Il Baglio si presenta in buone condizioni e conserva tutto il fascino dell’architettura rurale siciliana, con il tipico cortile centrale attorno al quale si sviluppa l’intero complesso.
L’ingresso, caratterizzato da una suggestiva volta con pavimentazione in basole di pietra, conduce alla scenografica scala alla trapanese che permette l’accesso ai piani superiori: al primo piano si trovano due appartamenti, mentre proseguendo si raggiunge il secondo piano dove è presente un vano con wc attiguo, probabilmente destinato in passato all’alloggio del custode. Infine si arriva alla splendida torretta merlata, da cui si gode una vista mozzafiato su tutta la proprietà.
A piano terra troviamo invece una serie di magazzini sia all’interno che all’esterno del Baglio, finemente ristrutturati divisi in più vani, suscettibili di variazioni legate a trasformazioni legate per esempio all’agricoltura o all’attività recettizia, come previsto dal piano regolatore di zona.
Il complesso si sviluppa su una superficie totale di circa 950 mq, offrendo ampi spazi e molteplici possibilità di utilizzo. Completa la proprietà una grande area di circa 1500 mq con pavimentazione in marmo, uno spazio versatile che può essere ripensato e valorizzato per diverse attività, dagli eventi all’ospitalità o al parcheggio.
La tenuta si estende oggi per quasi tre ettari di terreno, tra uliveti, seminativi e aree libere che valorizzano ulteriormente il contesto naturale.
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Curiosità
Il nome “Baglio America Nica” racchiude una storia profondamente legata alla memoria del territorio. All’inizio del Novecento il territorio trapanese fu colpito da una grave crisi economica: la malaria, le calamità naturali – tra cui un devastante alluvione durato oltre 50 ore – e le difficili condizioni lavorative di quegli anni spinsero centinaia di persone a cercare fortuna emigrando in America. Tra il 1902 e il 1907 oltre mille abitanti della zona lasciarono la propria terra con la speranza di offrire un futuro migliore alle loro famiglie.
In questo contesto difficile, l’azienda agricola dei Burgarella rappresentò una rara eccezione positiva. I lavoratori venivano pagati in base alle ore effettive di lavoro e chiunque volesse lavorare veniva accolto semplicemente portando con sé una zappa. Per molti contadini quel luogo divenne una sorta di “Piccola America!”, simbolo di opportunità e dignità: da qui il nome affettuoso “Bagghiu da Merica Nica”. Il proprietario Agostino Burgarella era noto per la sua grande generosità verso i più bisognosi, motivo per cui questo luogo è sempre stato benvoluto ed è rimasto nel cuore della comunità locale.