28 Dicembre 2022, 16:25
Classe di efficienza energetica

Il Climate Change è un tema talmente importante che le imprese possono permettersi di ignorarlo, e hanno il dovere di contribuire al processo di trasformazione che pone al centro la sostenibilità ambientale. I cambiamenti climatici sono stati causati dallo spreco delle risorse e i vari settori produttivi stanno lavorando il tandem per ridurre l’impatto antropico nel pianeta.
In particolare, le imprese edili hanno un loro ruolo chiave in questo cambiamento, essendo responsabili del 40% delle emissioni, e hanno il dovere di mettere in discussione il proprio know how. A tal proposito, nasce l’edilizia green, sostenibile ed eco-compatibile, in grado di abbattere le emissioni di CO2.

Edilizia Green ed edilizia sostenibile: definizione

Cos’è l’edilizia green?  Per una maggiore comprensione dell’articolo, partiamo dalla efficace definizione di Paolo Fassa: “Quando parliamo di edilizia green – spiega presidente della Fassa Bartolo, realtà che ha curato il report delle 100 italian green building stories –  dobbiamo guardare ad una filiera lunga e particolarmente complessa, dove ciascun attore è chiamato a fare la propria parte. Il concetto di sostenibilità, per noi, è un impegno quotidiano che parte dall’estrazione delle materie prime e arriva al prodotto finito. Abbiamo sostenuto con piacere questo nuovo progetto editoriale di Fondazione Symbola perché sono convinto che l’individuazione e la condivisione delle buone pratiche imprenditoriali sui temi della green economy e dell’economia circolare siano utili alla crescita e al miglioramento, anche economico, di tutto il settore”. Il tema dell’edilizia green si coniuga con quello dell’efficientamento energetico e della limitazione delle emissioni di anidride carbonica. Vediamo come.

Efficientamento energetico di ogni fase del ciclo di costruzione

Le emissioni di CO2 che derivano dal settore edile sono solo in parte generate dall’utilizzo di edifici commerciali e residenziali.
Una grossa parte, spesso ignorata, è legata alla fase di costruzione dell’edificio, che comprende:

  • Lavorazione delle materie prime.
  • Trasporto.
  • Lavori in cantiere.

Si tratta del cosiddetto carbonio incorporato, che, nei prossimi decenni, coprirà circa la metà delle emissioni totali. 

È quindi necessario “decarbonizzare” tutte le fasi della vita di un edificio, per allinearsi agli obiettivi climatici da raggiungere entro il 2050.
Purtroppo, in Italia, nel mondo delle costruzioni, non c’è ancora una coscienza sul come costruire un edificio emettendo meno gas climalteranti possibili, su come misurare l’impatto energetico che un edificio ha in tutto il suo ciclo di vita: dalla lavorazione dei materiali al loro trasporto, dai lavori delle maestranze all’installazione degli impianti, fino alla dismissione. Per misurare questo impatto dobbiamo occuparci dell’energia incorporata, chiamata anche embodied energy.

Riduzione delle emissioni: strategie

Le strategie per ridurre le emissioni, con una transizione che porta i nostri edifici ad essere sempre più green, sono tante, e riguardano le diverse parti dell’edificio (solai, serramenti, muri esterni, partizioni) e riguardano i suoi impianti.

Tre ottime strategie per la riduzione delle emissioni di CO2 e che generano un efficientamento energetico sono:

  • La riqualificazione degli edifici esistenti, che consente di evitare fino al 75%, che sarebbe necessario ad avviare una nuova costruzione.
  • L’efficientamento della struttura portante, fonte massima di emissioni CO2.
  • L’utilizzo di miscele cementizie con un basso contenuto di anidride carbonica (calcestruzzo riciclato, ceneri leggere e argilla calcinata).

Vedremo, nel corso dell’articolo, quali altri metodi possono contribuire ad una riqualificazione energetica in un edificio o in un appartamento, con benefici sia economici che ecologici.

efficientamento energetico

Cosa si intende per riqualificazione energetica di un edificio?

La riqualificazione energetica riguarda gli edifici esistenti, e consiste in una serie di interventi progettuali atti a migliorare l’efficienza energetica, riducendo sia i costi, sia le emissioni di CO2. Si tratta di interventi che riguardano sia l’involucro edilizio, sia gli impianti. Gli obiettivi relativi alla transizione ecologica hanno stimolato le nazioni a fornire incentivi a coloro che intendono riqualificare energeticamente la propria abitazione. Esistono, ad esempio, fondi europei per l’edilizia sostenibile, che possono permettere di migliorare i nostri edifici senza dover affrontare un esborso esoso ed improvviso.

