28 Ottobre 2025, 12:28

Se vivi in una città universitaria e possiedi un immobile, uno dei modi più ovvi e redditizi per metterlo a frutto è affittarlo a uno studente. Ma come si redige correttamente un contratto di locazione transitorio per studenti? Questa è una piccola guida per te.

Contratto di locazione transitorio per studenti: regole e modelli aggiornati

Se vuoi redigere un contratto di locazione transitorio per studenti, la prima cosa da fare è conoscere la normativa. Il riferimento principale è l’art. 5 della legge n. 431 del 1998, la cosiddetta “legge sulle locazioni abitative”. Essa si occupa anche di quelle che hanno una durata inferiore al solito, come le locazioni per motivi di studio.

Questa normativa è stata completata dal D.M. del 16 gennaio 2017: all’art. 2, esso stabilisce che i contratti di natura transitoria hanno durata non superiore a 18 mesi.

Nel caso di un contratto di locazione temporaneo per studenti, dobbiamo tener conto dell’art. 3, comma 1, del D.M. 30/12/2002: esso prevede il periodo minimo e massimo di durata per questa particolare tipologia. Essa va da un minimo di 6 mesi a un massimo di 36. Sono vietate la sublocazione e la cessione del contratto.

Il modello per redigere un contratto di locazione transitorio per studenti è fornito dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Il documento può essere sottoscritto anche da un gruppo di studenti, dai genitori o dagli enti per il diritto allo studio universitario.

È possibile affittare solo parte dell’edificio, ma non singoli posti letto, a meno che non si possieda l’autorizzazione apposita ad effettuare attività di affittacamere. Il canone di locazione è definito sulla base di determinati accordi locali e stabilito in base ad aree omogenee.

Le spese relative al contratto di locazione devono essere ripartite in parti uguali, come indicato nell’allegato G del D.M. 30/12/2012.

Clausole obbligatorie nel 2025

Quando si stipula un contratto di locazione transitorio per studenti, è obbligatorio indicare le cause che ne hanno determinato la transitorietà. In questo caso, si tratta di documentate necessità per motivi di studio universitario. Oltre alla motivazione precisa, è bene inserire nel contratto anche la documentazione relativa: per esempio, quella che attesta l’iscrizione all’università e il versamento delle tasse universitarie.

Parlando nello specifico di un contratto di locazione transitorio per studenti, bisogna dimostrare anche che il locatario deve risiedere in un Comune diverso da quello in cui si trova l’università. Questa clausola deve essere specificamente espressa. Inoltre, il Comune deve essere quello in cui ha sede l’università o uno limitrofo. Può essere anche il Comune in cui si svolgono corsi universitari distaccati.

I contratti non assistiti da associazioni di categoria possono accedere alla cedolare secca al 10% solo ove ricevano una attestazione di conformità del contenuto economico e normativo del contratto agli accordi territoriali (risoluzione n. 31/E/2018 Agenzia Entrate). Per gli studenti, è prevista una detrazione dell’IRPEF il 19% dell’affitto annuo pagato, entro il limite massimo di 2.633 €/anno. 

Naturalmente, non deve mancare l’attestazione di prestazione energetica dell’edificio.

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