Grizzana Morandi (Alto Appennino Bolognese)
Conosci le alte colline di Bologna? Io mi riferisco a quelle che abbracciano Porretta, anzi, un po' prima… tra Vergato e Riola. Qui, in questo tratto dell'Appennino, il paesaggio cambia tono: non è ancora montagna vera e propria, ma nemmeno pianura. Sono colline alte, quasi sospese, che sembrano onde verdi in quota. Grano, fieno, boschi di quercia e castagno si alternano con eleganza. E in mezzo a tutta questa natura, spuntano borghi storici, monumenti artistici, meraviglie naturali. Vuoi sapere quali? Te lo racconto alla fine.
Questa è una di quelle zone che, col tempo, diventeranno sempre più ambite. Un investimento per il futuro: aria buona, altitudine, frescura anche d'estate. E non è affatto isolata: ci sono due fermate del treno e una strada principale che in meno di un'ora ti porta a Bologna.
Ed è proprio da questa strada che inizia il mio racconto. Svolto a destra e imbocco una stradina che segue il profilo delle colline, salendo e scendendo dolcemente. Qua e là, qualche casa in campagna, qualche borgata con casette in sasso, tutte ristrutturate con cura. Si vede che qui c'è amore per il territorio. Tutto è ordinato, tutto è rispettato.
Dopo pochi chilometri arrivo a Oreglia di Sotto, borgata antica e citata spesso nelle guide locali come una delle più belle della zona. E lo confermo: è davvero incantevole. La casa che ti voglio mostrare oggi si trova proprio qui. Giulia, la proprietaria, mi aspetta. Ha già sistemato tutto per la visita.
Parcheggio la mia pandina nel posto privato, fuori dal recinto. Entro nel primo giardino: un tavolo in sasso domina una pedana in teak, con luci incastonate per l'illuminazione serale. È il giardino “da soggiorno”. Tre gradini separano la zona teak da quella verde, con un prato curato, tre ulivi storici e una maestosa quercia da sughero. Non ne avevo mai vista una: è imponente, affascinante, quasi magnetica.
La casa di Giulia risale al 1619, lo dice un'incisione su un sasso del muro. È tutta in pietra a vista, ristrutturata con gusto e arricchita da dettagli preziosi, dentro e fuori. Tra gli esterni spiccano il forno per il pane, le rocce decorative e le essenze arboree scelte con cura.
Entro. Ci sono tre ingressi. Quello dal giardino in teak porta alla tavernetta, arredata con mobili da cucina che sembrano usciti dalla cucina di un ristorante stellato. Una chicca. Da qui, una porta conduce a una stanza che oggi è utilizzata come saletta da pranzo: due poltroncine di design, una nicchia per i vini, un tavolo in vetro circondato da sedie trasparenti Kartell. Una seconda porta in ferro e vetro collega direttamente all'esterno.
Una porticina interna porta a una stanza più raccolta, con poca luce naturale, che Giulia usa come home theatre. Pavimento in cotto, muri in sasso, soffitti in legno dipinti di bianco: tutto parla di autenticità, ricercatezza e bellezza.
Da qui, una scaletta in pietra conduce al cuore della casa. E qui… le parole iniziano a mancare. Come Dante davanti al Paradiso, fatico a descrivere la bellezza di questi ambienti. Meglio guardare le foto.
La scala si apre su una zona giorno a doppio volume, con camino in vetro e una grande otre d'olio usata come tavolino in una nicchia. Di fronte, la terza porta a vetri si apre sul giardino verde. A sinistra, sopra cinque gradini in sasso, c'è un salottino con una poltrona in pelle rossa e un camino in ferro sospeso, realizzato su misura da un artigiano. Un pezzo unico. Ma te l'ho detto: va visto, non raccontato.
Sopra, una ringhiera delimita il soppalco, oggi adibito a camera da letto con vista sulla zona giorno.
Proseguo nella stanza accanto, di passaggio ma tutt'altro che anonima: pavimento in legno, tetto a vista, pareti in sasso, un tavolo a muro con sedie importanti. Due porte conducono a una stanza oggi usata come camera e a un bagno con doccia in cristallo. Una scala in legno antico porta al soppalco. E ovviamente… ci salgo.
Mi accoglie una p