Il 2016 è stato un anno piatto per le costruzioni, ma il 2017 lascia intravedere una debole ripresa.

Lo dicono i dati dell’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili). Secondo la ricerca il settore delle nuove costruzioni crescerà del +0.8%, nel corso dell’anno, una crescita trainata soprattutto dalla spinta alle opere pubbliche impressa dal governo Renzi (grazie al fondo infrastrutture da 1.9 miliardi stanziato per il 2017 e ai fondi per la ricostruzione post-terremoto).

La ripresa è attribuibile anche al recupero edilizio privato, favorito dalla proroga e dal rafforzamento dei bonus fiscali per ristrutturazioni, risparmio energetico e messa in sicurezza anti-sismica.

Il 2016 – lo ricordiamo – si era chiuso con un +0.3% nel settore delle costruzioni, comunque positivo rispetto al rovinoso –35% perso nel periodo compreso tra 2008 e 2015.

Se il 2016 è stato un anno di occasioni perdute per il settore costruzioni, il 2017, secondo gli esperti, può essere l’anno della svolta.  Ma i dati dell’Ance sono più cauti rispetto a quelli del governo che aveva lasciato presagire un boom del +2.9% per il nuovo anno. La prudenza dell’Ance deriva da dati ancora tutti negativi su occupazione, prestiti alle imprese di costruzione e dati Istat sul settore. La borsa del credito è chiusa: il 50% delle imprese sondate negli ultimi 6 mesi non ha trovato istituti finanziari disposti a finanziarle. La fiducia nella ripresa è riposta quindi principalmente sul credito e sulle misure attuative della Legge di Bilancio.

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