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La Commissione Agricoltura del Senato approva in via definitiva la coltivazione e la filiera agroindustriale di alcune varietà di canapa.

Dal 22 novembre sarà possibile coltivare e vendere alcune varietà di canapa senza necessità di autorizzazione. A deciderlo un provvedimento del Senato, che si adegua alla legislazione europea. All’estero, la coltivazione e produzione della canapa industriale è in atto in molti paesi (Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Polonia, Romania, ecc.) ed è autorizzata a determinate condizioni in diversi paesi nel mondo.

“Oggi, grazie a fibre isolanti come la canapa – spiega Patrizia Aversa del Centro Ricerche ENEA di Brindisi – è possibile costruire edifici sostenibili ed efficienti, riducendo i consumi degli impianti di climatizzazione, in particolare nelle aree del Mediterraneo a clima caldo temperato. Costruire e riqualificare in modo sostenibile potrebbe far risparmiare il 50% di energia”.

Tra le sue numerose proprietà, la fibra di canapa funge anche da isolante termico, utilizzabile in edilizia.

Secondo recenti studi, la canapa migliora l’isolamento termico del laterizio, attenuando di circa il 30% il flusso termico, ossia la quantità di calore che passa attraverso un materiale in un dato momento, e diminuendo del 20% la trasmittanza termica, vale a dire la facilità con cui un materiale si lascia attraversare dal calore. Inoltre la canapa ha una buona permeabilità al vapore acqueo, permettendo così di evitare la formazione di condensa.

La canapa è un materiale dalle innumerevoli applicazioni perché molto versatile e sostenibile: dalla medicina all’alimentazione, dall’industria tessile a quella cartiera, inoltre per coltivarla non vengono utilizzano pesticidi.

Inoltre, trattata con sostanze naturali antimuffa e idrorepellenti, la canapa possiede una maggiore traspirazione e resistenza ai batteri e una minore velocità di propagazione delle fiamme, in caso di incendio.

La coltivazione della canapa è in forte espansione sia in Europa che in Italia.

Secondo Federcanapa sono circa 3.000 gli ettari coltivati nel nostro Paese. La Puglia è la regione che ne produce di più, seguita da Piemonte, Veneto e Basilicata. In particolare in Puglia si sta sviluppando un modello di economia circolare a filiera corta, che prevede il raddoppio della coltivazione e la realizzazione di un impianto di trasformazione con una capacità di circa 5 mila tonnellate l’anno.

In particolare nell’area di Taranto, dove la coltivazione della canapa viene utilizzata per bonificare i terreni intorno all’impianto siderurgico dell’ILVA. La canapa è una pianta tollerante ai metalli pesanti, con radici resistenti e una forte capacità di acclimatamento. Queste caratteristiche la rendono un candidato chiave per approcci di fitorisanamento.

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