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Quando il proprietario di un immobile decide di cederlo in locazione ad uso abitativo è chiamato a pagare diverse imposte sui redditi percepiti dai contratti d’affitto. È possibile tuttavia usufruire di un regime fiscale agevolato, noto come cedolare secca sugli affitti.

Cedolare secca: che cos’è?

La cedolare secca è un regime di tassazione sulle locazioni di determinati immobili, scelto facoltativamente dal proprietario in sostituzione alle altre forme di imposta fiscale sui redditi di locazione. Tale imposta sostitutiva è stata introdotta con l’intento di alleggerire il peso fiscale sulle locazione e combattere, di conseguenza, il fenomeno degli affitti in nero.

Cedolare secca: chi può avvalersene?

Coloro che possono optare per tale regime sono i proprietari di immobili concessi in locazione che appartengono alle categorie catastali da A1 ad A11, esclusa la categoria A10 (uffici e studi privati), e alle relative pertinenze. In caso di comproprietà dell’immobile, ciascun proprietario può scegliere la cedolare indipendentemente dagli altri. L’opzione della cedolare secca compre l’intero periodo di durata del contratto ma il locatore gode della possibilità di revocare tale opzione entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità precedente, servendosi del modello RLI, scaricabile gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Cedolare secca: come si ottiene?

Condizione necessaria per avvalersi della cedolare secca è averne fatto comunicazione preventivamente all’inquilino, inviandogli una lettera raccomandata, nella quale si è espressa la rinuncia ad ogni aggiornamento del canone, compreso l’aumento ISTAT.

Il contratto può essere registrato utilizzando il modello 69 o direttamente attraverso i canali telematici reperibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Cedolare secca: come si calcola?

Come anticipato precedentemente, avvalendosi della cedolare secca il locatore paga un’imposta sostitutiva al IRPEF che si calcola applicando un’aliquota del 21% sul canone annuo di locazione annuo pattuito (contratti a canone libero). L’aliquota è ridotta al 15% per i contratti di locazione a canone concordato, ossia stipulato sulla base di contratti definiti in sede locale.

Fino al 2017, tale aliquota è stata ridotta al 10% per i contratti di locazione stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa e per i quali è stato deliberato lo stato di emergenza a causa di eventi calamitosi.

Cedolare secca: quali sono i vantaggi?

Il vantaggio principale della cedolare secca è la sostituzione del regime di tassazione ordinario e degli altri tributi relativi ad esso, il locatore avrà la possibilità di pagare una quota sostitutiva all’IRPEF ed essere esonerato dal pagamento dell’imposta di bollo e di registro. Per quanto riguarda l’inquilino, invece, potrà pagare un canone di locazione più basso data la rinuncia del locatore all’aggiornamento del canone di locazione.

 

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