29 Agosto 2025, 12:05

Quali sono le misure minime di un bagno a norma? E come organizzare gli spazi della toilette in modo funzionale?

Larghezza minima bagno: cosa prevede la normativa

Il  Decreto ministeriale Sanità del 5 luglio 1975 non indica espressamente le misure minime di un bagno. Elenca soltanto i componenti indispensabili: water, bidet, doccia o vasca da bagno, lavabo. Se vuoi avere indicazioni più precise sulle misure minime di un bagno, devi consultare il regolamento edilizio del tuo Comune di residenza. In generale, bisogna fare riferimento alle normative locali.

La distanza minima fra i sanitari è mediamente di 20 cm. Quella tra il lavandino e gli altri componenti è di ben 55 cm. In tutto questo, considera che dovrai anche poterti muovere a tuo agio. Contano molto anche la buona ventilazione e la luminosità dell’ambiente. L’art. 7 del suddetto decreto ministeriale afferma che il ricambio dell’aria dev’essere garantito. Si consiglia di osservare per il bagno misure minime di non meno di 3,5 mq. Naturalmente, dovrai tenere conto del numero e delle esigenze delle persone che ne usufruiranno. Nel caso alcune di loro siano disabili, bisogna fare riferimento al Decreto Ministeriale n. 236/89.

Misure minime bagno: requisiti e consigli progettuali

Durante la progettazione e costruzione degli spazi abitativi, le misure minime del bagno seguono alcune indicazioni generali. Spesso, queste ultime sono dettate da norme UNI, cioè quelle elaborate dall’Ente Italiano di Normazione: un’associazione privata senza scopo di lucro, che fornisce le linee guida per il comfort, la funzionalità e la sicurezza degli spazi abitativi.

Secondo il già citato decreto del 1975, l’altezza minima del bagno può essere ridotta a 240 cm (invece che 270), perché si tratta di un locale “accessorio”. Quindi, se le misure minime del bagno sono sufficienti a permettercelo, possiamo inserire ribassamenti per ricavare vani tecnici o ripostigli sospesi.

Molti Comuni fanno riferimento a una netta separazione fra bagno e cucina. Questo significa che la progettazione della toilette può includere un antibagno, in cui è collocabile il lavabo.

Dimensionamento bagno: dotazioni obbligatorie e ventilazione

Abbiamo già parlato dei sanitari previsti secondo la legge nazionale e di come le misure minime del bagno debbano consentire di includerli. Parlando di ventilazione, dev’esserci un’apertura finestrata per il ricambio dell’aria, oppure un impianto di aspirazione meccanica. Anche queste sono norme presenti nel decreto del 1975. La normativa locale, in genere, aggiunge ulteriori restrizioni e dettagli in materia di aeroilluminazione. Per esempio, secondo il regolamento edilizio di Milano, è consentito avere un bagno cieco con aspirazione meccanica dell’aria quando l’abitazione è dotata di sistema VMC: Ventilazione Meccanica Controllata. In alternativa, le dimensioni del bagno cieco devono essere inferiori a 70 mq. Il regolamento milanese si spinge fino a specificare le dimensioni della finestra della toilette (almeno un decimo della superficie totale del locale).

A ogni modo, ora sappiamo con certezza che potremo ricavare un bagno da un ripostiglio o da un altro vano privo di areazione naturale. L’importante è che vengano seguite le norme del regolamento edilizio locale.

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