Si è iniziato a parlare di edifici sostenibili nel 1970 quando il Club di Roma ha pubblicato un report in cui manifestava preoccupazione per la sostenibilità ambientale. Questo documento offriva, come soluzione, proprio la logica dell’edificio sostenibile.

Come è facile immaginare, si tratta di edifici che non hanno impatto dal punto di vista ambientale o che lo hanno in maniera molto ridotta. In alcuni casi, infatti, è ancora complicato raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero, anche rispetto alla funzionalità e sicurezza dell’edificio ed alla sua destinazione d’uso. Da allora, però, si è fatta tantissima strada in termini di evoluzione tecnologica e la dimensione “green” ha assunto un ruolo sempre più importante.

Costruire un edificio sostenibile nel 2022 o nel 1970 è molto diverso e soprattutto è cambiata l’importanza che ha questa tematica. La sensibilizzazione sul tema, per fortuna, ha portato sempre più costruttori ad avere attenzione sulle emissioni e sulla sostenibilità in generale; questo ha portato ad avere moltissime strutture che rispettano questi parametri, da quelle pubbliche agli esercizi commerciali, fino ad arrivare agli edifici ad uso abitativo.

Edifici sostenibili: la Cina tra i paesi più virtuosi

Il progresso degli ultimi anni e la sensibilizzazione a livello mondiale hanno portato anche la Cina a voler essere un esempio di sostenibilità. Ne è un simbolo la Shangai Tower: con la sua altezza di 632 metri e turbine eoliche poste in alto che alimentano l’intera struttura, porta ad un risparmio stimato di circa 500.000 dollari.

Un altro esempio interessante si trova a Guangzhou, dove la Pearl River Tower, 309 metri di altezza, dotata di un intero sistema di pannelli solari e sistemi di illuminazione e turbine eoliche, che le ha permesso di vincere diversi premi per la sostenibilità.

A Dezhou, invece, c’è l’edificio “Sun-Moon Mansion”, alimentato interamente ad energia solare e sede di diversi uffici, hotel e sale conferenze. I pannelli solari ricoprono un’area totale di 50.000 metri quadrati e permettono di avere in struttura l’acqua calda.

In conclusione, citiamo anche il Vanke Center a Shenzhen; è una struttura molto affascinante che anche in questo caso ospita hotel, uffici e sale conferenze ed è sostenibile grazie a diversi elementi interni in bamboo ed un impianto di pannelli fotovoltaici. Nonostante questo, l’edificio ha la peculiarità di essere addirittura a prova di tsunami. Un esempio di come sostenibilità e sicurezza non si escludono, ma possono anzi essere coniugati con successo.

Edifici sostenibili: tanti esempi dal Regno Unito

Un’altra zona dove ci sono numerosi edifici sostenibili è il Regno Unito, dove la cultura della sostenibilità è arrivata prima che in Cina, con risultati simili. In questo caso, però, possiamo citare anche qualche edificio residenziale come esempio di sostenibilità che si avvicina di più al singolo privato.

Ne è la dimostrazione l’edificio progettato dall’architetto Bill Dunster a Hackbridg, a circa due miglia da Sutton; si tratta di una struttura completamente sostenibile in grado di ospitare 82 famiglie, con un sistema da ben 777 metri quadrati di pannelli solari. Un esempio di come la sostenibilità riguardi i privati, le famiglie, anche distante dai grandi centri urbani che tutti associamo allo sviluppo ed all’innovazione.

Altri due esempi molto interessanti si trovano a Manchester e Londra, più in linea con le aspettative nei confronti di una grande città. A Manchester troviamo la One Angel Square, sede principale di Co-operative Group. Con circa 2.000 residenze ed un impianto di cogenerazione che produce energia meccanica, poi trasformata in elettrica e termica che viene utilizzata direttamente all’interno dell’edificio. L’edificio ha poi impianti per la raccolta ed il recupero dell’acqua piovana ed un sistema di riciclo dei rifiuti prodotti.

L’altro esempio è il “The Crystal” a Londra. E’ un edificio tra i più qualificati dell’intera città grazie ad un impianto fotovoltaico, oltre a luci regolate in base alla luce solare, sistema di raccolta dell’acqua piovana e sistema di riciclo dei materiali utilizzati. Un edificio per altro molto affascinante che rappresenta la capacità di innovazione di una delle città più grandi e cosmopolite del mondo.

E in Italia?

L’Italia non è ancora stata citata ed in effetti non ci sono esempi di edifici con caratteristiche sostenibili nel nostro territorio al pari di quelle viste: niente grattacieli e grandi palazzi, purtroppo o per fortuna. In città come Milano e Roma ci sono, basti pensare alla zona Citylife del capoluogo lombardo, ma la sostenibilità in questo senso è un po’ in ritardo.

Ci sono però esempi molto interessanti di edifici residenziali sostenibili e proprio in questa sede proviamo a vederne qualcuno. Il primo è il cosiddetto “K19b” di Milano, un edificio nel quartiere Piave, realizzato in maniera fine e sostenibile: le soluzioni tecnologiche sono pensate appositamente per ridurre il consumo di energie non rinnovabili, arrivando quasi ad azzerarle, nonostante l’edificio sia alto ben sette piani e sia stato interamente riqualificato.

Un altro esempio è la Fiorita Passive House, a Cesena, una multiresidenza con otto unità immobiliari realizzate con struttura portante in legno, sistema fotovoltaico per la produzione di energia solare ed acqua calda, pompa di calore e lungo tutto il perimetro esterno schermi frangisole che ne ottimizzano la luminosità. Un altro ottimo esempio di connubio di successo tra sostenibilità e funzionalità abitativa.

In ultimo, bisogna citare tra gli edifici sostenibili di Milano anche la nuova zona Bocconi, naturalmente molto grande e con più strutture. Dalle residenze studentesche ai centri sportivi, con attenzione non solo all’efficienza energetica, ma anche al riciclaggio delle acque piovane ed all’illuminazione naturale. D’altronde, dove perseguire l’innovazione e lo sviluppo se non in un quartiere universitario?

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