Quali sono e cosa si intende per interventi di efficientamento energetico (o di riqualificazione energetica) di edifici esistenti?

Le azioni di efficientamento energetico sono numerose, ma le più comuni ed efficaci sono:

  • La messa in opera di coibentazioni, infissi e pavimentazioni specifiche.
  • L’installazione di pannelli solari.
  • La sostituzione dei climatizzatori con modelli che generano calore tramite biomasse.
  • L’installazione di sistemi di domotica.
  • Il passaggio a generatori d’aria calda a condensazione.
  • Il passaggio a impianti ibridi con caldaia a condensazione integrata da pompa di calore.
  • La sostituzione dei serramenti con modelli più performanti a livello termico ed acustico.

Relativamente all’efficientamento energetico, particolarmente efficace, in Italia, è stata l’iniziativa governativa del SuperBonus 110%, che  ha movimentato quasi 18 miliardi di Euro, circa 46.500 imprese in soli 4 anni, costringendo le imprese edili ad un aggiornamento tecnologico che va nella direzione della sostenibilità, scatenando una riqualificazione energetica del patrimonio edilizio del nostro Paese.

Quali spese rientrano nella riqualificazione energetica?

Quando si affronta un’opera di riqualificazione energetica, in molti desiderano sapere se è possibile accedere a detrazioni e a fondi europei per l’edilizia sostenibile.
Come verificabile dal sito dell’agenzia delle entrate, le detrazioni per riqualificazione energetica sono riconosciute per:

  • La riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento.
  • Il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi).
  • L’installazione di pannelli solari.
  • La sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Come aumentare la classe di efficienza energetica della tua casa?

Molti proprietari di un’abitazione si chiedono come poter aumentare la classe di efficienza energetica della propria casa. Le classi energetiche, in Italia, vanno dalla classe A alla classe G.
Ad essere precisi, esistono in tutto 10 classi: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G. La A4 è la più efficiente, mentre, la G la peggiore. In realtà il 97% degli immobili italiani appartiene a una classe energetica inferiore ad E, classi che comportano dei consumi energetici elevati, con un danno ecologico ma anche economico per le famiglie.

La scelta di migliorare la propria classe di efficienza energetica garantisce una serie di importanti vantaggi:

  • Aumenta il valore economico dell’abitazione.
  • Migliora il benessere abitativo.
  • Riduce i consumi e quindi le emissioni.
  • Produce un notevole risparmio sulle utenze.

Gli interventi preferiti dai proprietari di abitazioni, per migliorare la classe energetica dei loro immobili, sono i seguenti:

  • Installazione di impianti gestiti tramite domotica.
  • Passare ad un sistema di riscaldamento tramite pannelli radianti a pavimento, che permette di utilizzare una temperatura inferiore, e quindi un minor consumo per la caldaia.
  • Adottare caldaie a condensazione o a biomassa.
  • Migliorare l’isolamento dell’involucro, tramite infissi performanti e cappotto termico, azioni che permettono addirittura un salto di quattro classi energetiche.
  • Installare impianti di ricircolo dell’aria, in tandem con il miglioramento dell’isolamento dell’involucro edilizio.

Come migliorare la classe energetica degli edifici (ottenendo due classi energetiche)?

Oltre che in qualità di proprietari di singoli appartamenti, anche come condomini è possibile adottare degli interventi strategici per migliorare la classe di efficienza energetica dell’intero edificio, che si aggiungono agli eventuali interventi già messi in opera nell’appartamento.

Tra gli interventi preferiti ci sono:

  • L’isolamento del tetto, che permette, di solito, di fare due salti di classe energetica, 
  • L’adozione di una pompa di calore geotermica.
  • L’adozione dell’impianto solare termico e di pannelli fotovoltaici per l’illuminazione delle parti comuni.
  • Il passaggio alla domotica per i sistemi condominiali.
  • Il cappotto termico.

Quante classi energetiche si guadagnano con la caldaia a condensazione?

Edilizia sostenibile ed efficienza energetica sono due temi fortemente legati, perché non si tratta solo di un problema ecologico e ambientale, ma anche di un tema relativo al risparmio economico. Uno degli interventi più scelti, sia da proprietari di case indipendenti, sia di appartamenti termoautonomi, sia da amministratori di condominio, è quello della sostituzione di una vecchia caldaia non performante con un impianto che prevede una caldaia a condensazione di classe A.
Questa sostituzione migliora sensibilmente l’efficienza dell’edificio o dell’unità abitativa, consentendo un miglioramento di due classi di efficienza energetica, come previsto dal Decreto Bilancio.

