione automatizzata e le prese smart rendono le bollette meno onerose. I dispositivi di monitoraggio, inoltre, aiutano a capire come ottimizzare ulteriormente le spese energetiche.
Tutto ciò fa sì che il valore commerciale di una smart homenel 2025 sia alquanto alto. Rispetto a un’abitazione da ristrutturare, una “casa intelligente” vale circa l’80% in più. In particolare, il settore Real Estate sta implementando tecnologie avanzate, per rendere le abitazioni del futuro sempre più sostenibili ed efficienti.
Gli edifici ristrutturati in senso smart, attualmente, raggiungono prezzi medi di 2316 €/mq.
Cos’è la smart home?
Per valutare correttamente l’impatto delle nuove tecnologie sul valore di un immobile, bisogna comprendere bene cosa sia una smart home e la distinzione fra essa e la domotica.
Quest’ultima è un sistema strutturale integrato direttamente nell’impianto elettrico della casa, allo scopo di offrire automazione permanente e un’elevata personalizzazione. È soprattutto la domotica a richiedere investimenti significativi e ad alzare il valore commerciale di un’abitazione.
Una smart home, invece, è una casa dotata di dispositivi wireless e di tecnologie IoT più flessibili rispetto alla domotica vera e propria. Stiamo parlando di lampadine intelligenti che regolano la propria luminosità in base a quella naturale, termostati connessi che climatizzano nel modo desiderato, controllo dell’umidità negli interni, serrature elettroniche e sensori collegati alla rete Wi-Fi domestica. L’impatto di tutto questo sul valore commerciale dell’abitazione è meno diretto rispetto a quello della domotica; ma l’esperienza d’uso quotidiana è sicuramente più agevole e appetibile per eventuali compratori. Soprattutto, ricordiamo che la smart home aumenta l’accessibilità dell’edificioper persone anziane e disabili, consentendo loro maggiore autonomia di movimento. Questo tipo di tecnologie è anche più ecologico: la diffusione di sistemi smart home, nel 2025, potrebbe contribuire alla riduzione dei consumi energetici per circa 2600 – 3100 GWh/anno.
Trend futuri
Per il futuro della smart home, il 2025 si presenta come un anno cruciale. L’approccio prevalente è quello ibrido, ovvero si tende a integrare la domotica essenziale con dispositivi wireless. Lo scopo è quello di unire la stabilità strutturale alla flessibilità tecnologica, massimizzando così il valore immobiliare. La preferenza per un’abitazione smart sarà sempre più un criterio di scelta fondamentale per gli investitori e per chi cerca casa.
Erica Gazzoldi è giornalista pubblicista, insegnante e blogger. Ha conseguito una laurea magistrale all’Università degli studi di Pavia in Filologia, letterature e storia dell’antichità. Si è diplomata in Scienze Umane presso la Scuola Superiore IUSS nella stessa città. Scrive racconti, poesie e romanzi brevi. È appassionata di lingue straniere e ha frequentato corsi estivi di ceco presso l’Univerzita Karlova di Praga. Ha collaborato con diverse riviste cartacee e online.
Grazie a Wikicasa, si è appassionata al mondo immobiliare.
