21 Dicembre 2023, 15:42

Paola Cortellesi, affermata attrice comica, ha debuttato anche come regista col suo C’è ancora domani (2023): un film sulla violenza domestica ambientato ai tempi del primo suffragio femminile in Italia. Al di là di entusiasmi e polemiche, la pellicola vede una notevole attenzione nella ricostruzione della casa in cui vive la protagonista: tipica abitazione povera del dopoguerra.

Paola Cortellesi: vita privata e carriera

Paola Cortellesi non ha certo bisogno di presentazioni, ma giova ricordare alcuni dettagli della sua biografia. 

È nata a Roma nel 1973 e ha cominciato da giovanissima a lavorare nel mondo dello spettacolo, interpretando a 13 anni la canzone Cacao Meravigliao. Dopo la maturità scientifica, ha iniziato a studiare recitazione. Ha cominciato a lavorare nell’ambito del teatro. È approdata alla televisione nel 1998, in programmi come Macao e La posta del cuore. Ha debuttato come attrice cinematografica nel 2000, nei film Chiedimi se sono felice e in Un altr’anno e poi cresco.

Nel 2011, si è sposata con il regista e sceneggiatore Riccardo Milani. Nel 2013, è nata la loro figlia Laura. Bisticcia spesso col marito a metà sceneggiatura, ma niente di simile alle violenze che vediamo in C’è ancora domani, per fortuna.

La casa di “C’è ancora domani”: dov’è stato girato il film di Paola Cortellesi?

Il taglio neorealista di C’è ancora domani, ovviamente, non può prescindere da un’accurata ricostruzione degli ambienti. La casa di Delia e della sua famiglia, in particolare, è sempre al centro dell’attenzione. 

È stata ricostruita in via Bodoni, nel Testaccio, che ha conservato la sua tipica fisionomia di quartiere popolare. È ben riconoscibile anche il Lungotevere nei pressi, così come il mercato nuovo “truccato” da mercato dell’epoca, con bancarelle caratteristiche del dopoguerra. 

Gli interni sono stati ricostruiti a Cinecittà dalla scenografa Paola Comencini. Il cortile, naturalmente, è autentico ed è tipico dei palazzi del Testaccio, sviluppati intorno a una corte centrale. 

Nella sala da pranzo, cuore della casa dove abita Delia, il tavolo in legno rievoca stili diversi: in particolare, le sedie ricordano quello viennese. Un ripiano e grande mobile con ante e cassetti bianchi ospitano le stoviglie per le occasioni speciali. Il dettaglio maggiormente “d’epoca” è probabilmente il divano canapé al loro fianco. 

La casa di “C’è ancora domani”: camera da letto e cucina 

Il film di Paola Cortellesi mostra una camera da letto matrimoniale piccola e spoglia, in cui l’unica decorazione è un’immagine religiosa. Nonostante il bianco e il nero, si nota una carta da parati floreale, che vorrebbe dare un tocco d’allegria. Abbinato alla carta da parati è il paravento, immancabile nelle case degli anni ’40. 

In cucina, ogni spazio viene ottimizzato. Pentole e scolapasta sono appesi alle pareti. Il tavolo è pensato solo per cucinare e le mensole reggono i piatti. Forse, questo tipo di ambientazione sopravvive in qualche dimora particolarmente rustica, dove il posto e le risorse per gli arredamenti estrosi scarseggiano. Di certo, una ricostruzione tanto meticolosa aggiunge molto al pregio di un film che è anche un omaggio al Neorealismo e alla Roma popolare.

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