A cosa serve la certificazione ambientale e quanti tipi di certificazioni ambientali ci sono?

La certificazione ambientale è uno strumento (volontario e non obbligatorio) che serve ad informare che l’edificio rispetta determinati parametri etici ed ecologici, riguardo al ciclo di vita della costruzione. 


Esistono 6 tipi di certificazione ambientale:

  • LCA (Life Cycle Assessment): si utilizza per analizzare l’impatto ambientale di un prodotto (ad esempio, un edificio), o un processo produttivo (ad esempio, la costruzione di un edificio), durante tutto il suo ciclo di vita.
  • LCC (Life Cycle Costing): si utilizza per calcolare il costo economico del ciclo di vita di un prodotto o processo, dall’inizio fino allo smaltimento.
  • S-LCA (Social Life Cycle Assessment): si usa per valutare l’impatto, negativo o positivo, sociale dei prodotti durante il suo ciclo di vita.
  • Ecolabel: è un marchio registrato ed europeo che si usa per certificare i servizi e i prodotti con un basso impatto ambientale.
  • Cradle to Cradle: si tratta di un nuovo approccio, ispirato all’Economia Circolare, che unisce l’aspetto sociale, quello economico e quello industriale per ridurre gli scarti.
  • EPD (Environmental Product Declaration, Dichiarazione Ambientale di Prodotto): un’etichetta ecologica che certifica le prestazioni ambientali legati al ciclo di vita dell’edificio.

Certificazione leed edifici: cos’è e chi la rilascia?

La certificazione LEED degli edifici è estremamente ambita e prevede step ben precisi e inalienabili, ed è per questo che molti si rivolgono a dei consulenti per evitare di sbagliare, lasciandosi guidare durante la progettazione e la costruzione.
Se l’immobile è situato sul suolo italiano, dovrà fare riferimento alla normativa europea e a quella italiana, che divergono dall’originale statunitense, perché sono frutto di un adattamento al contesto territoriale. In Italia, il certificato viene rilasciato da GBC Italia, ed è il certificato a cui si dovrà fare riferimento se si è interessati ad ottenere questa prestigiosa certificazione.

Materiali edilizia: quali sono i materiali più innovativi ed ecologici impiegati in edilizia sostenibile?

In edilizia si usano materiali altamente eco-compatibili, ripescati dalla tradizione costruttiva dell’edilizia storica e delle culture locali, o frutto di studi sui nuovi materiali.
I materiali materiali ecosostenibili per l’edilizia sono:

  • Lana di pecora: conosciuta ai più come materiale per l’abbigliamento, è utilizzata per pannelli di lana compressa, che offrono un ottimo isolamento termoacustico.
  • Biomattoni in calce e canapa: vengono prodotti con consumi ridottissimi e resistono al gelo, oltre che isolare in modo ottimale sia acusticamente che termicamente.
  • Micelio dei funghi: dalle radici dei funghi si ricava un potente isolante termico per abitazioni in legno, che sostituisce le vecchie schiume chimiche.
  • Pannelli in paglia: resistenti, prefabbricati e di facile montaggio, sono modulari e si applicano a vari tipi di strutture. La paglia è uno dei più importanti materiali ecosostenibili in edilizia.
  • Pietra riciclata: deriva da scarti di pietra calcarea, sacchetti e bottiglie di plastica e riesce a durare fino a mezzo secolo.
  • Pannelli in cellulosa: sono potenti isolanti, ignifughi e resistenti a insetti e topi.
  • Terracotta e fibra di vetro: questi due materiali, usati insieme, uniscono le doti dell’argilla (rilascio graduale del calore) con quelle delle fibre di carbonio (assenza di emissioni di CO2). Lavorano in tandem in applicazioni come i pannelli radianti.
  • Vernici minerali: sono atossiche, traspiranti e resistono a batteri e muffe.
  • Pannelli in legno, cemento e lana: uno dei più importanti materiali innovativi in edilizia, ideale per muri portanti, divisori, soffitti, pavimenti, con ottime proprietà isolanti.
  • Cocciopesto: materiale antico e biologico, traspirante, facile da preparare, e con impatto ambientale zero.

La Building Automation, gli Smart Building e l’efficienza energetica

Essendo quello edilizio un settore che avrà un ruolo chiave nella transizione ecologica, nel processo di metamorfosi di questo ambito, la Building Automation giocherà, e sta già giocando, un ruolo chiave.
Automazione e sostenibilità sono fortemente connessi. La building automation contribuisce in modo consistente alla transizione ecologica, poiché la tecnologia permette un controllo che ottimizza i consumi energetici, eliminando gli sprechi e consentendo un risparmio economico e il rispetto ambientale, e aumentando sia il benessere abitativo che la sicurezza.

