14 Luglio 2025, 15:00

Molte città menzionate nei nostri annunci immobiliari sono posizionate lungo il corso del Po, il fiume più lungo d’Italia. Ma da dove nasce il Po?

Il fiume Po: caratteristiche, affluenti e bacino idrografico

Il Po, in linea d’aria, è lungo 672 km (secondo altre misure, 652 km). Si dirige da ovest a est e sfocia nel Mar Adriatico formando un delta ampio circa 180 kmq, collocato tra l’Emilia Romagna e il Veneto. L’area della foce del Po è di grande importanza naturalistica: vi sono infatti presenti numerose specie animali e vegetali. In generale, tutto il corso del fiume è assai rilevante a livello paesaggistico e naturalistico. L’abbondanza di acque ha fatto sì che vi si formasse una torbiera e che vi si sviluppasse una ricca fauna caratteristica delle zone umide.

Non manca nemmeno la flora. Lo stesso nome “Po” deriva dal latino Padus, attestato per la prima volta da Polibio (200 a.C. – 120 a.C. circa): probabilmente, l’etimologia è legata ai padi, un tipo di pini che crescevano sulle sue rive. A sua volta, il nome latino del fiume ha dato il nome alla Pianura Padana.

Tra corsi d’acqua e torrenti, conta ben 141 affluenti. Ricordiamo i principali: il Tanaro, lo Scrivia, il Trebbia, il Secchia, il Panaro (affluenti di destra); la Dora Riparia, la Dora Baltea, il Sesia, il Ticino, l’Olona, il Lambro, l’Adda, l’Oglio e il Mincio (affluenti di sinistra).

Dove nasce il fiume Po: la sorgente ufficiale e le sue curiosità

Il fiume Po nasce dal fianco nord-orientale del gruppo del Monviso, sulle Alpi Cozie, in Piemonte. È famosissima la polla che sgorga tra i massi del Pian del Re, a 2020 metri d’altitudine. In questo punto, su un masso, è incisa la scritta: “Qui nasce il Po”. Tuttavia, questa polla è solo uno dei suoi rami sorgentiferi e non il più copioso. Il fiume ha dato il nome alla Valle Po, in cui scorre il suo tratto montano.

Dove sfocia il Po: il delta e l’importanza ambientale

La  già menzionata foce è la sede del Parco del Delta del Po. È una delle aree protette più antropizzate ed economicamente sviluppate in Italia; eppure, conserva al proprio interno la maggiore estensione di zone umide tutelate nel Paese. Esso è caratterizzato da un paesaggio assai mutevole: boschi, pinete e foreste allagate si alternano a zone umide interne d’acqua dolce o salata. La sua biodiversità è straordinaria: in particolare, conta oltre 280 specie di uccelli. Sono numerose le farfalle, così come i coleotteri, libellule rarissime come la damigella variabile (Coenagrion pulchellum), il gonfo zampe gialle (Stylurus flavipes), il gonfo verde (Ophiogomphus cecilia). Non menzioniamo poi la grande varietà di molluschi e crostacei. Parlando di pesci, di particolare interesse conservazionistico sono il nono (Aphanius fasciatus), la cheppia (Alosa fallax), la lampreda di mare (Petromyzon marinus), oltre all’anguilla (Anguilla anguilla), emblema delle Valli di Comacchio. E queste sono solo alcune specie animali, per tacere della flora: sono presenti almeno 970 specie vegetali.

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