
L’Osservatorio di Sector Alarm sulla Serenità Domestica, condotto con AstraRicerche su oltre 1.100 rispondenti, rivela come la gestione dell’abitazione durante le ferie rappresenti una fonte di preoccupazione per milioni di italiani, tra rientri anticipati, reti di supporto informali e crescente necessità di controllo a distanza.
Le prime regioni d’Italia dove si verifica il fenomeno delle vacanze interrotte sono la Campania (54,5%), la Puglia (53,3%) e il Piemonte (46,1%). La Toscana è la regione con meno rientri anticipati.
Milano, giugno 2026 – Inizia ufficialmente quel periodo dell’anno in cui, complici la fine delle scuole, le giornate di sole e le serate afose, le vacanze non sembrano più un sogno lontano. Lasciare la propria abitazione vuota durante le ferie o i periodi di assenza è una prassi molto comune in Italia (la scorsa estate le case vuote erano 18 milioni), ma non sempre senza pensieri. È quanto emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio sulla Serenità Domestica di Sector Alarm, condotto in collaborazione con AstraRicerche, che ha analizzato i comportamenti dei cittadini quando si allontanano dall’abitazione, delineando un quadro preciso sul rapporto tra bisogno di sicurezza domestica e reti di supporto informali.
Vacanze interrotte: un fenomeno più diffuso di quanto si creda, con evidenti differenze geografiche
Quasi due italiani su tre (il 62,7%) lasciano disabitata la propria casa per più giorni almeno una volta all’anno, tra escursioni fuori porta e soggiorni nelle seconde case, possedute dal 26% dei connazionali. Il 18,9% lo fa addirittura quattro o più volte l’anno. Tuttavia, allontanarsi dalla propria casa porta con sé ansia e timori, che talvolta si rivelano fondati. Tra coloro che lasciano la casa incustodita, il 43,1% ha dovuto rientrare in anticipo almeno una volta con la certezza che fosse accaduto un evento negativo in casa. Una percentuale quasi identica (42,3%) ha interrotto le vacanze per il forte timore che fosse accaduto qualcosa. Il rientro in anticipo avendo la certezza di una negatività avvenuta risulta più comune tra i residenti in Campania (54,5%), prima regione in Italia per i rientri anticipati, seguita dalla Puglia (53,3%) e il Piemonte (46,1%). Spicca, invece, la Toscana come la regione d’Italia in cui si verificano meno rientri anticipati con solo il 25% (-18,2% rispetto alla media nazionale).
Le reti informali: a chi ci rivolgiamo per chiedere aiuto
Le ferie non sospendono la gestione domestica. Per questo, gli italiani che almeno una volta l’anno si allontanano per qualche giorno mettono in moto una vera e propria rete di supporto composta da familiari, amici, vicini e persone di fiducia: più di tre intervistati su quattro (75,5%) chiedono, infatti, a qualcuno di controllare che tutto sia in ordine durante la loro assenza, a riprova di quanto il bisogno di sentirsi al sicuro continui ad accompagnare molte persone anche quando sono lontane da casa.
In primo luogo, si chiede aiuto per verificare che non ci siano stati furti, perdite d’acqua o altri problemi domestici (35,7%). Seguono le richieste di supporto per innaffiare e curare le piante o curare gli spazi esterni (29,6%), per accudire gli animali domestici (24,1%), per verificare il corretto funzionamento di utenze ed elettrodomestici (23,8%) e per controllare la cassetta della posta ritirando la corrispondenza (sempre il 23,8%). Infine, il 17,8% degli intervistati chiede aiuto nella gestione dell’accesso alla casa da parte di tecnici, manutentori o imprese di servizio.
La cerchia di supporto è composta principalmente da familiari (61,2%) e amici o colleghi (22,3%): complessivamente si rivolge a questa cerchia più ‘vicina’ il 73% degli intervistati. Tuttavia, quasi un intervistato su due (47,5%) si affida a persone appartenenti a una cerchia meno intima: vicini di casa (30,2%), personale retribuito incaricato di controllare la casa, accudire gli animali o di svolgere le pulizie (11,8%) e i portinai del condominio (10,6%).
Ci si affida alle proprie cerchie familiari e di amicizie per chiedere un supporto durante la propria assenza più frequentemente in Veneto (82,7%), che emerge come prima regione in Italia, seguita dalla Toscana (79,6%) e dall’Emilia Romagna (78,8%). Chiudono la classifica, invece, la Sicilia (69,3%), il Lazio (67,3%) e la Campania (65,5%). La Lombardia detiene il podio per distacco tra le regioni che scelgono di rivolgersi a vicini, portinai o personale retribuito (59,4%).
Il dilemma delle chiavi di casa
Per i nostri connazionali che almeno una volta all’anno lasciano la propria casa incustodita, affidarsi agli altri, però, non è sempre facile. L’indagine mostra come permettere l’accesso alla propria abitazione rimanga un tema delicato: quasi 8 su 10 dichiarano infatti di avere qualche resistenza a lasciare le chiavi di casa, a dimostrazione di come il desiderio di ricevere aiuto conviva spesso con la difficoltà di cedere completamente il controllo del proprio spazio domestico. Tra questi, per il 54,6% la decisione dipende strettamente dalla persona scelta per aiutare.
Inoltre, il 24,3% preferirebbe non darle a nessuno: i più restii a consegnare le chiavi risultano essere generalmente i proprietari dell’immobile (26% rispetto al 20% di chi vive in affitto).
La tecnologia che fa stare più sereni
Di fronte a queste preoccupazioni, la tecnologia può offrire un sostegno concreto, riducendo la necessità di affidarsi alla rete informale per l’esigenza più critica: sapere che la casa è al sicuro.
I risultati mostrano una netta differenza nel grado di serenità tra chi ha o meno un sistema di sicurezza quando l’abitazione resta vuota: tra chi non possiede alcun sistema la percentuale di chi si dichiara sereno è di appena il 48%, mentre la quota sale notevolmente al 75% tra chi dispone di un sistema collegato a una centrale operativa.
Non stupisce, quindi, che quasi due intervistati su tre (64,9%) considerino davvero utile disporre di un sistema di protezione completa, con un interesse che sale al 68% tra i proprietari di immobili. In particolare, tra le funzionalità giudicate più utili spiccano il monitoraggio 24 ore su 24 della centrale operativa (79,5%) e la possibilità di ricevere notifiche immediate sullo stato del sistema (80,4%).
“I dati del nostro Osservatorio confermano qualcosa che sentiamo ogni giorno dai nostri clienti: il disagio di dover interrompere una vacanza a causa di un problema domestico, reale o anche solo temuto. Non si tratta di una preoccupazione astratta, ma di un’esperienza concreta che ha già riguardato milioni di italiani. Sector Alarm nasce esattamente per questo: non solo per proteggere l’abitazione, ma per ridare alle persone tempo e serenità mentale per dedicarsi a ciò che conta davvero, senza pensieri legati alla sicurezza domestica. Una libertà che, con il monitoraggio 24/7 di una Centrale Operativa che risponde in soli 24 secondi a ogni emergenza, diventa reale e concreta.” dichiaraFabio Ansaloni, Managing Director di Sector Alarm Italy.
