
Si avvicina la scadenza dell’IMU e sei alle prese con codici e modelli? Scopri cosa indica il codice tributo 3918, quando si utilizza e come inserirlo correttamente nel modello F24 per evitare errori.
Codice tributo 3918: cos’è e quando si utilizza per l’IMU
Tra i molti codici tributo presenti nell’archivio dell’Agenzia delle Entrate, il codice 3918 è certamente il codice IMU più rilevante.
Esso riguarda l’Imposta Municipale Propria a favore del Comune per i fabbricati diversi dall’abitazione principale, come seconde case, uffici, negozi, per esempio
L’abitazione principale, infatti, è esente da IMU, a meno che non sia censita tra le categorie catastali considerate di lusso, che sono:
- A/1 – Abitazioni di tipo signorile
- A/8 – Abitazioni in ville
- A/9 – Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici e storici
L’IMU deve essere pagata in due rate del 50% ciascuna; la prima entro il 16 giugno, la seconda entro il 16 dicembre.
Come compilare il modello F24 con il codice tributo 3918
La compilazione del modello F24 semplificato per il pagamento dell’IMU è abbastanza agile.
Facciamo un esempio di pagamento dell’acconto.
Seconda casa ubicata in Roma, con rendita catastale pari a 1.000,00 euro.
L’imponibile è pari alla rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per 160, cioè pari a 168.000,00 euro.
L’aliquota per gli altri fabbricati, nel comune di Roma, è pari all’1,14%.
L’IMU, quindi, sarà pari a 168.000,00 x 1,14% = 1.915,20 euro, da dividere in due rate di pari ammontare.
Ogni rata sarà pertanto pari a 957,60 euro, da arrotondare a 958,00 euro ciascuna.
Di seguito l’esempio del modello F24.
Per maggiori dettagli sul calcolo, si rimanda a questo nostro articolo.

Differenze tra i codici tributo 3918 e 3919 per l’IMU
Un codice tributo IMU che spesso genera confusione è il 3919.
La descrizione è simile a quella del cod. 3918, ma la destinazione del tributo, nel caso del cod. 3919 è allo Stato anziché al Comune.
Per alcune tipologie di fabbricati, come ad esempio ad uso industriale, o alberghi, pensioni o palestre, la legge prevede che una quota sia destinata allo Stato.
In questi casi il Comune può prevedere un’aliquota minima che però non può essere inferiore alla quota destinata allo Stato, che è pari allo 0,76%.
Ravvedimento operoso per l’IMU: come usare il codice 3918
Può capitare di “saltare” una scadenza di versamento, e se non ce ne accorgiamo può esserci richiesta una sanzione del 25% oltre agli interessi legali.
È possibile, però, rimediare e se riusciamo a farlo prima che il Comune ci chieda imposta, sanzione e interessi, potremmo “cavarcela” con molto poco.
Questa possibilità si chiama “Ravvedimento operoso” e consiste nel pagamento in ritardo con una sanzione ridotta e interessi.
Prima rimediamo, meno paghiamo: la sanzione va dallo 0,1% (se paghiamo entro il giorno successivo) sino al 5% per ritardi più lunghi.
La sanzione e gli interessi sono versati con il modello F24 con lo stesso codice tributo 3918.
Facciamo un esempio:
Abbiamo dimenticato di versare un saldo di IMU di 500,00 euro, la cui scadenza era il 16 dicembre 2024.
Paghiamo, con Ravvedimento operoso, in data 3 giugno 2025.
In questo caso la sanzione sarà pari al 3,125%, cioè pari a 15,63 euro.
I giorni di ritardo sono 169, ma il tasso di interesse legale è passato il 1° gennaio 2025 dal 2,50% al 2,00%.
I nostri giorni di ritardo, quindi, genereranno interessi al 2,50% per 15 giorni e al 2,00% per 154 giorni.
Rispetto al modello senza Ravvedimento operoso, dovremo crociare con una “X” il campo “ravv”, mentre tutto il resto sarà compilato come per un versamento nei termini.
L’importo, ovviamente, cambierà perché dovrà includere sanzione e interessi.
Oltre ai 500,00 euro di saldo IMU, infatti, dovremo versare:
- La sanzione di 15,63 euro
- Gli interessi per 4,73 euro
Per un totale di 520,00 euro.

Gli interessi sono calcolati secondo la formula dell’interesse semplice, applicando il tasso che può variare anche ogni anno con un DM del Ministero Economia e Finanze.
Per le violazioni commesse sino al 31 agosto 2024 la sanzione ordinaria era pari al 30% anziché 25%, di conseguenza anche le sanzioni ridotte per Ravvedimento operoso sono più elevate.
Per maggiori dettagli su sanzioni, interessi e calcoli si rimanda al paragrafo “Ravvedimento operoso” di questo nostro articolo.
Laureata in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica di Milano, ha maturato oltre 30 anni di esperienza in campo amministrativo e fiscale. Durante la pratica professionale ha insegnato Ragioneria e in seguito ha acquisito oltre dieci anni di esperienza con una delle big four della revisione e consulenza contabile. Nel 2004 ha avviato un suo studio professionale e all’attività di consulenza affianca quella di docente nelle materie fiscali e previdenziali nei corsi di formazione per gli operatori dei CAF.
