A sales assistant talks to visitors in front of models of apartments at a real estate exhibition in Shenyang, Liaoning province April 17, 2014. China's real estate investment rose 16.8 percent in first three months of 2014 from a year earlier, and revenues from property sales dropped an annual 5.2 percent, the National Bureau of Statistics said on Wednesday. REUTERS/Stringer (CHINA - Tags: REAL ESTATE BUSINESS) CHINA OUT. NO COMMERCIAL OR EDITORIAL SALES IN CHINA - RTR3LM1B

In Cina sale la febbre del real estate e salgono, in maniera preoccupante, anche i prezzi delle case: secondo i dati dell’ufficio nazionale di statistica, il prezzo medio delle case nelle 70 maggiori città cinesi è cresciuto del 9,2% nei 12 mesi tra Agosto 2015 e Agosto 2016 (dati dell’ufficio nazionale di statistica). Il governo teme una nuova bolla immobiliare. Tanto che ha introdotto delle misure restrittive per frenare la corsa al mattone. Tre le città che hanno scelto di correre ai ripari: Zhengzhou, Chengdu e Jinan. Si tratta di restrizioni nelle possibilità di acquisto di seconde e terze case nel tentativo di frenare il continuo rialzo dei prezzi del metro quadrato.

I residenti della città di Zhengzhou che già possiedono due proprietà e i non residenti che ne posseggono una non potranno acquistare ulteriori case di oltre 180 mq.

A Chengdu, capitale della provincia del Sichuan, sarà permesso di acquistare una sola casa in alcuni quartieri e chi ne vorrà acquistare una seconda dovrà pagare un 40% in contanti del prezzo. Il governo della città ha anche detto che penalizzerà anche i costruttori che non manterranno fede ai tempi di costruzione promessi.

Anche a Jinan chi possiede già tre proprietà immobiliari non ne potrà acquistare altre. E per chi compra la prima casa il pagamento richiesto in contanti sale al 30% dal precedente 20%.

Anche altre città come Tianjin, Hefei e Suzhou hanno introdotto misure per limitare gli acquisti di case e quindi un surriscaldamento dei prezzi.

Nel frattempo, i cinesi più ricchi guardano con sempre maggior interesse al Bel Paese. Oltre a squadre di calcio, alle aziende e brand di lusso, infatti, lo shopping cinese si estende anche al real estate. Nel segmento di lusso l’Italia resta tra le mete preferite dai milionari cinesi che investono in palazzi d’epoca, immobili di pregio, negozi, appartamenti nei pressi dei centri storici e con prospettive di sviluppo e di valorizzazione.

Le famiglie cinesi benestanti inoltre, comprano proprietà immobiliari in Italia per garantite ai loro figli visti di lungo periodo, una migliore qualità della vita e condizioni ambientali più a misura d’uomo.

A Milano il maxifondo di Shanghai, Fosun, che opera nel settore assicurativo, ha acquistato Palazzo Broggi, il prestigioso palazzo di Piazza Cordusio nel cuore di Milano. I cinesi del gruppo Guangzhou Canudilo hanno poi messo gli occhi su un altro angolo di prestigio a Milano. Si tratta di Exclesior Milano, il multimarca del lusso in Corso Vittorio Emanuele, su cui gruppo ha espresso il proprio interesse con un’offerta di 21,3 milioni di euro per rilevare immobile e format.

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1 CommentoChiudere commenti

1 Commento

  • stefano
    Posted 20 Ottobre 2016 at 15:54 0Likes

    Evvvvvvai”!!! Stiamo entrando in piena (neo) colonizzazione, qualora non ci fossimo già dentro fino al collo e a nostra insaputa. Quando poi ..alla fine del processo.. i “cinesi” si saranno comprati il 75% dell’Italia , dei suoi format, dei suoi luoghi “sacri” e delle aziende non dovremo scandalizzarci se ci diranno: ” scusate, onorevoli ed ex cittadini italiani (ius soli…?), ora siete voi gli “ospiti” e noi i padroni!” E ci starebbe tutta.

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