La building automation può aiutare l’edilizia a diventare green in vari modi:

  • Riqualificare il patrimonio immobiliare esistente.
  • Costruire edifici con un fabbisogno energetico limitato.
  • Usare materiali a basso impatto ambientale.
  • Decarbonizzare la fornitura dell’energia, dando la precedenza alle f.e.r. (fonti energetiche rinnovabili).

La Building Automation rende maggiormente efficienti gli edifici ei suoi impianti. Si chiamano Smart building poiché il funzionamento degli impianti è legato alle condizioni climatiche rilevate, grazie ad un sofisticato sistema di sensori, all’IoT e al Building Management System.

Queste potenti soluzioni IT possono:

  • Registrare dati.
  • Effettuare analisi.
  • Rielaborare i dati.
  • Creare una reportistica relativa ai consumi.

Il monitoraggio e la registrazione dei dati aiuta a fare manutenzione preventiva e predittiva. Infatti, l’intelligenza artificiale rileva quando e se ci sono lavori da fare agli impianti. Per mettere in opera un sistema di automazione andrà predisposto l’impianto elettrico e andranno installati i sensori.

I Building Management System gestiscono in modo centralizzato le funzioni impiantistiche dell’edificio, dando controllo, monitoraggio e benessere abitativo, e salvando tutti i dati registrati in un cloud. L’automazione disciplina i seguenti aspetti:

  • Riscaldamento.
  • Illuminazione.
  • Safety.
  • Security.

A definire i requisiti dell’automazione e dei sistemi di controllo è la norma ISO 52120-1, che contiene i metodi da utilizzare e i requisiti minimi previsti ai sistemi di controllo degli edifici.

smart building

Edilizia sostenibile in Europa e normativa


La Commissione Europea ha decretato che il settore edile, nell’Unione Europea, emette il 36% dei gas serra (in Italia è il 24,2%), e richiede il 40% dell’energia primaria (in Italia è il 27,9%).
Esiste una normativa europea atta a regolare le emissioni: la EN 15978:2011, che delinea gli step da fare nella realizzazione di un nuovo edificio, elencando i tipi di impatto:

  • Iniziali.
  • Ricorrenti.
  • Di fine vita.
  • Di recupero.

Il focus, per gli edifici dell’Unione Europea, è il raggiungimento delle emissioni zero entro il 2030 per le nuove costruzioni ed entro il 2050 per l’edilizia già esistente. Per raggiungere questo obiettivo, vi sono dei fondi europei per l’edilizia sostenibile.


Esistono poi politiche green specifiche di alcuni Paesi UE. Ad esempio, la normativa dei Paesi Bassi richiede il calcolo delle emissioni climalteranti per tutte le costruzioni oltre i 100 mq, mentre la normativa francese richiede che le nuove costruzioni pubbliche siano costruite almeno per il 50% di materiali biologici, come il legno.

Un esempio virtuoso all’estero è quello di Oslo, che, dal 2019, ha il primo cantiere al mondo con macchinari alimentati elettricamente e quindi con emissioni zero.
A Londra, ad essere ad emissioni zero è il progetto dell’Hotel “Room2 Chiswi­ck”, e a Bristol, sempre in UK, il Comune chiede ai costruttori che almeno il 30% degli edifici sia messo a disposizione a prezzi calmierati.

Edilizia sostenibile in Italia: alcuni interessanti casi studio

Il nostro Paese ha complessità particolari, rispetto al resto dell’Europa. Ad esempio, in Italia abbiamo il problema dell’impatto sul paesaggio, perché l’Italia fornisce pietre da costruzione molto pregiate, tramite 4.000 cave attive, da sommare alle circa 14.000 dismesse.

Per venire incontro alle richieste di transizione ecologica, l’Italia ha tuttora in vigore i Criteri Ambientali Minimi Obbligatori, ma purtroppo riguardano ancora solo i cantieri pubblici.

Non mancano sicuramente degli  esempi virtuosi di edilizia sostenibile in Italia, come Prato, il cui regolamento edilizio disciplina incentivi per chi utilizza materiali di recupero, e Bologna, che ha stabilito incentivi per interventi di recupero che prevedano almeno il 15% di inerti provenienti dal recupero.
Il cantiere del progetto denominato “Le Corti di Medoro”, a Ferrara ha reso disponibile per il riciclo oltre il 99% dei rifiuti. A Milano, l’intervento per ampliare la sede della Bocconi è un esempio di sostenibilità: sono stati usati materiali riciclabili (97%), riciclati (32%) e a km zero o quasi (47%).
Esiste poi il progetto Casaclima, in Alto Adige, realtà all’avanguardia che ha iniziato a fare certificazioni energetiche già dal 2002.

