
In Senato è stato depositato un disegno di legge che aggiorna, dopo oltre trentacinque anni, le regole della professione di agente immobiliare. Il testo è ancora agli inizi del suo percorso parlamentare, ma vale la pena capire cosa cambierebbe in pratica per chi lavora ogni giorno nel settore.
Il 6 maggio 2026 è stato presentato al Senato un Disegno di Legge, a prima firma del senatore Maurizio Gasparri, che punta ad aggiornare la legge che dal 1989 regola l’attività degli agenti immobiliari. Il testo è stato assegnato alla Commissione Industria del Senato all’inizio di giugno, ma l’esame vero e proprio non è ancora cominciato: è quindi presto per dire quando (e in che forma definitiva) queste novità arriveranno, ma la direzione indicata è chiara. Ecco cosa cambierebbe per chi svolge questa professione.
Una nuova strada per diventare agente immobiliare
Oggi si accede alla professione superando un esame in Camera di Commercio, dopo aver seguito un percorso formativo specifico. Il Disegno di Legge affianca a questa strada una seconda via: chi ha una laurea (i titoli esatti saranno definiti in seguito da un Decreto Ministeriale) potrà accedere a un esame abilitante dedicato, senza dover passare dai corsi tradizionali. Una novità che riguarda anche chi l’esame lo fa già oggi: nelle commissioni che lo valutano dovranno sedere almeno due agenti immobiliari in attività, con almeno cinque anni di esperienza nel settore. Chi giudica chi entra nella professione, insomma, sarà anche chi la professione la esercita davvero.
Formazione continua obbligatoria, con ore da rispettare
Diventare agente non basterà più: bisognerà anche restare aggiornati per legge. Il testo introduce l’obbligo di seguire corsi di aggiornamento professionale per un totale di almeno 60 ore ogni tre anni, con un minimo di 16 ore all’anno. Chi non rispetta questo obbligo rischia la sospensione dal ruolo, e in caso di recidiva anche l’esclusione dall’attività.
Il property management entra sotto lo stesso tetto della mediazione
Negli ultimi anni si è diffusa la gestione professionale di immobili per conto di proprietari (il cosiddetto property management), spesso senza una vera qualifica alle spalle. Il Disegno di Legge chiarisce che chi svolge questa attività in modo organizzato e continuativo, incidendo sui contratti di locazione o compravendita, deve avere gli stessi requisiti di un agente immobiliare abilitato. Restano fuori le attività puramente materiali o amministrative, come le pulizie o la manutenzione. Per gli agenti già abilitati, è di fatto un nuovo spazio di attività riconosciuto per legge; per chi opera senza qualifica, una porta che si chiude.
L’incarico scritto diventa obbligatorio
Il Disegno di Legge impone che ogni incarico di vendita o locazione venga messo per iscritto dal proprietario, con le condizioni di vendita o affitto chiaramente definite e l’autorizzazione a pubblicizzare l’immobile. Una formalizzazione che tutela l’agente (che avrà nero su bianco cosa può fare e a quali condizioni) tanto quanto il proprietario.
Un conto dedicato, facoltativo, per caparre e acconti
Oggi le somme che passano dalle mani di un agente durante una trattativa, come caparre, acconti o depositi, non hanno una collocazione specifica. Il testo introduce la possibilità (non l’obbligo) di aprire un conto corrente dedicato e separato dal patrimonio personale dell’agente, destinato solo a questo tipo di somme. Il vantaggio è duplice: tracciabilità completa dei movimenti e protezione del denaro dei clienti in caso di problemi finanziari dell’agente, comprese eventuali procedure concorsuali a suo carico.
Una nuova possibilità di business: le compravendite di quote societarie immobiliari
Capita sempre più spesso che un immobile o un patrimonio immobiliare venga ceduto non direttamente, ma tramite la vendita delle quote o azioni della società che lo possiede. Fino ad oggi non era chiaro se questo tipo di operazioni rientrasse tra le attività riservate agli agenti immobiliari abilitati, e questa incertezza ha lasciato spazio ad abusivismo ed evasione fiscale. Il Disegno di Legge chiarisce che sì, anche queste operazioni rientrano nella mediazione immobiliare: per gli agenti abilitati si apre quindi un segmento di mercato finora ambiguo.
E adesso? Il percorso è ancora lungo
Va ricordato che si tratta, per ora, solo di un disegno di legge: deve ancora essere esaminato in commissione, potrà essere modificato con emendamenti, e solo dopo arriverà (se arriverà) in Aula. Diversi articoli, inoltre, rimandano a decreti attuativi futuri per entrare davvero in vigore, uindi anche in caso di approvazione i tempi pratici non saranno immediati. Continueremo a seguire l’iter del provvedimento e ad aggiornarvi su Wikicasa.