Altri esempi interessanti di edilizia sostenibile in Italia si trovano nel report “100 italian green building stories”, realizzato da Fassa Bartolo e dalla Fondazione Symbola.

Si tratta di cento casi studio relativi ad aziende, atenei, centri di ricerca, associazioni senza fini di lucro e agenzie pubbliche che hanno accettato la sfida ambientalista, che mostrano che una soluzione al caro bollette, al climate change e alla dipendenza energetica dai Paesi esteri è possibile. Questi casi studio fanno sperare che si possa venire incontro alle condizioni di mercato create dal Green Deal, dal Superbonus 100% e dal PNRR.

Nelle testimonianze prese in esame si trovano esempi di utilizzo di materiali sostenibili per l’edilizia,riciclabili e salutari per l’essere umano, ma anche cantieri che vanno verso la prefabbricazione.

AD esempio, CNR ha progettato, insieme ad altre tredici realtà, RE4, progetto dedicato alla creazione di un edificio ad alta efficienza energetica, costruito tramite prefabbricazione e materiali provenienti da rifiuti di costruzione e demolizione (CDW). Questi materiali vengono recuperati da appositi robot, e poi assemblati, facendo ottenere un risparmio del 20%.

Vitruvius & Partners: un esempio virtuoso di edilizia sostenibile in Italia

Tra le realtà virtuose nel settore dell’edilizia green spicca la Vitruvius & Partners, una general contractor specializzata in edilizia sostenibile, nata dall’idea di tre giovani: Luca Limone, Vittorio Ligresti e Roberto Schiavo. Si occupa di contesti residenziali, commerciali e industriali, riqualificando l’esistente e creando nuove costruzioni ad emissioni zero.

La Vitruvius opera parallelamente su quattro fronti:

  • Riqualificare edifici esistenti, tramite riconversione energetica ed architettonica, con un’occhio all’aspetto ambientale e a quello estetico.
  • Riqualificare capannoni e costruzioni industriali, per abbassare la spesa energetica.
  • Avvicinare gli edifici all’indipendenza energetica e migliorarne il layout distributivo.
  • Gestire gli immobili dopo la riqualificazione. Per fare questo, si avvale di un team selezionato di professionisti e una rosa di partner affidabili.

La Vitruvius & Partners sta lavorando ad un progetto, con un appalto da 10 milioni di euro, per la realizzazione di un isolato ecologicamente sostenibile: l’obiettivo dell’ambiziosa impresa economica della Vitruvius è rimodernare tre edifici, facenti parte di un quartiere popolare brianzolo, che comprendono circa 60 unità immobiliari.

Uno degli strumenti per valorizzare i tre edifici è un intervento alla facciata, che contempli l’uso di materiali ecocompatibili e naturali, integrati ad una vegetazione su ispirazione del progetto del Bosco Verticale. 

Per un massimo comfort e qualità degli ambienti interni, è invece previsto l’uso di materiali sostenibili per l’edilizia, come la pietra e il legno. Verranno installati serramenti fortemente performanti, sia dal punto di vista acustico, che da quello termico. Saranno quindi necessarie delle maestranze specializzate.
Per l’apporto energetico, verranno utilizzate le f.e.r. (Fonti Energetiche rinnovabili):

  • Pannelli fotovoltaici.
  • Impianti eolici.
  • Colonnine per ricaricare le auto elettriche.

La riqualificazione energetica dei tre edifici porterebbe ad un’elettrificazione dei consumi e ad un risparmio di 5,5 miliardi di metri cubi di gas entro il 2025, che diventerebbero 12 miliardi entro il 2030.

Gli interventi di ammodernamento, di cui fa parte anche l’isolamento termico delle pareti orizzontali e verticali e l’installazione di impianti elettrici e termici altamente performanti, abbasseranno i consumi e le emissioni del 50%.

Green Building e benessere abitativo: conclusioni

Su ispirazione di questi esempi virtuosi, europei e italiani, possiamo provare a rendere maggiormente efficienti le nostre abitazioni, per un salto di classe di efficienza energetica, ma anche per un risparmio e per sentirci più in armonia col pianeta in un periodo in cui l’impatto del genere umano e del suo costruito nuoce gravemente all’ecosistema.
Le abitazioni green sono più sostenibili, ma anche più contemporanee, e potremo, contemporaneamente, essere di minore impatto sull’ambiente e godere di un maggior comfort e benessere abitativo.

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